WILLIAM SAROYAN.
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La commedia umana.
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Titolo originale: The Human Comedy.
Traduzione di: Claudia Tavolo e Marco Zapparoli.
1999, Marcos y Marcos Editori, MILANO
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Homer  un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo. 
La famiglia Macauley, da cui proviene,  modesta, le difficolt non sono poche: il babbo  morto e il fratello maggiore  partito per la seconda guerra mondiale; eppure tutti si dedicano con energia a quel che va fatto: la mamma alle galline come all'arpa, la sorella agli studi e al pianoforte, e Ulysses  il fratellino pi curioso del mondo.
Homer, che ha assunto il ruolo di capofamiglia, di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell'ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere.
Pochi giorni, e gi si rivela come il messaggero pi veloce della West-Coast.
Entra cos, leggero e deciso, quasi volando, nel mondo degli adulti: il suo segreto  prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo gi.
Sullo sfondo, la natura rigogliosa e i colori della California, una banda di ragazzini vispissimi, negozianti armeni, giganti buoni, primedonne giramondo...
Delicato e ironico, questo libro  il ritratto formidabile di uno stile di vita scomparso,  una parabola sull'adolescenza e sul mondo degli immigrati d'America degli anni Quaranta. Un piccolo classico in trentanove episodi.
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L'AUTORE.
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Nato a Fresno, in California, il 31 agosto del 1908, figlio di immigrati armeni originari di Bitlis (nell'attuale Turchia sud-orientale), Saroyan fu soldato semplice nella seconda guerra mondiale.  uno degli scrittori statunitensi pi rappresentativi del periodo fra le guerre.
Pur abitando a Malibu, in California, viaggi molto, specialmente in Europa.
Dopo l'esordio avvenuto nel 1933 con un racconto pubblicato su un settimanale armeno di Boston, il successo gli arrise quasi subito. Rifiut il premio Pulitzer 1940 assegnato a I giorni della vita. Ebbe enorme successo con i suoi racconti e con il mondo meraviglioso e fantastico del romanzo The Human Comedy (La commedia umana) (1943).
La sua esperienza di vita fu analoga a quella di tanti scrittori neo-realisti degli Stati Uniti (figlio di poveri immigrati armeni, dovette fare i pi vari mestieri, venendo a diretto contatto con il popolo) e ricorre spesso nelle sue pagine; ma invece di ispirargli i forti chiaroscuri della condanna sociale, i suoi ricordi si velano in un mondo quasi onirico ove sentimentalismo, umorismo e gusto bozzettistico sono in sintonia.
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La commedia umana.
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1. Ulysses.
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Quel bambino, di nome Ulysses Macauley, un giorno se ne stava a guardare il buco della talpa nel giardino dietro casa, in Santa Clara Avenue a Ithaca, California.
La talpa ammucchiava terra fuori dalla nuova tana e spiava il bambino, un estraneo per lei, anche se non un nemico vero e proprio. Prima che l'incantesimo svanisse, uno degli uccelli di Ithaca era volato verso il vecchio noce, nel boschetto, e dopo essersi posato su un ramo si era messo a far baccano, a modo suo, spostando l'attenzione del bambino dalla terra
all'albero. Un treno merci, la cosa pi notevole, sbuffava e sferragliava in lontananza. Il bambino rimase ad ascoltare, sentiva la terra tremare sotto di lui per il movimento del treno. Poi si era messo a correre, sempre pi svelto: pi veloce di chiunque altro al mondo anzi, ne era convinto.
Raggiunto l'incrocio fece appena in tempo a vedere il treno tutto intero che passava, dalla locomotiva all'ultima carrozza.
Fece un saluto al macchinista, ma il macchinista non rispose. Salut altri cinque tizi, sul treno, e non uno di loro gli rispose. Avrebbero potuto ricambiarlo, ma non lo degnarono nemmeno di un cenno. Alla fine apparve un nero che si sporgeva sul
fianco di un carro merci. In mezzo al frastuono del treno, Ulysses sent l'uomo che cantava: Amore mio non piangere, oggi non pianger pi Un canto noi cantiamo per la casa del Kentucky Cantiam la vecchia casa, lontana, laggi Ulysses prov a salutare anche lui, e a quel punto accadde un fatto inatteso e sorprendente. Quell uomo, nero, diverso da tutti gli altri, rispose al saluto di Ulysses: Toorno a caasaa, proprio a caasaa mia!
Il bambino e il nero continuarono a mandarsi saluti, finch il treno non fu del tutto fuori vista. Poi Ulysses si guard intorno. Tutto gli appariva strano, affascinante quanto senza logica. Era il suo mondo.
Strano, pieno di erbacce e spazzatura, ma bello. Un vecchio con una balla sulle spalle stava avvicinandosi lungo la ferrovia. Ulysses salut anche lui, ma l'uomo era troppo vecchio e troppo stanco per dar confidenza a un ragazzino. Si limit a lanciargli un'occhiata come se tutti e due fossero gi morti e sepolti.
Il bimbo gir lentamente su se stesso e si avvi verso casa. Incamminandosi, sentiva ancora l'eco del treno, del nero che cantava, l'eco delle sue parole gioiose: Toorno a caasaa, proprio a caasaa mia! Poi smise di riflettere, e vicino a un nespolo si mise a prendere a calci i frutti marci e giallastri. Fece quel suo sorriso alla Macauley - quel sorriso gentile, saggio, un po' enigmatico che diceva buongiorno a tutto.
Quando svolt l'angolo e vide casa Macauley, Ulysses cominci a saltellare, battendo i piedi in volo.
Questo lo fece inciampare e poi cadere, ma un istante dopo era di nuovo in piedi e si rimise in marcia.
Sua madre era in cortile, gettava becchime ai polli.
Aveva visto il figlio correre, saltellare, inciampare e volare per terra. Lui era arrivato tranquillo e sicuro, buttando un occhio al cesto delle uova di gallina accanto a lei. Si ferm un istante, poi prese un uovo e lo porse a sua madre con una cura estrema. Voleva esprimerle qualcosa che un adulto non saprebbe immaginare n un bambino saprebbe descrivere.
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2. Homer.
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Suo fratello Homer sedeva sul sellino di una bicicletta di seconda mano che affrontava grintosamente lo sporco della via di campagna. Homer Macauley indossava una divisa da postino a dir poco gigantesca per lui, e un berrettino microscopico. Il sole stava andando gi, nell'assonnata pace serale, cos amata dalla gente di Ithaca. Orti e vigneti si stagliavano accanto al nostro bravo messaggero nella vecchia terra di California. Anche se procedeva a tutta birra, Homer era lontano dal perdersi la minima sfumatura della bellezza di quella regione. Guarda un po' l! diceva, rivolto alla terra e alle piante, alle vigne, al sole e alle nuvole. Guarda, guarda, che ne dici?
Procedendo con la bicicletta, ricamava le impronte e si accompagnava con una musichetta dall'aria lirica, semplice e un po' ridicola. Il tema di quell'opera era composto, nella sua mente, dagli archi di un'orchestra, sua madre all'arpa e sua sorella Bess al pianoforte.
Completava il quadretto famigliare una fisarmonica, con un tema vagamente umoristico che a Homer ricordava il fratello Marcus.
La musica di Homer fu annientata dal rumore di tre oggetti incredibili che attraversarono il cielo. Il messaggero sollev lo sguardo verso gli aeroplani e fin lungo disteso nel fosso accanto alla strada. Il cane del fattore arriv come un fulmine, con aria di grande importanza, abbaiando come se avesse un messaggio urgente da consegnare. Ma Homer lo ignor, rimbrott la bestia con un Wuff, wuff! e si rimise in sella, ripartendo a razzo.
Quando raggiunse la zona residenziale, oltrepass, senza leggerlo, un cartello:
ITHACA, CALIFORNIA. OVEST, EST. HOME IS BEST BENVENUTO, FORESTIERO.
All'incrocio successivo si ferm a guardare un lungo corteo di mezzi militari, pieni di soldati. Salut come aveva fatto il fratello con il macchinista e i lavoratori stagionali erranti, gli hobos. Una gran quantit di soldati restituirono il saluto del messaggero. Non dovevano, forse? Che ne sapevano, quelli, del mondo?
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3. L'ufficio del telegrafo.
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Era sera a Ithaca, quando Homer giunse finalmente di fronte all'ufficio del telegrafo. L'orologio alla finestra segnava le sette e due minuti. In ufficio Homer vide il signor Spangler, il direttore, mentre contava le parole di un telegramma che un ragazzo dall'aria piuttosto pesta, sui vent'anni, gli aveva appena passato.
Entrando in ufficio, Homer ascolt le parole del signor Spangler e del giovane.
Quattordici parole a carico del destinatario disse Spangler.
Quanto ci vorr perch arrivi a mia madre? chiese il ragazzo.
Ecco, in questo momento  piuttosto tardi dall'altra parte dell'America. Non sar facile trovar dei soldi a quest'ora, ma il telegramma lo faccio partire immediatamente.
Senza guardare il ragazzo, Spangler si infil una mano in tasca, tir fuori una manciata di spiccioli, una moneta d'argento e un uovo sodo.
Tieni, disse, non si sa mai. Allung al ragazzo qualche soldo. Me li restituisci quando tua madre te li manda. Indic l'uovo. L'ho preso una settimana fa, in un bar. Mi porta fortuna.
Il ragazzo diede un'occhiata alle monete, piuttosto sorpreso. Grazie disse, e si affrett fuori dall'ufficio.
Spangler porse il telegramma a William Grogan, di turno quella notte. Spedisci pure, mettilo a carico mio.
Grogan mise mano al tasto, e cominci a scandire in codice morse, lettera dopo lettera: MRS. MARGARET STRICKMANN. 1874 biddle Street. YORK, PENNSYLVANIA. CARA MA. MANDA TI PREGO TRENTA DOLLARI VAGLIA. TELEGRAFICO STOP VOGLIO TORNARE CASA STOP TUTTO OK
STO BENE STOP. JOHN.
Homer Macauley studi attentamente il bancone per vedere cosa c'era da consegnare, o se c'erano chiamate da prendere. Il signor Spangler lo squadr un istante e poi disse: Ti piace questo mestiere?
Se mi piace? rispose Homer. Mi piace pi di qualsiasi altra cosa. Come minimo si conosce gente di ogni genere. E un mucchio di nuovi posti.
Proprio cos, proprio cos conferm Spangler.
Fece una pausa, guardando pi da vicino il ragazzo.
Come hai dormito, stanotte?
Bene disse Homer. Ero stanchissimo, ma ho dormito bene.
Hai dormito un po' anche a scuola, per caso?
Un pochino.
Di cosa si parlava?
Storia.
E lo sport? Non ti spiace rinunciare a fare sport per via di questo lavoro?
Oh, non  un problema. Tutti i giorni abbiamo un'ora di educazione fisica a scuola.
Davvero? Facevo i duecentoventi a ostacoli, ai tempi del liceo. Campione regionale. Il direttore fece una pausa, poi riprese. Ti piace proprio questo lavoro, non  vero?
Diventer il miglior portalettere che abbiate mai avuto in questo ufficio.
D'accordo, ma cerca di non ammazzarti. Metticela tutta, ma non andare troppo veloce. Sii gentile con la gente - togliti il cappello quando sali in ascensore, e soprattutto non perdere mai un telegramma.
Certo, signore.
Lavorare di notte  diverso dal lavorare di giorno.
Andare a prendere un telegramma nel quartiere cinese di notte, o in un posto fuori mano, pu essere piuttosto duro per un ragazzo - ecco, vorrei che per te non fosse cos. Lo sai com' la gente. Non devi averne paura, mai. Quanti anni hai?
Homer deglut. Sedici.
Lo so, lo so disse Spangler. Me l'hai detto anche ieri. Si sa che non possiamo assumere gente che ha meno di sedici anni, ma con te pensavo di fare uno strappo. Allora, quanti anni hai?
Quattordici.
Bene, comunque sia, fra due anni ne avrai sedici.
S, signore.
Se qualcosa non ti  chiaro, mi raccomando, chiedi.
S, signore ripet Homer. Fece una pausa. Che ne pensa, lei, se canto i telegrammi?
Credo che tu abbia un'ottima voce, non  vero?
Cantavo nel coro della Scuola Presbiteriana.
Niente male. Proprio la voce che ci serve per cantare i telegrammi. Per esempio, il signor Grogan, qui, vuol mandare un telegramma di buon compleanno.
Cosa proponi, tu?
Homer si avvicin al signor Grogan e cant:
Tanti auguri a te...
Tanti auguri a te...
Tanti auguri, caro Grogan...
Tanti auguri a te.
Grazie disse il signor Grogan.
Bene, bene, disse Spangler a Homer, per non si dice caro Grogan', dovresti dire caro signor Grogan'.
Che farai dei tuoi quindici dollari a settimana?
Li dar a mia madre.
Molto bene. Da questo momento lavori con noi - stabilmente. Farai parte di questo ufficio.
Guardati intorno - e ascolta con attenzione - tieni ben aperti occhi e orecchie. Per un istante il direttore dell'ufficio del telegrafo fiss il vuoto, poi disse: Che hai in mente, per il futuro?
Futuro? disse Homer. Era un po' imbarazzato perch aveva passato tutta la vita, ogni santo giorno, a pensare che ne sarebbe stato del suo futuro, fosse anche solo il giorno dopo. Ecco, disse, non saprei esattamente, ma credo che un giorno sar qualcuno.
Lo credo anch'io disse Spangler. Sai dov' Chatterton, la panetteria sulla Broadway? Tieni questo quarto. Va' a prendermi dei dolci alle mele, dico quelli di un paio di giorni, con la crema al cocco. Due per un quarto.
S, signore rispose Homer. Prese il quarto di Spangler e usc di corsa dall'ufficio. Spangler si volt verso il telegrafista e chiese: Che ne pensi?
 un bravo ragazzo rispose Grogan.
Viene da una famiglia di poveri diavoli, brava gente di Santa Clara Avenue. Niente padre. Fratello militare. Mamma che lavora in uno scatolificio, in estate. Sorella universitaria. Ha solo un paio d'anni meno del dovuto, tutto qui.
Io ne ho un paio di troppo disse Grogan. Ce la caveremo.
Spangler stava trafficando qualcosa, poi si alz all'improvviso. Se avete bisogno di me, sono da Corbett. Dividetevi il dolce. Si ferm e guard Homer senza parole, vedendolo rientrare con le due fette di torta.
Ripetimi un po' il tuo nome disse quasi scuotendo il ragazzino.
Homer Macauley.
Il direttore mise un braccio attorno alle spalle del nuovo portalettere. D'accordo, Homer Macauley. Sei proprio il tipo di cui abbiamo bisogno per le consegne serali. Mi sa che non c' nulla di pi rapido, qui, nella valle di San Joaquin. Un giorno sarai un grand'uomo - se te la caverai. Datti da fare, mi raccomando.
Si volt e lasci l'ufficio mentre Homer cercava di capire il senso di ci che aveva detto quell'uomo.
Bene, ragazzo, disse Grogan, sgancia i dolci, adesso.
Homer sistem le fette di torta sul tavolo davanti al signor Grogan, che non smetteva di parlare. Homer Macauley, il mio nome  William Grogan. Mi chiamano Willie, per la verit, anche se ho sessantasette anni. Sono un telegrafista della vecchia guardia, uno degli ultimi al mondo. Sono anche responsabile del turno di notte di questo ufficio. E ho fame. Facciamo festa a queste due fette di torta alla crema. D'ora in poi, siamo amici.
S, signore disse Homer.
Il vecchio telegrafista divise in quattro una delle fette, e i due si misero a mangiare anche la crema di cocco.
Qualche volta, mi capiter di chiederti una commissione, di cantare con me, o di sederti a chiacchierare.
In caso di ubriachezza, mi aspetto un po' di comprensione, cosa rara dopo i dodici anni. Quanti anni hai?
Quattordici, ma capisco al volo.
Bene, ti prendo in parola. Ricordati che ogni notte dovrai badare che sbrighi tutto per bene. Un bicchiere d'acqua in faccia nel caso non basti uno scrollone - magari seguito da un bel caff caldo di Corbett.
S, signore.
Per strada, invece, tutta un'altra trafila. Se vedi che sono in preda all'alcool, salutami come si deve, ma non fare alcun accenno alla mia, diciamo, allegria.
Sono piuttosto sensibile, e non mi va di espormi alle chiacchiere degli altri.
Acqua fredda e caff bollente in ufficio, disse Homer, e per strada tanti saluti e tirare dritto. S, signore.
Il telegrafo stava ticchettando. Il signor Grogan rispose alla chiamata e prese posto alla tastiera, ma ricominci a parlare. Mi  parso di sentirti dire, prima, che una volta cantavi nel coro della scuola.
Saresti cos carino da cantarmi una canzone mentre trascrivo questo messaggio da Washington D.C.?
Homer si mise a cantare Rock of Ages mentre Grogan batteva il telegramma. Era indirizzato a Rosa Sandoval, 1129 G Street, Ithaca, California, e nel telegramma il Ministero della Difesa informava la signora Sandoval che il figlio, Juan Domingo Sandoval, era morto sul campo.
Grogan tese il messaggio a Homer. Poi diede una bella sorsata dalla bottiglia di fianco alla sedia.
Homer pieg il telegramma, lo mise in una busta, la chiuse, la infil nel cappello e lasci l'ufficio. Una volta uscito il ragazzo, il vecchio telegrafista si schiar la voce e si mise a sua volta a cantare Rock o/Ages.
Anche lui era stato giovane, come tutti.
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4. A casa.
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Si sentiva della musica, a casa Macauley, in Santa
Clara Avenue. Bess e la signora Macauley suonavano
All the World Will Be Jealous olMe. Suonavano quella
canzone per Marcus il soldato, ovunque egli fosse,
perch era la sua canzone preferita. Mary Arena entr
nel salotto dalla casa di fianco, e si mise vicino a Bess,
al piano, cominciando ben presto a cantare. Cantava
per Marcus che per lei era il mondo. Il piccolo
Ulysses ascoltava e guardava. C'era qualcosa di strano
in tutto questo, avrebbe voluto capire esattamente
di che si trattava, anche se era mezzo addormentato.
Alla fine raccolse abbastanza energie per chiedere: Dov' Marcus?
Marcus  con l'esercito disse la signora Macauley.
Quando torna a casa?
Quando finisce la guerra.
Domani?
No, non domani.
Quando?
Non lo sappiamo. Bisogna aspettare.
E allora dov' mio padre? chiese Ulysses. Se
aspettiamo, torner pure lui come Marcus, no?
No, non  cos. Non camminer lungo la strada
per entrare in casa dalla veranda, come un tempo.
Era troppo per il bambino, e avendo a disposizione
una sola parola per chiedere conforto o speranza, la disse:
Perch?
Due anni fa tuo padre  morto, Ulysses. Ma finch
siamo vivi, finch siamo tutti insieme, finch rimarremo
almeno in due, e lo ricorderemo, nessuno pu
portarcelo via.
Il ragazzo rimase a pensarci su un po', poi gli venne
in mente quel che aveva visto poco prima, quel giorno.
Che cosa sono le talpe? chiese.
Sua madre non era impreparata a una domanda del
genere. Sapeva che aveva degli occhi, occhi curiosissimi,
e anche un grande coraggio, la capacit di amare
e la voglia di capire.
Dividono con noi questa terra. Hanno vita proprio
come noi. Sono parte di noi, di tutto quanto vive.
Bene, e dov' Homer? disse.
Ieri si  trovato un lavoro dopo la scuola. Sar a
casa verso mezzanotte, quando tu dormirai da tempo.
Ulysses si sforzava di star sveglio, ma proprio non ci riusciva.
La signora Macauley spost lo sguardo verso la sorella del piccolo, Bess.
Mettilo a letto le disse.
Bess e Mary portarono il bambino in camera sua.
Quando se ne furono andate e la signora Macauley si
sedette, ebbe l'impressione di sentire il rumore di un
passo, e si gir. Le parve di vedere Mattew Macauley
vicino alla porta, come se avesse ripreso vita in Ulysses
e non fosse un adulto morto da cos poco tempo, eppure da tanto.
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5. La signora Sandoval.
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Il messaggero smont dalla bicicletta di fronte alla
casa della signora Sandoval. Buss delicatamente alla
porta. Cap quasi subito che c'era qualcuno in casa.
Pur non sentendo alcun rumore, avvertiva un movimento
verso la porta, ed era ansioso di scoprire chi
fosse questa persona - questa donna di nome Rosa
Sandoval. Non si fece attendere, ma si muoveva con
una certa calma, come chi non ha nulla da temere al
mondo. Poi si apr la porta, e lei era l.
Homer la trov bella. Evidentemente la sua vita era
fatta di paziente attesa, cos ora, dopo anni e anni, le
sue labbra erano atteggiate al sorriso. Ma come tutte
le persone che non ricevono mai telegrammi, vedeva
con sospetto la comparsa di un postino alla porta
d'ingresso. Homer si rendeva conto di averla spaventata.
Per prima cosa lei disse Oh ! in segno di sorpresa,
come se al suo posto si aspettasse di trovare
una vecchia conoscenza da accogliere con piacere.
Scrut Homer negli occhi e Homer cap che lei aveva
capito che non si trattava di buone notizie.
Non era colpa sua. Aveva il compito di consegnare
telegrammi. Eppure era pronto a farsi interamente
carico dell'accaduto. Nello stesso tempo avrebbe
voluto tirarsi indietro e dire: Sono soltanto un
portalettere, signora Sandoval. Mi dispiace molto doverle
portare un telegramma come questo, ma  il mio lavoro.
La signora Rosa Sandoval, G Street, 1129? chiese
Homer. Porse il telegramma alla messicana, ma lei si ritrasse.
 lei la signora Sandoval?
Per favore. Per favore, vieni dentro. Si ferm un
istante a osservare il ragazzo che, pur essendo entrato
in casa, restava il pi possibile vicino alla porta.
Per favore, chiese, cosa dice il telegramma?
Signora Sandoval dichiar il messaggero. Il telegramma dice...
Ora fu la donna a interromperlo: Ma tu devi prima
aprire il telegramma e poi leggermelo. Tu non l'hai aperto.
S, signora rispose Homer, come davanti a un'insegnante
che l'avesse appena ripreso.
Apr nervosamente il telegramma. La donna afferr
la busta stropicciata, chiedendo: Chi ha mandato il
telegramma, mio figlio Juan Domingo?
No, signora. Il telegramma viene dal Ministero della Difesa.
Ministero della Difesa? ripet la messicana.
Signora Sandoval, mormor Homer, suo figlio
 morto. Forse c' un errore. Magari non si tratta di
suo figlio. Forse  qualcun altro. Il telegramma parla
di Juan Domingo. Pu esserci un errore.
Sembrava che la donna non sentisse.
Oh, non aver paura disse. Entra, ti porto dei
dolcetti. Prese il ragazzo per il braccio e lo fece sedere
al tavolo al centro della stanza.
Tutti i ragazzi amano i dolcetti. Spar in un'altra
stanza e riapparve con una vecchia scatola di cioccolatini.
Homer si trov davanti dei dolcetti dall'aspetto strano.
Ecco disse la donna. Mangia questi dolci. Tutti
i ragazzi amano i dolci.
Homer prese un dolce dalla scatola, lo mise in
bocca e tent di masticare.
Non dovresti portarmi cattivi telegrammi.
Mentre la donna parlava, Homer masticava il dolce
secco. E un nostro dolce tipico, un dolce di cactus.
Poi, lei cominci a emettere leggeri sospiri, trattenendosi,
come se non stesse bene piangere. Homer
prov il desiderio di alzarsi e scappare, mentre sapeva
che sarebbe rimasto. Forse sarebbe rimasto l per
il resto della sua vita. Semplicemente non sapeva
cos'altro fare per rendere la donna meno infelice; se
lei gli avesse chiesto di prendere il posto di suo figlio,
non avrebbe saputo come rifiutare. Si alz in piedi, in
cerca di un rimedio all'irrimediabile, cap quanto fossero
assurde le sue intenzioni, si sent pi depresso
che mai. Dentro di s non faceva che chiedersi: Cosa
posso fare? Cosa diavolo posso fare, io? Non sono
che il portalettere.
Improvvisamente la donna lo prese tra le braccia,
dicendo: Il mio bambino, il mio bambino!
Senza capire perch, sopraffatto com'era da tutta la
vicenda, si sent male, gli veniva da vomitare. Non era
infastidito dalla donna; quello che le stava succedendo
appariva cos ingiusto e insensato, che non era
neppure sicuro di voler continuare a vivere.
Vieni, diceva lei, siediti qui. Lo spinse di forza
su un'altra sedia, e gli si piazz di fronte. Lasciati
guardare. Lo guardava in modo strano; il messaggero,
completamente sconvolto, non riusciva neppure a
muoversi. Non provava n amore n odio, piuttosto
qualcosa di molto simile al disgusto. Nello stesso
tempo sentiva un'enorme compassione, non soltanto
per quella povera donna, ma per tutte le cose, per il
loro modo atroce di consumarsi e morire. La immagin
nel passato, una bella giovane donna seduta
accanto alla culla del suo bambino. La vide china su
quella stupefacente creatura umana, inerme, senza
parole e aperta al futuro. La vide dondolare la culla e
la sent cantare al suo bambino. Guardala ora, si disse.
Di colpo era sulla bicicletta, pedalava energicamente
lungo la strada buia con le lacrime agli occhi,
imprecando sommessamente. Una volta all'ufficio
postale, le lacrime erano finite, ma tante altre cose si
erano messe in moto, e certamente non si sarebbero
fermate. Altrimenti, tanto varrebbe che fossi morto
anch'io grid, come se si rivolgesse a qualcuno duro d'orecchi.
...
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6. Il signor Grogan.
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Homer era seduto alla scrivania dietro le spalle del
signor Grogan. Il telegrafo taceva, poi improvvisamente
cominci a ticchettare. Homer aspettava che il
signor Grogan rispondesse, ma il signor Grogan non
rispondeva. Homer fece il giro della scrivania.
Signor Grogan, disse, la stanno chiamando!
Gli diede una scrollatina.
Signor Grogan, si svegli! Si svegli!
Homer corse alla brocca dell'acqua, riemp un bicchiere
di carta fino all'orlo e ritorn dal vecchio telegrafista.
Era imbarazzante seguire le istruzioni ricevute,
appoggi il bicchiere sul tavolo e tent di scrollarlo nuovamente.
Signor Grogan, si svegli! La stanno chiamando!
Homer gett l'acqua in faccia al telegrafista. Il
signor Grogan si sollev a sedere all'istante, apr gli
occhi, guard Homer, sent il rumore del telegrafo e finalmente rispose.
Perfetto, ragazzo. Forza, adesso! Una tazza di caff! Muoviti!
Homer si precipit da Corbett. Al ritorno, gli occhi
del vecchio telegrafista erano di nuovo sul punto di
chiudersi, ma non aveva smesso di lavorare.
Tutto a posto, ragazzo. Non ti preoccupare. Non
aver paura. Va tutto benissimo.
Il signor Grogan sospese la trasmissione e cominci
a sorseggiare il caff. Per prima cosa spruzza
l'acqua, poi vai a prendere il caff.
S, signore rispose Homer.  un telegramma importante?
No disse il signor Grogan. Non  per nulla importante.
Affari. Accumulare quattrini. Tariffa notturna.
Non occorre che lo consegni stasera. Niente di importante.
Ma  molto importante che io l'abbia ricevuto.
A questo punto alz la voce, perch si sentiva sveglio
e rinvigorito. Sono anni che aspettano che io vada in
pensione. Vogliono portare le macchine - non sanno
pi cosa inventare - terminali e telescriventi.
Macchine al posto degli esseri umani! Parlava di
nuovo a bassa voce, rivolto a se stesso o alle persone che
cercavano di strappargli il suo posto nel mondo. Non
saprei cosa fare, se non avessi questo lavoro. Credo che
morirei nel giro di una settimana. Ho lavorato per tutta
la vita e non ho intenzione di smettere adesso.
S, signore comment Homer.
Ora posso contare sul tuo aiuto, ragazzo mio.
Picchi sul tasto. Come arriv la risposta cominci a
battere il telegramma. Mentre batteva, parlava con
orgoglio ed energia. Homer era sollevato. Portarmi
via il mio lavoro! Perch mai, ero il telegrafista pi
veloce del mondo. Pi veloce di Wolinsky, addirittura,
inviavo e ricevevo nello stesso tempo - e niente
errori. Willie Grogan. Telegrafisti di tutto il mondo
conoscono questo nome. Sanno che Willie Grogan
era il migliore di tutti ! Si ferm e sorrise al portalettere
- il ragazzo di periferia venuto a lavorare l dalla
notte prima, appena in tempo.
Canta un'altra canzone, ragazzo mio.
Senza pensarci, Homer cominci a cantare l'antico inno, Amazing Grace.
...
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7. La signora Macauley.
...
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...
Seduta sulla vecchia sedia a dondolo, nella veranda di
casa in Santa Clara Avenue, la signora Macauley
aspettava che suo figlio tornasse a casa. Comparve
poco dopo mezzanotte. Era stanco e assonnato e al
tempo stesso nervoso e inquieto. Sapeva che avrebbe
parlato con tono sommesso, come era stato sommesso
il tono di suo marito, il padre del ragazzo. Homer
si trattenne a lungo nella stanza buia, senza far nulla.
Poi, invece di venire al dunque, disse: Va tutto bene.
Non voglio che tu stia seduta qui ogni notte. Dopo
una pausa ripet: Va tutto bene.
Lo so rispose sua madre. Ora siediti.
Sprofond nel tentativo di sedersi su una poltrona
rigonfia. La madre sorrise.
Allora disse. Lo so che sei stanco, ma si vede
che sei anche preoccupato. Cosa c'?
Dopo aver esitato, inizi a parlare precipitosamente,
ma con voce ferma. Ho dovuto consegnare un
telegramma a una signora in G Street, disse, era
una donna messicana. Si ferm di colpo e si alz in piedi.
Non so come dirtelo, il fatto  che... insomma il
telegramma veniva dal Ministero della Difesa. Suo
figlio era morto, ma lei non ci voleva credere. Semplicemente
non ci voleva credere. Non avevo mai visto
una simile reazione. Mi ha offerto un dolce - un
dolce di cactus. Si  aggrappata a me dicendo che suo
figlio ero io. L'aiutasse o no - non mi importava.
Non mi importava neppure del dolce. Si interruppe
di nuovo. Continuava a guardarmi come se fossi suo
figlio, per un attimo non ero pi sicuro di non esserlo,
mi sono sentito talmente male. Quando sono tornato
in ufficio, il vecchio telegrafista, il signor
Grogan, era ubriaco, proprio come aveva previsto.
Ho fatto quello che mi aveva detto di fare - spruzzargli
l'acqua in faccia e portargli una tazza di caff
per tenerlo sveglio. Se non lavora come si deve lo
mandano in pensione, e lui non vuole. Gli ho fatto
passare la sbornia, ha fatto il suo lavoro per bene, poi
abbiamo cantato.
Gironzolava per la stanza in silenzio. Riprese a parlare
in piedi sulla porta, distogliendo lo sguardo dalla
madre. All'improvviso mi sento diverso - come
non mi ero mai sentito prima. Non mi sono sentito
cos neppure quando  morto pap. Tutto mi sembra
cambiato, in questi due giorni. Mi sento solo e non
capisco perch.
La madre taceva, aspettando che lui andasse avanti.
Non capisco cosa stia succedendo o perch succede.
In ogni caso, non  giusto che qualcosa possa
ferirti cos.
La donna voleva lasciarlo finire; visto che lui taceva,
cominci a parlare. Tutto  cambiato, per te. In
realt  tutto come prima. Hai sentito la solitudine
perch non sei pi un bambino. Ma il mondo  sempre
stato pieno di questa solitudine. Se dovesse arrivare
a me il messaggio che ha ricevuto la messicana,
non so dirti cosa farei. Non lo so. Si ferm, e dopo
un momento continu, quasi allegramente. Cos'hai
mangiato a cena?
Torta, disse Homer, mele e crema al cocco. Ha
offerto il capoufficio. Il tipo pi forte che abbia mai
incontrato.
Mander Bess con la cena, domani.
Non voglio nessuna cena. Ci piace uscire a comprare
qualcosa e sederci insieme a mangiare. Non
stare a preoccuparti della cena. Riflett. Questo
lavoro  la cosa migliore che mi sia mai capitata.
Sembra quasi ridicolo andare a scuola.
Certo disse la signora Macauley. Le scuole servono
solo a tenere i ragazzi lontano dalla strada, ma
presto o tardi i ragazzi per strada ci devono andare,
che lo vogliano o no.  naturale che le madri e i padri
si preoccupino per i loro figli. In realt, non c' nulla
da temere. Il mondo  pieno di bambini spaventati,
che si spaventano a vicenda. Cerca di comprendere,
prosegu, cerca di amare le persone che incontri. Ti
aspetter qui ogni notte. Ma non occorre che tu
venga a parlare con me, se non ne hai voglia. Capir.
So che ci saranno momenti in cui non ti sentirai di
parlare. Si ferm a guardare suo figlio.
Sei stanco, vai a dormire adesso disse la signora
Macauley.
Va bene rispose il ragazzo, e and in camera sua.
...
.
...
8. Bess e Mary.
...
.
...
Quel mattino Homer apr gli occhi come la lancetta
della sveglia sfior le sette. Blocc la suoneria. Si alz
dal letto, prese il corso di body-building arrivato da
New York e cominci a leggere le istruzioni del giorno.
Suo fratello Ulysses, come sempre, stava a guardare;
si svegliava anche lui allo scatto della lancetta
prima che suonasse la sveglia, che in realt Homer
non lasciava mai suonare. Il corso di body-building
arrivato da New York non era altro che un opuscolo e
una cinghia elastica. Homer and alla lezione numero
7 mentre Ulysses gli si infilava sotto il braccio per avvicinarsi
alla fonte del mistero. Dopo qualche esercizio
preliminare, respirazione profonda inclusa, Homer si
sdrai sulla schiena e tese le gambe.
Cosa fai? chiese Ulysses.
Esercizi.
A che cosa servono?
Per i muscoli.
Diventerai l'uomo pi forte del mondo?
Naaa.
Cosa, allora?
Torna a dormire disse Homer.
Ulysses torn a letto, ma rimase seduto a guardare.
Alla fine Homer cominci a vestirsi.
Dove vai?
A scuola.
A imparare le cose?
S; oggi far anche i duecentoventi a ostacoli.
Li fai tu?
Non li faccio io. Ci sono cavalletti di legno ogni
quindici yard, devi saltarli mentre corri.
Perch?
E una gara. Chiunque sia nato in questa citt, partecipa
alla corsa a ostacoli.  lo sport nazionale. Il
capotelegrafista gareggiava ai tempi della scuola. Era
campione regionale.
Cosa vuol dire campione regionale?
Il migliore.
Tu sarai il migliore?
Ci prover. Ora torna a dormire.
Rimettendosi a letto, Ulysses cominci: Domani
- si corresse - ieri ho visto il treno.
Homer sapeva di cosa stesse parlando il fratello.
Ricordava bene l'incanto del treno che passa. Com'
stato?
C'era un nero, agitava il braccio.
Gli hai risposto?
Prima io. Poi lui. Poi ancora io. Poi lui. Ha detto:
"Vado a casa!". Ulysses guard suo fratello. E noi,
quando andiamo a casa?
Siamo gi a casa.
Allora perch non  venuto qui?
Ciascuno ha una casa diversa. Qualcuno a est,
qualcuno a ovest, qualcuno a nord, qualcuno a sud.
Noi stiamo a ovest.
L'ovest  meglio?
Non lo so. Non sono mai stato da nessun'altra
parte.
Ci andrai?
Un giorno.
Dove?
A New York.
Dov' New York?
A est. Dopo New York, Londra. Dopo Londra,
Parigi. Dopo Parigi, Berlino. Poi Vienna, Roma,
Mosca, Stoccolma - un giorno andr in tutte le citt
del mondo.
Tornerai?
Certo.
Volentieri?
Certo.
Perch?
E sempre bello ritornare, ecco perch.
Il fratellino implor tutto serio: Non partire.
Ma non ho intenzione di partire ora. Adesso andr
a scuola e basta.
Non partire mai disse Ulysses.
Passer molto tempo prima che io parta. Quindi,
torna a dormire.
Va bene rispose Ulysses. Farai i ventidue?
I duecentoventi.
A colazione, Homer trov ad aspettarlo sua sorella
Bess. Chin brevemente il capo, lo rialz e cominci
a mangiare.
Che preghiera hai recitato? chiese Bess.
Quella che recito sempre a tavola rispose Homer,
e la ripet, scandendo le parole esattamente come aveva
imparato a fare quando sapeva a malapena parlare.
Veglia sulla nostra tavola, Signore.
Ti rendiamo grazie qui e in ogni altro luogo.
benedici queste creature e ammettile
alla Tua mensa in Paradiso.
Amen.
Oh,  molto vecchia. E tu non sai nemmeno cosa
vuol dire.
Lo so perfettamente. Che preghiera hai detto, tu?
Prima spiegami il significato delle parole.
Significano esattamente quello che dicono.
E cosa direbbero, allora?
Veglia sulla nostra tavola Signore disse Homer,
significa veglia sulla nostra tavola, Signore. Ti rendiamo
grazie qui e in ogni altro luogo - significa che
il bene sia rispettato qui e in ogni altro luogo. Queste
creature - saremmo noi e tutti gli altri. Benedire
significa proteggere, o qualcosa del genere. E ammettile
alla Tua mensa non pu significare altro che questo.
Vedi tu. Fai in modo che possiamo partecipare
alla Tua mensa, nient'altro. Parteciper ai duecentoventi
a ostacoli, oggi, al torneo di atletica.  una gara
importante. Il signor Spangler c' passato ai tempi del
liceo. Devi correre e saltare nello stesso tempo. Tiene
un uovo sodo come portafortuna.
Tenersi un uovo sodo portafortuna  superstizione
comment Bess.
E allora? Mi ha mandato a comprare due dolci da
Chatterton - mela e crema al cocco. Due per un
quarto di dollaro. I dolci freschi costano un quarto
l'uno, se hai soltanto un quarto da spendere, devi
accontentarti di uno. I dolci del giorno prima costano
un quarto due, cos puoi prendertene due. Da
dividere con il signor Grogan - ma lui ne mangia
soltanto un boccone o due. Meglio per me. Al signor
Grogan piace pi bere che mangiare.
Mary Arena, la figlia dei vicini, entr in cucina
dalla porta sul retro. Appoggi sul tavolo la ciotola
che aveva con s. Homer si alz.
Vieni, Mary. Siediti qui.
Oh no, Homer. Finisci di fare colazione. Assaggia
le pesche cotte che ho preparato per mio padre.
Va bene rispose Homer. Come sta tuo padre?
Benissimo. La prima cosa che ha chiesto stamattina
appena alzato  stata: C' posta? Ci sono lettere di
Marcus?'.
Riceveremo presto un'altra lettera disse Bess. Si
alz da tavola. Forza Mary, andiamo.
Per essere sincera, disse Mary alla signora Macauley,
sono stufa marcia di andare all'Universit.
Tale e quale al liceo. Sono troppo vecchia per andare a
scuola. I tempi sono cambiati. Vorrei proprio andarmi
a cercare un lavoro da qualche parte.
Anch'io si un Bess.
Sciocchezze comment la signora Macauley.
Siete due bambine. Diciassette anni. Tuo padre ha
un buon lavoro, Mary e anche tuo fratello, Bess.
Per non  giusto disse Mary. Marcus soldato,
tutti che si fanno del male.
Homer le segu con lo sguardo. Cosa ne pensi?
chiese.
 del tutto normale che due ragazze provino il
desiderio di uscire e stendere le ali rispose la signora
Macauley.
Non sto parlando di due ragazze che provano il
desiderio di uscire e stendere le ali. Sto parlando di
Mary.
Mary  una fanciulla dolce e ingenua. E la fanciulla
pi ingenua che abbia mai conosciuto, e sono
felice che Marcus sia innamorato di lei.
Mamma, si spazient Homer, lo sappiamo bene.
Non si tratta di questo. Lasci passare un attimo e disse: Ora devo andare.
La signora Macauley lo osservava andare via quando con la coda dell'occhio scorse Ulysses con il suo pigiama. La guardava come ogni cucciolo guarda la femmina adulta di sua competenza. L'espressione del suo viso era serissima e irresistibile. Perch dice: "Non piangere pi"?
Chi?
Il signore nero sul treno.
 una canzone. Gli prese la mano. Forza, vai a vestirti adesso.
Sar di nuovo sul treno, oggi?
La signora Macauley riflett un momento. Certamente rispose.
...
.
...
9. Il veterano.
...
.
...
Sulla strada di scuola, in San Benito Avenue, Homer
Macauley individu uno spiazzo pieno di erbacce circondato
da uno steccato. Lo steccato era vecchio e
malandato. Custodiva una piccola discarica e un
assortimento di erbacce. Lo scolaro di giorno, e messaggero
del telegrafo di sera, blocc la bicicletta con
tanto di slittata, la lasci cadere e corse verso lo steccato
come se ci fosse qualcosa da non lasciarsi scappare.
Lo steccato superava di circa due spanne l'altezza
di un ostacolo da corsa. Homer studi lo steccato,
lo spazio retrostante, lo spazio per la rincorsa.
Misur l'altezza del salto, decisamente al di sopra
della vita. Arretr dieci yard, poi, senza bisogno di
darsi il via, scatt come una furia verso l'ostacolo. Sul
punto di concludere un bellissimo salto, inciamp
nello steccato, ne stacc una parte e croll tra le
erbacce, ma subito si rialz e si prepar a ritentare.
Fece sette tentativi, tutti fallimentari. Si ferm solamente
quando ebbe demolito del tutto lo steccato.
Un vecchio, uscito dalla casa di fronte con un
bastone da passeggio, si mise tranquillamente a osservare
Homer fumando la pipa. Apr bocca soltanto
quando Homer incominci a scuotersi la polvere di dosso dopo l'ultimo capitombolo.
Che fai?
Ostacoli.
Fatto male?
Naaa, lo steccato  un po' troppo alto, tutto qui.
E le erbacce scivolose.
Il vecchio osserv distrattamente le erbacce e disse:
Sono euforbie. Ottimo cibo per conigli. I conigli le
adorano. Avevo una conigliera undici anni fa, ma
qualcuno di notte ha aperto lo sportello e quelli sono
scappati.
Aperto lo sportello per fare?
Ecco, non lo so. Non ho mai scoperto chi  stato.
Ho perso trentatr conigli, i pi belli che si siano mai
visti. Occhi rosa, muso di gatto, Belga e due o tre altre
razze... non si  mai scoperto.
Le piacciono i conigli? chiese Homer.
Sono animaletti molto simpatici. I conigli domestici
sono veramente gentili. Il vecchio scrutava tra le
erbacce dello spiazzo. Trentatr conigli in libert per
undici anni. Difficile dire quanti ce ne saranno ora -
visto come si accoppiano. Non mi stupirebbe che l'intera
citt fosse invasa dai conigli selvatici, ormai.
Io non ne ho mai visti.
Pu darsi. Ma devono esserci - da qualche parte.
Probabilmente stanno infestando tutta la citt. Un
altro paio d'anni e saranno guai seri.
A ogni buon conto, Homer prese la bicicletta.
Devo andarmene, ora.
Torna quando vuoi. Sei il benvenuto disse il vecchio.
Grazie disse Homer. Oggi pomeriggio far i
duecentoventi a ostacoli, al liceo.
Non ci sono andato al liceo, io, ho combattuto
nella guerra ispano-americana.
Bene, signore. Arrivederci!
S continu il vecchio tra s. Sempre a correre
come un coniglio.
Homer spar dietro l'angolo, e il vecchio si avvi
senza fretta verso la sua casa cadente, fumando la.
pipa e guardandosi attorno.
...
.
...
10. L'ora di storia.
...
.
...
La pista del campo di atletica del liceo di Ithaca era
pronta per i duecentoventi a ostacoli. Era mattina,
quattro ragazzi stavano allenandosi, una gara di prova.
Ciascuno correva veloce, armonioso, ciascuno attaccava
e sorpassava benissimo l'ostacolo. Byfield, l'allenatore,
cronometro alla mano, si avvicin al vincitore.
Cos va meglio disse a un ragazzo con doti fuori
dall'ordinario, anche se non lo si poteva definire
straordinario. Era un giovanotto dalle tipiche maniere
compassate di chi proviene da una famiglia che negli
ultimi tempi non ha sofferto mancanza di cibo, di
vestiti o alloggio, che frequenta giovani di pari fortuna.
Hai ancora un bel po' da imparare, disse al
ragazzo l'allenatore, ma penso tu sia in grado di vincere
la gara, oggi pomeriggio.
Far del mio meglio, signore.
Oggi non avrai dei gran rivali, ma fra un paio di
settimane, al campionato regionale, ne avrai parecchi.
Fatti una doccia, adesso, e rilassati fino a oggi pomeriggio.
S, signore disse il ragazzo.
Gli altri tre corridori si erano messi da parte, guardavano
e ascoltavano.
Ha un po' troppo del signorino, disse uno dei
tre, anche se arriva sempre primo. Che ne dici, Sam,
lo metti sotto?
Che ne dico io? disse Sam. Pensa per te, perch -
non lo metti sotto tu, eh?
Son pur sempre arrivato secondo.
Secondo o terzo non cambia un bel niente disse
l'altro.
Hubert Ackley III che ci batte,  cos? disse Sam.
Figurati se dobbiamo coprirci di una simile vergogna!
Lasciamo stare, disse il secondo, tanto non
abbiamo scuse. Va meglio di noi, e basta.
L'allenatore si gir verso il terzetto, e con tono ben
diverso disse: D'accordo ragazzi, mi rendo conto che
non siete molto orgogliosi di voi. Tornate ai blocchi e
fate un'altra prova.
Senza batter ciglio i ragazzi tornarono sui loro passi
e l'allenatore diede nuovamente il via. Non appena
partiti, decise che li avrebbe fatti correre ancora un
paio di volte, prima della gara del pomeriggio.
Sembrava deciso a far vincere quella corsa a Hubert
Ackley III.
L'aula di storia stava riempiendosi rapidamente,
mentre l'insegnante, l'anziana signora Hicks, attendeva
con calma il suono della campana. Il silenzio che
seguiva era il vero segnale di ripresa. Toccava a lei tentar
di educare, se non conquistare, i ragazzi e le ragazze
di Ithaca, per ora impegnati con la scuola ma da
preparare, almeno sulla carta, a far parte del mondo.
Homer Macauley stava fissando una ragazza di nome
Helen Eliot che camminava dalla porta verso il banco.
Senza dubbio la pi bella ragazza del mondo.
Piuttosto snob, per la verit, ma Homer non ci cascava,
era solo una posa. Dietro di lei Hubert Ackley III.
Una volta vicini, Hubert e Helen si bisbigliarono qualcosa,
il che mand su tutte le furie Homer. La campanella
suon, e la signora Hicks disse: Bene, bene.
Silenzio per favore. Chi  assente?
Io disse un ragazzo. Il suo nome era Joe
Terranova, il buffone della classe. I quattro o cinque
fedeli di Joe, gli adepti della sacra confraternita dei
commedianti, suoi discepoli veri e propri, diedero
immediatamente segno di aver parecchio gradito
quell'uscita cos pronta e insolente. Helen Eliot e
Hubert Ackley, invece, si girarono e squadrarono con
disprezzo quei pezzenti dai modi cos rozzi, quei
poveracci di nessun valore. A sua volta Homer fu irritato
da tutto quel disprezzo, per cui quando gli altri
smisero di ridere se ne usc con uno Ha, ha, ha il
pi artefatto e sgradevole possibile, rivolto contemporaneamente
a Hubert, che odiava, e a Helen, che
adorava. Poi si volt rapidamente verso Joe e disse:
Quanto a te, Joe, chiudi il becco quando parla la
signora Hicks.
Smettila con le smargiassate, Joseph Terranova
disse l'anziana insegnante. E girandosi verso Homer:
E tu con le tue, Homer Macauley. Si interruppe un
istante per guardare la classe. Riprendiamo con gli
Assiri, dal punto di ieri. Voglio che tutti si concentrino
bene e ascoltino - senza interruzioni. Cominciamo
leggendo il libro di storia. Poi faremo una
discussione orale su quel che abbiamo letto.
Il buffone non riusc a resistere a una simile occasione
d'oro. Eh no, signora Hicks. Il tono era quello di un suggerimento. Perch mai dovremmo discuterne
oralmente? Discutiamo silenziosamente, cos
almeno ci piazzo una dormitina. Di nuovo gli adepti
se ne uscirono con un boato di approvazione, mentre
gli snob si giravano dall'altra parte, con aria disgustata.
La signora Hicks non rimbrott immediatamente
il teatrante. Era difficile non dargli atto che la
battuta non era male, e forse avrebbe lasciato correre,
ma d'altra parte era necessario metterlo in riga, assolutamente.
Alla fine parl.
Non  il caso che tu faccia il villano, specialmente
se capita che tu abbia ragione.
Ecco, signora Hicks, mi spiace. Proprio non ce
l'ho fatta. Discussione orale! Ci sono altri tipi di
discussione? Per s, certo, mi spiace. Come mettendo
da parte se stesso e la propria presunzione, fece
un cenno, e con tono condiscendente disse: Prego,
signora Hicks, prego.
Grazie disse l'insegnante. E ora, tutti quanti,
occhi e orecchie aperti!
Occhi aperti? disse Joe. Ma li guardi un po' -
son tutti morti di sonno, altro che occhi aperti !
Un'altra interruzione, disse l'insegnante, e ti
mando dal preside.
Sto solo cercando di capire come vanno le cose
disse Joe.
E chiudi la boccaccia disse Homer all'amico.
Non stare a mettercela gi dura tutto il tempo, Joe.
Lo sappiamo tutti quanto sei tosto.
Non una parola disse la signora Hicks. Guai a
chi fiata. Pagina 117, secondo paragrafo. Tutti sfogliarono
rapidamente il libro e trovarono il punto.
La storia prosegu l'insegnante parrebbe qualcosa
di astratto e ben lontano da noi, qualcosa di inutile.
Dal nostro punto di vista, sembra che oggi accadano
cose assai pi importanti, e la storia di un altro
mondo - scomparso da tanto tempo - pare inutile
da studiare, pare incomprensibile. Ma questa idea 
del tutto scorretta.  importante per noi, invece,
sapere di altri tempi, altre culture, altri popoli e altri
mondi. Chi si offre volontario e vien qui davanti a
leggere ad alta voce? Due ragazze e Hubert Ackley Terzo alzarono la mano.
Joe, il buffone, sorrise a Homer, e disse: Guarda
un po' quello come se la tira!
Fra le due volontarie, la professoressa scelse Helen.
Homer la vide portarsi verso la cattedra. L in piedi,
era bellissima, e inizi a leggere con la sua voce candida,
limpida. Homer era stregato da quella figura e quella voce.
Gli Assiri, leggeva Helen, gente dal naso lungo,
dalla barba e dai capelli lunghi, diedero sempre maggior
potere a Ninive, a nord, fino a garantirle il predominio.
Dopo parecchi conflitti con gli Ittiti, gli
Egiziani e altri ancora, conquistarono Babilonia sotto
il regno di Tiglatpileser I, nel 1100 a.C.
Nei quattro secoli successivi, il potere si altern
fra Ninive, costruita con la pietra, e Babilonia, costruita
con i mattoni. Non c' alcun collegamento fra
i nomi "Siriani" e "Assiri". Gli Assiri attaccarono i
Siriani sotto Tiglatpileser III, li conquistarono ed esiliarono
le dieci trib di Israele.
Helen si interruppe un istante per prendere fiato e
poi iniziare a leggere il capitolo successivo, ma prima
che potesse ricominciare Homer Macauley disse:
E... Hubert Ackley III? Chi avrebbe conquistato, o
meglio, che cosa avrebbe fatto?
Quel ragazzo di cos buone maniere si alz in piedi
con aria amareggiata.
Signora Hicks, disse tutto serio, mi spiace, ma
non posso accettare che una simile sfrontatezza resti
impunita. Le chiedo di ordinar subito a Macauley di
andare dal preside, altrimenti, altrimenti, disse con
grande decisione, risolver la faccenda con le mie
stesse mani.
Homer balz dalla sedia. Ma stai zitto, va l! Non
ti chiami forse Hubert Ackley III? E allora, raccontaci
un po' che cosa hai mai fatto, o che cosa ha combinato
Hubert Ackley Secondo, e perch no, parlaci un po'
anche delle imprese di Hubert Ackley I, di! Si
interruppe un istante, poi affront lo sguardo della
signora Hicks e di Helen Eliot. Penso che sia una
buona domanda, tutto sommato. Poi si gir nuovamente
verso Hubert Ackley e ripet quella domanda.
Allora, cosa hanno fatto?
Ecco, disse Hubert, di sicuro non  mai capitato
che un Ackley fosse un semplice... - si ferm alla
ricerca di un'espressione tagliente... ... lambrucone,
una parola che nessuno mai aveva sentito, l a Ithaca.
Lambrucone? disse Homer. Che vorrebbe dire,
signora Hicks? E non essendo lei pronta a fornire
una spiegazione, Homer si gir rapidamente verso
Hubert Ackley e riprese: Ascolta bene, numero tre,
cerca di non chiamarmi con parole che non ho mai sentito prima.
Un lambrucone disse Hubert,  una mezza calzetta...
un mollaccione. Si ferm per trovare un'espressione ancora pi bassa.
Ma stai zitto, sta! disse Homer.
Rivolse a Helen Eliot un sorriso smagliante, il
famoso sorriso dei Macauley. Lambrucone! ripet.
Che scemenza! Poi torn a sedersi.
Helen Eliot attendeva un segnale della professoressa
per riprendere a leggere. La signora Hicks, invece,
non faceva alcun cenno. A questo punto Homer cap.
Abbass lo sguardo e disse a Hubert Ackley III
D'accordo, chiedo scusa. Mi dispiace.
Grazie disse il ragazzino dalle buone maniere, e
si sedette a sua volta.
Per un istante la professoressa di storia diede
un'occhiata circolare, poi disse: Alla fine dell'ora
Homer Macauley e Hubert Ackley III rimarranno in classe.
Ma... signora Hicks, disse Homer, come facciamo con la nostra gara?
L'educazione della vostra intelligenza  importante
tanto quanto quella del vostro corpo. Se non di pi, anzi.
Signora Hicks, disse Hubert Ackley, sono spiacente,
ma di sicuro il nostro allenatore, il signor
Byfield insister perch io partecipi a quella gara.
Non so niente di insistenze da parte del signor
Byfield, disse Homer, ma io di sicuro andr e parteciper
ai duecentoventi a ostacoli, su questo non ci piove.
Hubert Ackley squadr Homer. Non pensavo che
avresti partecipato, ti dir.
E invece  cos. Signora Hicks, se ci lascia andare
le prometto che non le dar mai pi alcun fastidio,
non disobbedir e tutto. E Hubert lo stesso. Non  vero?
Certo, certo, signora Hicks, vale anche per me disse Hubert.
Rimarrete tutti e due in classe, e basta. Helen, per
favore, riprendi a leggere.
Gli eserciti alleati, lesse Helen, dei Caldei, a
sud, dei Medi e dei Persiani, a nord, ebbero il sopravvento
sugli Assiri, e Ninive fu piegata al loro volere.
Nabuccodonosor II govern durante il Secondo
Impero Babilonese. Poi venne Ciro il Grande, re di
Persia, con le sue orde di invasori. La sua conquista,
peraltro, non fu che l'inizio di un ciclo, e i discendenti
di quell'esercito poi sarebbero stati sottomessi da
Alessandro il Grande.
Homer, piuttosto stufo, stanco per la precedente
nottata di lavoro e cullato dalla dolce voce della ragazza
senza dubbio venuta al mondo per lui, poggi pian
piano la testa sulle braccia conserte e inizi ad assaporare
qualcosa di abbastanza prossimo al sonno. Ma
continuava a sentire la ragazza che leggeva.
Da questo miscuglio di razze, stava leggendo, il
mondo ricav un grande vantaggio. La Tavola delle
Leggi di Mos della Bibbia si rif ad alcune leggi formulate
da Hammurabi, detto il Legislatore. Dal
loro sistema aritmetico, nel quale utilizzavano i multipli
di dodici cos come noi utilizziamo il nostro
sistema decimale, provengono i famosi sessanta
minuti dell'ora e i 360 gradi del cerchio. L'Arabia ci
ha dato il nostro sistema numerico, per cui i nostri
numeri si chiamano arabi, per distinguerli dai numeri
romani. Gli Assiri inventarono la meridiana. I simboli
farmaceutici moderni e i segni zodiacali vengono
dai Babilonesi. Degli scavi recenti in Asia minore
hanno portato alla luce l'esistenza di un magnifico
impero, in quelle zone.
Un magnifico impero? stava sognando Homer.
E dove? A Ithaca, in California? O fuori dal mondo?
Senza grandi uomini, senza grandi scoperte, senza
meridiane, numeri, zodiaco, niente humour, niente di
niente? Insomma, dove sar stato, questo grande
impero? Decise di alzarsi nuovamente e di guardarsi
intorno. Ma non vedeva altro che il viso di Helen
Eliot, forse era quello il pi grande impero del mondo
e di tutti i tempi, sentiva la sua voce limpida, la cosa
pi dolce e commovente del mondo.
Gli Ittiti prosegu lei, discesero lungo la costa
verso l'Egitto. Mescolarono il proprio sangue con le
trib degli ebrei, dando loro il tipico naso ittita.
Helen smise di leggere e si gir verso la professoressa
di storia. E finito il capitolo, signora Hicks.
Molto bene, Helen. Grazie per la lettura eccellente.
Torna pure a sederti.
...
.
...
11. Il naso umano.
...
.
...
La signora Hicks attese che Helen riprendesse posto,
poi rivolse lo sguardo ai suoi ragazzi. Dunque,
disse, dunque, cosa abbiamo imparato?
Che gli uomini, da un capo all'altro del mondo,
hanno un naso disse Homer.
La signora Hicks non fu certo sconvolta dalla
risposta e la prese per quello che era. Che altro?
Che i nasi disse Homer, non sono fatti solamente
per respirare o aver freddo, ma anche per
riportare i segni della storia.
La signora Hicks distolse lo sguardo da Homer e
disse: Qualcun altro, per favore. Pare che Homer sia
stato un po' sviato da questo particolare dei nasi.
Be', ma sta scritto nel libro, o no? Perch ne parlerebbero,
allora? Di sicuro  un fatto di rilievo.
Vuoi forse presentarci un'arringa sul tema del
naso, Macauley?
Ecco, disse Homer, magari non proprio un'arringa...
ma la storia antica ci permette di notare una
cosa. Prosegu pi lentamente, con tono forse un po'
troppo enfatico. La gente ha sempre avuto il naso.
Basta che vi guardiate attorno, qui in classe, e ne avrete
la prova. Si gir e guard gli altri. Nasi, nasi dappertutto.
Si ferm, riflettendo su che altro poteva
dire sul tema. Il naso  sempre stato fonte di imbarazzo
per il genere umano, e gli Ittiti probabilmente
ebbero il sopravvento sugli altri per via del naso prominente
e a becco. Non mi sembra cos importante
chi abbia inventato la meridiana, perch tanto, prima
o poi, altri avrebbero inventato l'orologio. Importante
 invece stabilire chi ha inventato il naso.
Joe il buffone ascoltava con profondo interesse e
ammirazione, se non invidia. Homer prosegu.
C' gente che parla con il naso. Una gran quantit
di persone russa, mentre parecchi lo usano per
fischiare o cantare. Alcuni, invece, vengono presi per
il naso, altri ficcano il naso negli affari degli altri o
scovano delle cose grazie a esso. Ci sono alcune celebri
morsicature, in scene di passione nei film, e cos
pure alcuni nasi son stati morsicati da cani aggressivi.
Sul naso si sbatte la porta, oppure capita che rimanga
impigliato in qualche elettrodomestico. Il naso  statico,
come un albero, ma trovandosi su un supporto
mobile - la testa, voglio dire - soffre del fatto di
essere al seguito, di trovarsi in percorsi non adatti a
lui. Un naso, per esempio, si propone di fiutare quel
che c' nell'aria, ma c' gente che usa il naso per fiutare
gli altri, le loro idee, le loro maniere, le loro apparenze.
Volse lo sguardo verso Hubert Ackley III, poi
verso Helen Eliot, il cui naso, anzich volgersi verso
l'alto, per una qualche ragione puntava lentamente e
sempre di pi verso il basso. Di solito questa gente
tiene il nasino ben alto, rivolto al paradiso, come se
avesse idea di come entrarvi. La maggior parte degli
animali dispone di narici, ma ben pochi hanno il
naso, per lo meno per come lo intendiamo noi,
comunque il senso dell'olfatto  assai meglio sviluppato
negli animali che nell'uomo - che ha un naso,
ma non il fiuto. Homer Macauley sospir a fondo e
decise di concludere il proprio discorso. E a proposito
del naso, la cosa pi importante da ricordare 
che crea problemi, causa guerre, rompe vecchie amicizie,
porta alla rovina parecchie famiglie felici. Ma
ora, signora Hicks, posso andare al campo di atletica,
per la gara?
La professoressa di storia, anche se colpita dalla
grande fantasia di Homer nell'affrontare un tema
tutto sommato banale, non poteva certo permettere
che quel piccolo successo interferisse con la sua esigenza
di mantenere la classe disciplinata. Rimarrai
in classe, al termine della lezione, caro Macauley, e lo
stesso vale per te, Ackley. Ora che ci siamo cos ben
occupati di nasi, pregherei qualcun altro di commentare
quel che abbiamo letto.
Non ci fu alcun commento.
Avanti, su disse la signora Hicks. Qualche altro
commento?
Joe il buffone rispose all'appello. I nasi son rosa, le
viole son blu. Ithaca  morta, California ci sei solo tu.
Qualcun altro?
Di solito i navigatori e gli esploratori hanno un
gran nasone disse una ragazza.
Molto bene. Henry?
Di nasi non so proprio un accidente disse Henry.
Dimmi un po', disse Joe, chi  Mos?
Mos lo troviamo nella Bibbia disse Henry.
E aveva un naso?
Certo che aveva un naso.
Bene, ecco. Perch allora non dici che "Mos aveva
un naso grande, come d'altronde parecchi altri?".
E perch dovrei?
Per imparare un po' di storia antica, ecco perch.
Qualcun altro?
Nessuno si faceva avanti, cos Joe disse: Bene, mi
sa che tocca a me, come al solito. Sentite questa: "La
mano va pi veloce dell'occhio, ma il naso frega
tutti".
Signora Hicks, disse Homer, per favore mi lasci
andare a correre i duecentoventi a ostacoli.
Non mi interessano gli ostacoli, di nessun genere
disse la signora Hicks. Qualcun altro?
Ma era troppo tardi. La campanella stava suonando.
Tutti si stavano alzando per andare alla gara,
eccetto Homer Macauley e Hubert Ackley III.
...
.
...
12. La signora Hicks.
...
.
...
L'allenatore di atletica del liceo di Ithaca si trovava
nell'ufficio del preside - un uomo il cui cognome era
Ek, circostanza riportata con grande puntualit dal
signor Robert Ripley in un fumetto che appariva quotidianamente
sul giornale locale, dal titolo Che lo
crediate o no... Il nome di battesimo del signor Ek
era invece Oscar, e questo non faceva notizia.
La signora Hicks stava dicendo il preside all'allenatore,
 l'insegnante pi anziana, e anche la
migliore di questa scuola, da sempre. E stata mia insegnante,
quand'ero un ragazzino, ed  stata anche
vostra insegnante, signor Byfield. Mi spiace, ma non
vorrei certo scavalcarla, se ritiene opportuno punire
un paio di ragazzini maleducati.
Hubert Ackley III non  affatto maleducato
disse l'allenatore. Homer Macauley s... Hubert
Ackley no. E un vero e proprio piccolo gentiluomo.
Certo, proviene da un'ottima famiglia, non discuto.
Ma la signora Hicks gli ha detto di rimanere in
classe, dopo la lezione, e cos deve essere. Pu darsi
che sia un perfetto piccolo gentiluomo, ma la signora
Hicks  l'insegnante di storia e non  mai capitato che
punisse qualcuno che non lo meritava. Hubert Ackley
parteciper alla gara un'altra volta.
La faccenda a questo punto era chiusa, cos almeno
pensava il preside. L'allenatore lasci l'ufficio. Soltanto,
non si diresse verso il campo di atletica. Si rec
nell'aula di storia. L trov Homer, Hubert e la signora
Hicks. Chin il capo in segno di saluto alla professoressa e sorrise.
Signora Hicks disse. Ho parlato con il signor Ek
di questa faccenda. Con questo intendeva dire che
aveva ottenuto l'autorizzazione di venire a liberare
Hubert Ackley III. Homer Macauley, viceversa, balz
in piedi come se fosse lui a dover essere liberato.
Non tu disse l'allenatore. Ackley.
Che vuol dire? chiese l'insegnante di storia.
Ackley deve indossare immediatamente la sua
tuta da atletica e andare a correre i duecentoventi a
ostacoli. Lo stiamo aspettando.
Ah,  cos? disse Homer. Era letteralmente sopraffatto
dall'indignazione. E Macauley? Non ci fu
alcuna risposta dall'allenatore, che si avvi fuori dalla
classe, seguito da un giovanotto piuttosto imbarazzato
e confuso - Hubert Ackley III.
Ha visto, signora Hicks? disse Homer.
L'insegnante di storia era talmente sconvolta che
riusciva a malapena a parlare. Alla fine disse, sospirando:
Il signor Byfield  un bugiardo. Homer era
parecchio meravigliato di vedere la signora Hicks cos
furente. Ebbe la sensazione che lei fosse la migliore
insegnante del mondo.
Sono trentacinque anni che insegno storia in questa
scuola. Ho conosciuto centinaia di ragazzi e ragazze
di Ithaca. Ho insegnato a tuo fratello Marcus e a
tua sorella Bess, e se per caso hai fratelli o sorelle pi
piccoli, un giorno sar anche loro insegnante.
Un fratello, ho ancora un fratello, Ulysses. Com'era
Marcus, a scuola?
Marcus e Bess erano tutti e due bravi... onesti e
beneducati. Certo, beneducati dalla nascita. E questo
grazie al comportamento dei popoli antichi. Come te,
Marcus qualche volta parlava anche se non toccava a
lui, ma non  certo mai stato un bugiardo. Quell'uomo
 venuto qui e mi ha mentito deliberatamente - come
in passato, ai tempi in cui era un mio studente. Non ha
imparato nient'altro che leccare i piedi di chi gli sembra
superiore. Duecentoventi a ostacoli! Duecentoventi
bastonate ci vorrebbero! L'insegnante di storia
si soffi il naso e si asciug gli occhi.
Non prendetevela troppo, signora Hicks disse
Homer. Non sapevo che gli insegnanti fossero esseri
umani come tutti gli altri - anzi, persino migliori!
Rimarr in classe, signora. Mi punisca pure.
Non volevo tenerti qui per punirti disse l'insegnante.
Ho tenuto in classe solo quelli di cui in qualche
modo mi premeva. E non credo proprio di essermi
sbagliata, a proposito di Hubert Ackley. Dopo un
po' vi avrei rispediti al campo di atletica, comunque.
Non volevo tenervi qui per punirvi, ma per educarvi.
Mi preoccupo della crescita spirituale dei miei ragazzi.
Tu ti sei scusato con Hubert Ackley. Nonostante
l'imbarazzo, perch il tuo gesto lo ha messo dalla
parte del torto, lui ha accettato con grande dignit le
tue scuse. Avevo deciso di tenervi qui per parlarvi,
per parlare a tutti e due... uno proveniente da una
buona famiglia benestante, l'altro proveniente da una
famiglia altrettanto buona, anche se povera. E per lui
affrontare il mondo sar perfino pi difficile che per
te. Volevo che voi due vi conosceste meglio.  molto
importante. Ma volevo parlare a tutti e due.
Non  antipatico, disse Homer, solo che si considera
migliore degli altri, tutto qui.
Capisco quel che pensi, ma in fondo ciascuno 
migliore degli altri. E al tempo stesso non lo . Joseph
Terranova  pi brillante di Hubert, ma Hubert, alla
sua maniera,  forse pi onesto. In uno stato democratico
tutti sono uguali, ma  fondamentale che ciascuno
si impegni per dare il meglio di s, non importa
come. Io mi sforzo di far s che i miei ragazzi si
impegnino a comportarsi con onore. Di come appaiano
in superficie non me ne importa nulla. Non mi faccio
impressionare n dalle buone n dalle cattive
maniere, l'importante  quel che c' dietro. Che sia
ricco o povero, brillante o impacciato, genio o semplicione,
per me fa lo stesso, quel che conta  la sua
umanit - che abbia un cuore - che ami la verit e
l'onore - che rispetti i superiori ma anche le persone
pi deboli. Se i ragazzi della mia classe sono
umani, non  il caso che io intervenga sul loro modo
di essere. Se non sono corrotti, non conta quali siano
le differenze fra l'uno e l'altro: che ciascuno sia come
. Non voglio che ci si camuffi per farmi piacere, o
per rendere pi semplice il mio lavoro. Che mi
importa di aver la classe piena di ometti e piccole
donne tutti a posto? Voglio che i miei ragazzi siano
persone originali, felicemente diverse. Preferirei che
ci fosse qui anche Ackley, avreste capito meglio che 
naturale che adesso non vi andiate a genio. Deve
sapere anche lui che entrambi comincerete a essere
uomini quando, a dispetto delle vostre preferenze
personali, sarete in grado di rispettarvi. Questo  quel
che intendo quando uso la parola civili - ed  quel
che dobbiamo imparare studiando la storia. Sono
contenta di aver parlato a te pi che a chiunque altro.
Quando avrai lasciato questa scuola - e mi avrai
dimenticata da un bel pezzo - io ti cercher nel
mondo. E nuovamente la signora Hicks si soffi il
naso e si asciug gli occhi. Su, adesso corri al campo
di atletica.
Il secondogenito di casa Macauley, in Santa Clara
Avenue, Ithaca, California, si alz dal banco e usc
dalla classe.
Sul campo di atletica, i ragazzi che avevano gi
gareggiato quella mattina con lui e con Hubert
Ackley erano pronti ai blocchi di partenza per i duecentoventi
a ostacoli. Homer raggiunse la quinta corsia
proprio mentre lo starter stava sollevando il braccio
per sparare il colpo di partenza. Homer era ai
blocchi come gli altri. Si sentiva bene, ma parecchio
arrabbiato, ed era certo che niente al mondo sarebbe
stato in grado di impedirgli di vincere quella gara -
le scarpe o l'attrezzatura di marca scadente, l'allenamento
piuttosto scarso, niente. Avrebbe semplicemente
vinto quella gara.
Hubert Ackley, nella corsia di fianco a quella di
Homer, si gir e disse: Non ce la farai, non c' dubbio.
Ah no? disse Homer. Aspetta e vedrai.
Il signor Byfield, seduto sugli spalti, si chiese chi
fosse quel tipetto in corsia esterna che correva con quell'abbigliamento
cos inadatto, poi ricord chi fosse.
Pens di interrompere la gara per eliminare il quinto
concorrente, ma era troppo tardi. L'arma aveva
ormai sparato e i ragazzi stavano correndo. Homer e
Hubert attaccarono il primo ostacolo con un leggero
vantaggio sugli altri, distendendosi in scioltezza. Al
secondo ostacolo, Homer era avanti di un soffio
rispetto a Hubert, la sua falcata si stava allungando, il
vantaggio aumentava. Huckley era appena dietro.
Homer raggiunse il nono ostacolo proprio mentre
l'allenatore del liceo di Ithaca si stava avvicinando,
dalla parte opposta, per cui appena passato l'ostacolo il ragazzo si trov fra le braccia dell'allenatore, poi
cadde a terra assieme a lui. Hubert Ackley si ferm, e
blocc anche gli altri. Rimanete dove siete grid.
Dategli il tempo di alzarsi. Homer si rimise in
piedi, e la gara riprese.
Tutti, sugli spalti, inclusa Helen Eliot, erano rimasti
sbalorditi dall'accaduto. In quel momento, l'insegnante
di storia si trovava accanto alla linea del traguardo.
Forza, Homer! disse. Forza, Hubert! Avanti,
via veloci, Sam, George, Henry!
Prima dell'ultimo ostacolo Hubert riusc a raggiungere
Homer.
Scusami! disse Hubert.
Va' avanti rispose Homer.
Hubert Ackley si port leggermente avanti a
Homer, non mancava molto alla fine. Homer tocc
con il piede l'ultimo ostacolo, spalla a spalla con
Hubert. Era impossibile giudicare chi dei due avesse
vinto la corsa. Sam, George e Henry arrivarono subito
dopo.
Furente, amareggiato, e anche un po' suonato per
la caduta, l'allenatore arriv di corsa vicino al gruppetto
attorno alla signora Hicks.
Macauley! grid da una decina di yard di distanza.
Raggiunto il gruppo si ferm ansimante e irritatissimo
con Homer Macauley.
Per il resto di questo semestre non prenderai
parte ad alcuna attivit sportiva, qui a scuola.
S, signore disse Homer.
Adesso va' nel mio ufficio e restaci.
Il vostro ufficio? Improvvisamente si ricord che
alle quattro doveva trovarsi al lavoro. Che ore sono?
chiese.
Hubert Ackley guard l'orologio da polso. Quattro
meno un quarto.
Su, nel mio ufficio! stava gridando Byfield.
Ma non capite, signor Byfield, disse Homer,
devo andare in un posto, non posso far tardi, proprio
non posso.
Joe Terranova si un al gruppetto. E perch mai
dovrebbe recarsi nel vostro ufficio? Non ha fatto
nulla di male.
Il povero allenatore se la vedeva piuttosto brutta.
Chiudi quel tuo sporco piccolo becco da wop, chiaro? grid.
(Nota: Wop: termine dispregiativo per indicare gli immigrati dell'Europa del Sud, specialmente gli italiani. Fine Nota.)
Diede uno spintone al ragazzo, che fin a terra a gambe levate. Ma prima che toccasse il suolo, Joe grid: W-O-P?
Di nuovo in piedi, Joe affront Byfield come se stesse giocando a calcio.
Il signor Ek giunse di corsa, quasi senza respiro, sconcertato.
Signori!, disse, ragazzi, ragazzi! Sospinse Joe
Terranova fuori dalla pista, viste le scarpe che portava.
Signor Byfield, disse il preside, cosa significa questo comportamento insolito?
Senza parole, Byfield guardava la signora Hicks, che disse: Il signor Byfield deve delle scuse a Joe Terranova.
 cos?  cos, signor Byfield? chiese il signor Ek.
I parenti di Joe sono italiani,  vero, ma non  certo il caso di definirli wop disse la signora Hicks.
E Joe Terranova: Non c' bisogno che si scusi con me. Se mi chiama cos un'altra volta, gliene piazzo una sul muso. Se mi prende ancora in giro, vado a chiamare i miei fratelli.
Joseph disse la signora Hicks. Devi permettere al signor Byfield di scusarsi. Devi concedergli di essere, ancora una volta, un americano.
Proprio cos aggiunse il preside. Questa  l'America, gli unici stranieri qui sono coloro che si dimenticano che questa  l'America. Si gir verso l'uomo che si era appena sdraiato per terra. Signor Byfield... disse con tono categorico.
L'allenatore del liceo di Ithaca si rimise in piedi.
Senza rivolgersi a nessuno in particolare, disse: Mi scuso, poi si allontan rapidamente.
Joe Terranova e Homer Macauley si misero entrambi in marcia. Joe camminava bene, mentre Homer zoppicava. Si era preso una botta sulla gamba sinistra quando Byfield aveva cercato di fermarlo.
La signora Hicks e il signor Ek si girarono verso i trenta o quaranta ragazzi e ragazze riuniti l attorno.
Erano di razze e nazionalit diverse.
Molto bene, ragazzi disse la signora Hicks. Ora tornate a casa vostra e siccome tutti erano piuttosto scossi, aggiunse: Avanti, avanti, cosa volete che sia, su...
Certo, disse il preside, mettetevi in marcia, tutti quanti, su.
I ragazzi si divisero in gruppetti e cominciarono ad allontanarsi.
...
.
...
13. Il grande Chris.
...
.
...
Dopo la gara, Homer Macauley balz in sella alla
bicicletta per recarsi al lavoro il pi presto possibile,
proprio mentre un uomo che tutti chiamavano il
grande Chris stava recandosi da Covington, un
negozio di articoli sportivi, in Tulane Street. Era un
uomo gigantesco, alto, magro e forte, con una grande
barba bionda. Veniva dalle colline nei dintorni di
Piedra per dare un'occhiata alle novit del negozio,
esche, munizioni e trappole. Il signor Covington,
fondatore e proprietario di quel negozio, si mise
subito a dimostrare come funzionasse una certa
trappola appena inventata da un tale di Friant. La
trappola era piuttosto ingombrante e complicata,
fatta di acciaio, legno di cedro, molle e legacci. In
pratica afferrava l'animale, lo sollevava da terra e
poi lo rinchiudeva, mentre il padrone della trappola
aveva tutto il tempo per avvicinarsi.
 nuova di zecca, diceva il signor Covington,
l'ha inventata un tale di Friant, un uomo di nome
Safferty. Sta cercando di brevettarla, per cui ne ha
fatte solamente due, una l'ha appunto mandata all'ufficio
brevetti, l'altra l'ha affidata a me, per venderla.
La trappola  fatta per qualsiasi animale purch cammini.
Il signor Safferty la chiama
SOLLEVA-TIRA-SU-STRINGE-IN-UNA-MORSA. TRAPPOLA-SAFFERTY-PER-ANIMALI.
Chiede venti dollari. Certo, non  ancora ben
collaudata, ma come pu vedere  ben solida, sicuramente
 in grado di afferrare, tirar su e imbrigliare
anche un orso senza grande difficolt.
Il grande Chris ascoltava il proprietario del negozio
di articoli sportivi un po' come fanno i bambini, e
accanto a lui Ulysses Macauley ascoltava incantato
allo stesso modo, cercando di farsi spazio fra i due
uomini per veder meglio la trappola. Il signor
Covington era convinto che Ulysses fosse con il grande
Chris, mentre il grande Chris era convinto che
Ulysses fosse con il signor Covington, cos nessuno
dei due attribu molta importanza alla presenza del
bambino. Ulysses, invece, era convinto di dover stare
dovunque ci fosse qualcosa di interessante da vedere.
Una cosa  piuttosto notevole, in questa trappola,
diceva il signor Covington, ed  che non ferisce
in alcun modo l'animale, per cui il suo corpo e la sua
pelle rimangono intatti. La trappola  garantita dal
signor Safferty stesso per un periodo di undici anni.
Questo vale per tutte le parti - flessibilit del legno,
resistenza delle barre, l'acciaio, i legacci, e ogni altro
componente. Anche se non  un cacciatore, il signor
Safferty  convinto che questa  la trappola pi efficace
e pi umana oggi disponibile al mondo.  un
signore prossimo alla settantina, vive appartato a
Friant leggendo libri e inventando nuove cose. Ha gi
realizzato trentasette invenzioni, tutte pratiche ed
efficaci. Il signor Covington smise di armeggiare con
la trappola. Bene, disse, credo che anche questa
trappola sia pronta.
Ulysses, che voleva vederla bene, si avvicin troppo:
la trappola si chiuse attorno a lui, gentilmente ma
in un lampo, lo avvolse e lo sollev a un metro da
terra, a pancia in gi. Il bambino, per quanto piuttosto
sorpreso, non fiat. Il grande Chris prese piuttosto
sul serio l'incidente.
Ehi, attento! disse, rivolto a Covington. Non
voglio che suo figlio si faccia del male!
Figlio? disse Covington. Credevo che fosse suo
figlio. Non ho mai visto questo bambino in vita mia.
 entrato assieme a lei.
Davvero? disse il grande Chris. Non ci avevo
fatto caso. Be', comunque adesso lo faccia uscire dalla
trappola, forza!
Certo, signore disse Covington. Mi ci metto
subito.
Il grande Chris era piuttosto irritato e confuso.
Qual  il tuo nome, bambino? domand.
Ulysses rispose il bambino nella trappola.
Il mio nome  Chris, ma tutti mi chiamano il grande
Chris. Stai pur l tranquillo, Ulysses, che adesso il
signore apre la trappola e ti libera. Il grande Chris si
volt verso il signor Covington. Avanti, adesso,
disse, rimettiamo il bambino sui suoi piedi.
Il signor Covington, tuttavia, era confuso quanto il
grande Chris. Non son sicuro di ricordarmi bene le
spiegazioni del signor Safferty. Per la verit, non ha
neanche fatto una vera e propria dimostrazione, sa,
perch, perch... ecco, non c'era nulla, appunto, da
intrappolare, e... insomma... il signor Safferty ha solo
dato una spiegazione. Credo che si debba fare cos,
no anzi... dannazione, sembra che non si riesca ad
aprire.
Il grande Chris e il signor Covington si misero ad
armeggiare. Il primo teneva Ulysses in modo tale che
se la trappola si fosse aperta, il ragazzino non sarebbe
volato con la faccia a terra. L'altro smuoveva le varie
parti per cercare di aprire un varco.
Converr che ci sbrighiamo, disse il grande Chris,
mica possiamo lasciare il bambino per aria tutto il
santo giorno. Non ti sei fatto male, Ulysses, vero?
No, signore disse Ulysses.
Bene, allora tieni duro. Tieni duro che adesso ti
tiriamo fuori. Fiss il bambino negli occhi, e disse:
Come mai sei finito in trappola?
Volevo vederla disse Ulysses.
Certo,  un modo affascinante per catturar qualcuno,
non trovi? Be', adesso il signore qui trover il
sistema per aprirla, mentre io ti tengo ben saldo in
modo che non cadi. Quanti anni hai?
Quattro disse Ulysses.
Quattro ripet il grande Chris. Pensa un po', io
ho esattamente cinquant'anni pi di te. Adesso il
signore ti libera, sta' tranquillo, non  vero? e squadr
il signor Covington con aria severa. Qual  il suo
nome? chiese.
Walter Covington. Sono il titolare del negozio.
Bene, bene. Allora, Walter, adesso tiri fuori il
bambino di l. Provi un po' a spostare questo. Tanto
lo tengo. Non ti preoccupare Ulysses. E tuo padre,
come si chiama?
Mattew disse Ulysses.
Be',  proprio un uomo fortunato ad avere un
bambino come te. Uno con gli occhi belli aperti,
voglio dire. Non so cosa darei per avere un bambino
come te, ma non ho mai incontrato la donna giusta.
Una volta, trent'anni fa, in Oklahoma, avevo incontrato
una ragazza che mi sembrava giusta, ma si 
messa con un altro. Allora, Walter, ce la fa?
Niente, niente disse il signor Covington. Ma ce la
far. Credo che si tratti di questa... macch. Il signor
Safferty mi aveva spiegato come tirar fuori l'animale
dalla trappola, ma proprio non riesco a trovare quale
sia il punto su cui agire. Magari le cose cambiano, se si
tratta di un ragazzino anzich di un animale.
Due uomini, una donna con una bambina e due
ragazzini di nove o dieci anni entrarono nel negozio
per dare un'occhiata.
Che cosa succede? disse uno dei ragazzi.
C' un bambino, qui, che  finito nella trappola
disse il signor Covington. Un bambino di nome
Ulysses.
E come ci  finito? chiese uno degli uomini.
Devo chiamare un dottore?
No, non si  fatto niente disse il grande Chris. Il
bambino sta benissimo. E bloccato l dentro, tutto qui.
Magari allora  il caso di chiamare la polizia disse
la donna.
No, signora disse il grande Chris.  solo bloccato
nella trappola. Ma il signore qui... Walter, adesso
lo libera, vedr.
Comunque, disse la donna,  una vergogna, si
sottopongono i bambini a ogni sorta di diavolerie, e
non si fa altro che far loro del male.
Il bambino sta benissimo, avanti, signora disse il
grande Chris. Nessuno gli sta facendo del male.
Sar, disse la donna, se fosse mio figlio, nel giro
di un paio di minuti avrei gi chiamato la polizia. E
fece per allontanarsi, sbuffando, tirandosi dietro la
bambina.
Voglio vedere, voglio vedere! si era messa a gridare
la piccola. Tutti possono vedere, tranne me!
Ma la madre diede uno scossone alla bambina, e si
avvi decisa verso l'uscita del negozio.
Ascolta, non te la prendere, Ulysses disse il grande
Chris. Ti tiriamo fuori di qui in un lampo.
Il signor Covington stava per arrendersi. Forse 
meglio che chiami il signor Safferty disse. Proprio
non riesco a tirarlo fuori.
Devo rimaner qui dentro? chiese Ulysses.
Ma no, ma no rispose il grande Chris. No, per
amor del cielo, no che non resti l dentro.
Un bambino con una dozzina di quotidiani sottobraccio
entr nel negozio, osserv la scena, guard
Ulysses, guard gli altri, poi rivolse lo sguardo nuovamente
a Ulysses, e parl.
Ciao, Ulysses disse. Che ci fai, l?
Ciao, Auggie disse Ulysses. In trappola.
Come sarebbe?
Sono finito in una trappola.
Lo strillone cerc di aiutare il grande Chris, con il
solo risultato di essere di intralcio. Poi, decise di tornarsene
in strada, correndo dritto filato verso l'ufficio
del telegrafo. Homer non c'era, cos torn in strada,
correndo all'impazzata prima in una direzione, poi
nell'altra, strillando in modo confuso i titoli della
prima pagina.
Fin per sbattere contro una donna, che disse fra s
e s:  matto! E tutto per vendere qualche giornale
in pi!
Auggie corse per l'intero isolato, si piazz in mezzo
a un incrocio per vedere in tutte e quattro le direzioni
se per caso non comparisse Homer. Fortunatamente,
Homer apparve all'altro lato dell'angolo, sulla
sua bicicletta. Auggie corse verso di lui, gridando per
quanto gli era possibile:
Homer! Devi venire subito con me!
Homer scese dalla bicicletta. Che succede, Auggie?
 successa una cosa! Auggie gridava, nonostante
Homer fosse a un passo da lui. Devi assolutamente
venire con me! prese Homer per un braccio.
D'accordo, ma che cosa  successo?
Da Covington. Sbrigati... devi venire!
Ah ecco, disse Homer, vuoi farmi vedere qualche
nuova esca o un fucile o qualche roba nella vetrina.
Ma non posso pi andare in giro a guardar vetrine,
Auggie. Sto lavorando adesso, sai? Devo proprio
andare a lavorare.
Homer torn verso la bici e fece per avviarsi, ma
Auggie si aggrapp al sellino e, trotterellando accanto
a Homer, fece in modo di spingere la bicicletta
verso il negozio di Covington. Homer, devi venire
con me! L'hanno catturato... non riesce a uscire!
Ma di cosa stai parlando?
A questo punto si trovavano dall'altro lato della
strada, di fronte al negozio. C'era un piccolo capannello
di gente, davanti, e Homer inizi a provare una
certa agitazione. Auggie indic la gente. I due ragazzi
si infilarono in mezzo al gruppetto ed entrarono nel
negozio, raggiungendo la trappola. Dentro la trappola
c'era il fratello di Homer, Ulysses, e intorno c'erano
il grande Chris, il signor Covington e un certo
numero di estranei: uomini, donne e ragazzi.
Ulysses! grid Homer.
Ciao, Homer disse Ulysses.
Homer si rivolse al signor Covington. Che cosa ci
fa mio fratello in quell'affare? domand.
 stato catturato rispose il signor Covington.
E cosa ci fa qui tutta questa gente? Andate a casa
disse alla gente. Un povero bambino non pu neppure
finire in una trappola senza che il mondo intero
si senta in dovere di ficcarci il naso?
Certo disse il signor Covington. Signori, andate
via, chiunque non  cliente  pregato di andarsene.
Il signor Covington studi i presenti. Lei signor
Wallace disse, pu rimanere. Lei l'ho gi vista qui,
e anche lei, signor Sickert. George. Signor Spindle.
Shorty.
Anch'io sono cliente disse uno. Ho comprato
degli ami non pi di una settimana fa.
 vero disse il signor Covington. Degli ami. Gli
altri per favore se ne vadano. Solo un paio di persone
fecero cenno di andarsene.
Non te la prendere, Ulysses disse Homer. Tutto si
sistemer fra poco. Per fortuna Auggie mi ha trovato.
Auggie, per favore fa' una scappata all'ufficio del telegrafo
e di' al signor Spangler che mio fratello  stato catturato
da una trappola nel negozio di Covington, e sto
cercando di tirarlo fuori. Ero in ritardo comunque, ma
digli che non appena ho tirato Ulysses fuori di qui
andr di filato in ufficio. Sbrigati, di.
Auggie corse fuori. Incocci in un poliziotto che
stava per entrare nel negozio, e per poco non lo mand
a terra.
Che diavolo sta succedendo? disse il poliziotto.
C' un bambino che  rimasto intrappolato, qui
da noi disse il signor Covington. Non riusciamo a
tirarlo fuori.
Fatemi dare un'occhiata disse il poliziotto.
Guard Ulysses, poi tutti gli altri.
Va bene, disse, adesso andate, son cose che
capitano tutti i giorni, forza, c' di meglio da fare che
star qui a guardare un bambino che  rimasto imbrigliato
in una trappola.
Il poliziotto fece in modo che la gente uscisse dal
negozio, poi chiuse la porta d'ingresso. Si avvicin al
signor Covington e al grande Chris. Bene, adesso vi
date da fare a tirar fuori di qui quel bambino e poi lo
spedite a casa sua.
Certo, disse Covington, tanto prima ce la faremo,
tanto meglio sar. Avete chiuso il mio negozio
alle quattro e mezza del pomeriggio.
Allora, come funziona questo marchingegno?
chiese Homer.
 un nuovo modello di trappola, disse il signor
Covington, l'ha appena inventata il signor Wilfred
Safferty di Friant. Il suo prezzo  di venti dollari, e sta
per ottenere il brevetto.
Benissimo, allora tiri fuori di l mio fratello, disse
Homer, oppure trovi qualcuno in grado di farlo.
Chiami il signor Safferty.
Ho gi cercato di telefonare al signor Safferty, ma
il telefono  fuori uso disse Covington.
Fuori uso? grid Homer. Era decisamente furente
per come si stavano mettendo le cose. Che me ne
frega se il telefono  fuori uso? Vada a prendere quel
signore e tiri fuori dalla trappola mio fratello.
Certo, e le consiglio di farlo subito disse il poliziotto
al signor Covington.
Signor agente, disse Covington, sto cercando di
fare onestamente il mio lavoro. Sono un cittadino a
posto con la legge, pago regolarmente le tasse, dalle
quali proviene, oserei dire, il suo stipendio. Ho gi
cercato di raggiungere il signor Safferty telefonicamente.
Ma il telefono non funziona. Ora non posso
lasciare il negozio nel bel mezzo del pomeriggio per
andare a cercare questo signore.
Homer fiss il signor Covington dritto negli occhi
e agit minacciosamente un dito sotto il suo naso.
Lei adesso va a pescare l'inventore di questa macchina
per la tortura, disse, e fa in modo che mio
fratello ne esca. Non c' altro da dire.
Ma non  una macchina per la tortura disse il
signor Covington. E forse la trappola pi innocua
che ci sia sul mercato oggi. Cattura gli animali senza
far loro alcun male, senza danneggiare minimamente
n il corpo, n il pelo. Come puoi vedere, si limita a
immobilizzare l'animale. E il signor Safferty potrebbe
non essere in casa.
Insomma, disse Homer, che diavolo mi sta a
raccontare?
Il poliziotto intanto stava cercando di studiare la trappola.
Forse, sugger, potremmo agire con una sega.
Segare dell'acciaio? disse Covington. E come si
fa?
Ulysses, chiese Homer, hai bisogno di qualcosa?
Stai bene?
Il grande Chris, che nel frattempo continuava ad
armeggiare con la trappola, guardava ora l'uno, ora
l'altro fratello, colpito dalla grande calma del bimbo
intrappolato e dalla rabbiosa dedizione del fratello.
Ulysses, disse Homer, vuoi qualcosa o qualcuno?
Il pap disse Ulysses.
Ah, disse Homer, e a parte pap, posso procurarti
qualcosa d'altro?
Marcus disse il ragazzino in trappola.
Marcus  nell'esercito disse Homer. Vuoi un
cono di gelato o qualcosa di simile?
No, disse Ulysses, vorrei Marcus, e basta.
Ma ti ho detto che Marcus  nell'esercito ripet
Homer. Si rivolse a Covington. Tiri fuori da questo
aggeggio mio fratello, e alla svelta, anche!
Aspetta un attimo disse il grande Chris. Tieni
su tuo fratello, ragazzo! Non farlo cadere! Il grande
Chris si stava dando un gran daffare.
Ma cos rompe la trappola! disse il signor Covington.
 l'unico esemplare al mondo! Non pu romperla
cos! Andr a cercare il signor Safferty, state
rovinando una grande invenzione. Il signor Safferty 
una persona anziana, e potrebbe non essere in grado
di costruirne un'altra. In fondo, il bambino non si 
fatto niente, e sta bene. Vado a prendere il signor
Safferty. Sar di ritorno fra un'ora, al massimo due.
Un'ora o due! grid Homer. Squadr il signor
Covington con aria furente, poi si guard attorno.
Faccio a pezzi tutto il negozio disse. Torn a guardare
il grande Chris. Vada avanti, signore. Rompa la
trappola... la rompa!
Il grande Chris tir e strapp la trappola con tutte
le sue forze, con le dita, le braccia, e poco alla volta la
trappola cominci a cedere.
Ulysses continuava a girarsi per vedere l'uomo in
azione. Finalmente il grande Chris distrusse la trappola.
Ulysses era di nuovo libero.
Tenendolo in modo che non cadesse malamente
per terra, Homer rimise il fratellino sui suoi piedi. Il
gruppo di persone fuori dal negozio fece cenni di felicitazione,
ma in modo piuttosto scoordinato, si sentiva
la mancanza di una guida. Ulysses si stiracchi le
gambe. Tutto sembrava ormai andare per il meglio,
cos Homer abbracci il fratello. Ulysses volse lo
sguardo verso il grande Chris. Il gigante appariva
pressoch esausto.
Qualcuno dovr pagare questa trappola disse il
signor Covington. Ormai  inutilizzabile. Qualcuno
deve pagarla.
Senza dire una parola, il grande Chris tir fuori
delle banconote di tasca, cont venti dollari e li
piazz accanto alla cassa. Diede un buffetto sulla
testa a Ulysses e carezz i suoi capelli, come potrebbe
fare un padre. Poi si avvi fuori dal negozio.
Homer parl al fratellino. Stai bene? Come hai
fatto a cacciarti in quell'orribile affare? Homer
guard la trappola ormai rotta, poi la prese in mano.
Attento ragazzo, attento disse il poliziotto. Si
tratta di un'invenzione,  qualcosa di nuovo. Non si
sa mai cosa pu succedere.
Il signor Covington usc in strada e si rivolse alla
gente. Il negozio  di nuovo aperto. Covington apre
alle otto tutte le mattine, chiude alle sette ogni sera, a
eccezione del sabato, quando siamo aperti fino alle
dieci. La domenica siamo chiusi tutto il giorno. Tutto
per lo sport, esche per pescare, armi, munizioni, abbigliamento
di ogni genere. Siamo aperti, signore e
signori. Entrate pure.
Lentamente, la gente cominci ad allontanarsi.
Homer si volt verso il poliziotto prima di lasciare
il negozio. Chi  l'uomo che ha tirato fuori dalla
trappola mio fratello?
Mai visto prima in vita mia disse il poliziotto.
Il grande Chris disse Ulysses a Homer.
 proprio il suo nome... grande Chris?
Certo. Il grande Chris.
A quel punto Auggie rientr nel negozio. Guard
Ulysses. Ne sei uscito, Ulysses? Come hai fatto,
Ulysses?
Il grande Chris disse Ulysses.
Come ha fatto a uscire, Homer? disse Auggie.
Cosa  successo? Che  successo alla trappola? Che
fine ha fatto il tipo alto con la barba? Insomma, cosa
 successo mentre ero via?
Tutto a posto, Auggie disse Homer. Hai riferito
al signor Spangler quel che ti avevo detto?
Tranquillo, gli ho detto tutto. Cosa  successo,
Homer? Ma funziona, la trappola? Si riescono a catturare
gli animali?
Ah, disse Homer, la trappola  una gran fesseria.
A che serve catturare degli animali se poi non
puoi tirarli fuori? Signor Covington, lei ha fatto un
torto al grande Chris facendogli pagare venti dollari
per della ferraglia.
Venti dollari  il suo prezzo disse il signor
Covington.
Il suo prezzo? disse Homer. Ma cosa sta a
dirmi? Vieni Auggie, andiamocene di qui.
I tre ragazzi lasciarono il negozio e si diressero
verso l'ufficio del telegrafo. Il signor Spangler era
appoggiato al davanzale, guardava per strada. Il
signor Grogan stava inviando un telegramma. Homer
zoppicava pi che mai.
Signor Spangler, disse, questo  mio fratello
Ulysses. Siamo appena riusciti a tirarlo fuori da una
specie di trappola, nel negozio di Covington. Il grande
Chris l'ha tirato fuori. E stato costretto a romperla.
E poi ha pure dovuto pagarla... venti dollari.
Questo  Auggie. Vi ha detto che sarei arrivato in
ritardo?
Tutto a posto disse Spangler. Ci sono un po' di
telegrammi che si sono impilati nel frattempo. Sar
meglio che tu vada a consegnarli, ma  tutto a posto.
Cos questo  tuo fratello... Ulysses? Ulysses era
davanti al telegrafista, lo osservava mentre lavorava.
Di fronte, oltre il tavolo, c'era Auggie, ascoltava il ticchetto
del telegrafo.
Sono anche arrivate un paio di richieste disse
Spangler. Due le ho prese io, delle altre due occupati
tu, sono nella vaschetta. Prima prendi le chiamate,
poi consegna i telegrammi.
S, signore disse Homer. Ora mi ci metto. Sono
davvero spiacente per quel che  successo, signor
Spangler. D lei un'occhiata a Ulysses finch torno?
Magari pi tardi, quando c' meno da fare, lo porto a
casa con la bicicletta.
Dar un'occhiata a tuo fratello disse Spangler.
Tu vai pure.
S, signore disse Homer. Grazie mille. Ulysses
non dar alcun fastidio. Al massimo star a guardare.
Non dar alcun fastidio.
Homer lasci l'ufficio del telegrafo, di corsa, zoppicando.
...
.
...
14. Diana.
...
.
...
Ulysses si fece pi vicino al signor Grogan mentre
Auggie fu attratto dal rumore del telegrafo.
A cosa serve? chiese Auggie al signor Spangler,
indicando l'apparecchio.
Il signor Grogan sta inviando un telegramma.
Dove lo sta inviando?
A New York.
Fino a New York? Come ci arriva?
Attraverso i cavi.
Cavi sui pali del telegrafo? Pali del telegrafo da
qui a New York? Tutta la distanza tra Ithaca e New
York?
Proprio cos.
Chi li manda?
Gente di ogni tipo.
Il ragazzino dei giornali ci pens sopra e concluse:
Non ho mai ricevuto un telegramma in tutta la mia
vita. Come si fa a riceverne uno?
Te lo deve mandare qualcuno.
Non  mai successo. Chi potrebbe mandarmelo?
Un amico o qualcosa del genere.
Tutte le persone che conosco stanno a Ithaca. Si
accese una luce verde sul trasmettitore. Cos' quella
luce verde? chiese Auggie.
Ci segnala che la linea  libera spieg Spangler.
Quale linea?
La linea per San Francisco.
Oh fece Auggie. Quanti anni bisogna avere per
fare il portalettere?
Sedici.
Io ne ho nove. Perch si deve aspettare cos tanto?
A diciassette puoi arruolarti in marina.
 la regola.
Cosa ci stanno a fare, tutte queste regole? chiese
Auggie.
Spangler cominci a distribuire nelle caselle un
malloppo di telegrammi gi trasmessi.
La regola in questione serve a impedire che i bambini
lavorino.
Perch?
Perch non si stanchino. Perch possano giocare.
Serve per proteggere i bambini.
Proteggerli da cosa?
Be', spieg Spangler, proteggerli dagli sfruttatori
che li caricano di lavoro per pochi soldi.
E se un bambino non volesse essere protetto? Se
desiderasse lavorare?
La legge lo protegge lo stesso.
Quanti anni devi avere per non essere pi un
bambino? Quanti anni devi avere per proteggerti da
solo, per sceglierti il lavoro che vuoi?
Per fare il portalettere devi avere sedici anni.
Homer lavora, vero? E da quando avrebbe sedici
anni?
Ecco, disse Spangler, Homer  un'eccezione.
Ha soltanto quattordici anni ma  robusto e intelligente.
Come sarebbe a dire - intelligente? chiese
Auggie. Bisogna essere intelligenti per fare il portalettere?
No, ma aiuta. Essere intelligenti aiuta, qualsiasi
cosa tu faccia.
E come fa a capire se una persona  intelligente?
Spangler sorrise al ragazzo dei giornali. Parlando
con lei per pochi minuti.
Perch mette l quelle carte?
Questi sono i telegrammi che sono stati inviati
ieri. Li archiviamo qui, citt per citt, per le nostre
registrazioni. Vedi, questo telegramma  per San
Francisco, quindi lo metto qui. Tutti questi telegrammi
vanno a San Francisco.
Sono capace anch'io disse Auggie. So anche
andare in bicicletta -  solo che non ce l'ho. Se mi
procuro una bicicletta, signor Spangler, potr fare il
portalettere anch'io? Mi dar un lavoro?
Spangler si ferm a guardare il ragazzo. Lo far,
Auggie, ma non ora. Nove anni sono troppo pochi. A
tredici o quattordici, s.
Dodici, magari? chiese Auggie.
Magari. Perch vuoi fare il portalettere?
Per imparare le cose. Leggere telegrammi. Capire
le cose. Si interruppe. Mancano ancora tre anni.
Tre anni passano in un attimo.
Non mi pare.  tanto che aspetto.
Lo scoprirai disse Spangler. Avrai compiuto
dodici anni senza nemmeno accorgertene. Come fai
di cognome?
Gottlieb. Mi chiamo August Gottlieb.
Il capotelegrafista e il ragazzino si guardarono
intensamente negli occhi. August Gottlieb, dichiar
Spangler, ti do la mia parola. Quando sar il
momento...
Si interruppe alla vista della giovane donna di
nome Diana Steed che aveva fatto irruzione nell'ufficio.
In strada, di fronte, c'era l'automobile che l'aveva
portata l. Al volante sedeva un autista in uniforme.
Con voce conturbante, anche se leggermente
innaturale, invest Spangler: Oh, caro, sei qui! Si
chin su di lui con furia, tutta affettuosa, lo circond
con le braccia e gli diede un bacio che superava ogni
immaginazione.
Aspetta un momento! disse Spangler. La scost
e appoggi il cesto dei telegrammi sul tavolo. La
ragazza fece per riavvicinarsi, ma lui l'allontan di
nuovo. Aspetta un momento disse. Ti presento
August Gottlieb!
Tutto bene, ragazzino? fece la ragazza.
August, disse Spangler, questa  la signorina
Steed.
Salve disse August. Poi, non sapendo cos'altro
dire, fece: Giornale, signora?
Come? Ah s, certo rispose Diana. Quant'?
Cinque cent disse Auggie. Edizione locale.
Risultati delle corse, chiusura della Borsa, ultime
notizie della guerra.
Ne prendo uno, grazie disse Diana.
Auggie prese il nichelino e porse alla signorina
Steed il giornale, dopo averlo piegato in modo molto
professionale e disinvolto, picchiando il giornale
aperto contro il ginocchio, piegandolo a met, tornando
a picchiare il giornale piegato in due contro il
ginocchio, piegandolo di nuovo in due e infine esibendo
il risultato con gesto elegante, come un prestigiatore
dopo un trucco impegnativo. Grazie, signora
disse. Di mercoled vendo il "The Saturday
Evening Post". Batto tutta la citt.
Bene, comment Diana, immagino che ti renda
parecchio denaro.
In media quaranta cent al giorno, tra giornali e
riviste. Quando c' la fiera vendo le bibite.
Allora sei davvero molto indaffarato, eh? disse
Diana con la sua voce allegra e squillante.
S, disse Auggie, imparo anche molte cose.
Capisco benissimo le persone. Era orgoglioso di aver
capito anche la signorina Steed.
 vero, disse lei, ne sono certa. Si rivolse a
Spangler. Aspettavo una tua chiamata, tesoro. Avevi
detto che avresti chiamato alle cinque, ricordi?
Oh, s, rispose Spangler, mi sono dimenticato.
Stavo parlando con August. Vuole diventare un portalettere.
Gli stavo giusto dicendo che, quando verr
il momento, ci sar un posto per lui.
Bene, grazie signor Spangler disse Auggie. Fece
per andare. Ci vediamo. Arrivederci, signora. Ciao,
Ulysses.
Ulysses! ripet Diana a Spangler. Senti che
nome appropriato! Ulysses a Ithaca! Caro, ho soltanto
un momento. Vieni a cena, vero? Devi farlo, lo sai.
Spangler cerc di dire qualcosa, ma la ragazza lo
ferm. No, l'hai promesso. Proprio cos! Mamma e
pap muoiono dalla voglia di conoscerti! Alle sette in
punto!
Ascolta... prov Spangler.
Caro fece Diana. Non vorrai deludermi un'altra
volta, vero?
Spangler sospir. Sono uscito a cena due volte
nella vita. Ero terrorizzato a morte tutte e due le
volte, e non mi sono per niente divertito.
Mamma e pap ti piaceranno. Non ci metteremo
particolarmente eleganti, soltanto abiti da pomeriggio.
Abiti da pomeriggio? Io terr i vestiti che metto
di giorno e di sera.
Alle sette disse Diana. Not l'uovo sodo sulla
scrivania di Spangler. Oh, tesoro, che fermacarte
geniale! Cos'?
 un uovo. E il mio portafortuna.
Che carino! esclam Diana. Devo correre,
caro. Gli diede un rapido bacio di arrivederci e usc
dall'ufficio.
Il signor Grogan stava finendo di battere un telegramma.
Spangler condusse Ulysses da lui. Willie,
disse, vado un momento da Corbett a farmi un bicchiere.
Questo  Ulysses Macauley, il fratellino di
Homer. Deve essergli successo qualcosa.  caduto in
qualche trappola. Ulysses, questo  il signor Willie
Grogan.
Oh, siamo vecchi amici disse il signor Grogan.
 stato a guardarmi mentre lavoravo.
Bevo qualcosa e torno disse Spangler.
...
.
...
15. La ragazza all'angolo.
...
.
...
Spangler se ne stava andando, ma fu richiamato dal
telegrafo - dal messaggio che contemporaneamente
suonava e si stampava sul nastro della telescrivente. Si
avvicin al banco delle consegne per studiare i segni
sul nastro. Viene da Ithaca Wine, disse a Grogan,
fuori in campagna. Se arriva Homer, tienilo qui finch
riceviamo la solita chiamata da Sunripe Raisin.
Ha battuto la Western Union due volte su due. Se
oggi ci riuscisse di nuovo avremmo fatto buoni affari
questo mese, tutto sommato. Quanti telegrammi ci hanno mandato ieri?
Sessantasette rispose Grogan.
Sessantasette telegrammi su sessantotto disse
Spangler. Il primo che arriva prende tutti i telegrammi
tranne uno. Il secondo ne prende uno. Bene, mi far quella bevuta.
Ma in quel momento part un'altra chiamata: punto
punto linea punto punt punto. Il capotelegrafista non
aveva fatto in tempo a sentire i primi due punto, che
aveva gi capito che la chiamata veniva da Sunripe
Raisin, e poich Homer non era in ufficio a riceverla,
grid a Grogan: La prendo io. Ci arrivo prima io.
Prima che la chiamata si ripetesse per la terza volta,
Spangler aveva superato il primo isolato, muovendosi
tra la gente come un centravanti in un campo di calcio.
Sull'angolo di fronte a lui, trenta yard pi in l,
c'era una ragazza timida, solitaria, sui diciotto o
diciannove anni - stanca, silenziosa e proprio per
questo bellissima. Stava aspettando l'autobus per tornare
a casa dopo il lavoro. Anche correndo, Spangler
non manc di notare l'isolamento di quella ragazza -
che gli evoc, nonostante la fretta, come tutte le cose
siano isolate l'una dall'altra. Senza fare il buffone,
senza alcuna premeditazione, con facilit e leggerezza
raggiunse la ragazza, si ferm un momento e le diede
un bacio su una guancia. Prima di proseguire le disse
la prima cosa che gli venne in mente: Sei la ragazza
pi meravigliosa del mondo!
Corse via. Mentre Spangler risaliva a tre alla volta i
gradini della Sunripe Raisin Association, il messaggero
della Western Union, sfavorito da una ritardata
partenza, perch l'impiegato al banco d'accettazione
non riconosceva d'istinto le chiamate come Spangler,
stava scendendo dalla bicicletta di fronte all'edificio.
All'entrata di Spangler nell'ufficio, il messaggero della
Western Union aveva appena chiamato l'ascensore.
Pienamente nel ruolo, Spangler si annunci all'anziana
signora al banco d'accettazione della Sunripe
Raisin. Telegrafo! disse.
Tom esclam la signora, piacevolmente sorpresa.
Non mi dire che sei ancora un portalettere.
Una volta portalettere, sempre portalettere disse
Spangler, per niente imbarazzato dall'insensatezza
dell'affermazione. Sorrise alla signora e aggiunse:
Ma soprattutto sono venuto per vedere lei, signora
Brockington.
Il messaggero della Western Union si present nell'ufficio.
Western Union disse.
Vedi, Harry, disse la signora Brockington, ti
hanno nuovamente sconfitto. Porse un telegramma
al portalettere. Sarai pi fortunato la prossima
volta.
Il ragazzo della Western Union, un po' confuso e
imbarazzato perch era stato battuto di nuovo, e questa
volta non da un altro portalettere ma dal capotelegrafista
in persona, prese l'unico telegramma e
disse: Grazie lo stesso, signora Brockington e si
dilegu.
La signora porse a Spangler un intero pacchetto di
telegrammi. Ecco qua, Tom. Centoventinove, tariffa
notturna - per tutto il paese - tutte pagate. Ma
dov' il nuovo portalettere?
Homer? chiese Spangler. Homer Macauley?
Questo pomeriggio c' stato un contrattempo, un
incidente capitato al suo fratellino Ulysses. Caduto in
una qualche trappola da Covington. Homer  dovuto
andare a tirarlo fuori. Ma d'ora in avanti verr lui.
Sorrise alla signora. Grazie per i telegrammi.
Giunto all'angolo della ragazza solitaria, si ferm
un momento. Era proprio qui. Non la vedr mai pi
com'era quando l'ho incontrata oggi pomeriggio. Si
avvi lungo la strada, fischiettando. Passando di fronte
a Corbett, sent il suono della pianola - il vecchio
walzer All that I want is you. Si avvicin alla porta del
saloon, ascolt brevemente, poi entr. Al bar c'era
Corbett in persona che si mise subito al lavoro, versando
a Spangler il solito Scotch con acqua. Lanci
un'occhiata ai tre militari che ascoltavano il pianista.
Come va, Ralph?
Cos cos rispose Corbett. Soldati che ammazzano
il tempo, quattrini pochi. Faccio scommesse tre
a uno.
Te lo puoi permettere? domand Spangler.
No, ma cosa cambia? Magari mi torner buono
dopo la guerra. Non posso fare sempre il cameriere.
Sono Young Corbett.
Il capotelegrafista e l'ex cacciatore di premi chiacchierarono
per cinque minuti, poi Spangler torn in ufficio.
...
.
...
16. Tornare a casa.
...
.
...
Al banco delle consegne trov i fratelli Macauley,
Homer e Ulysses - il portalettere intento a piegare e
imbustare telegrammi, il fratello minore in ammirata contemplazione.
Ha preso lei Sunripe Raisin, signor Spangler? chiese Homer.
S rispose Spangler. Centoventinove telegrammi.
Mostr i telegrammi al portalettere.
Centoventinove! Come ha fatto ad arrivare per primo?
Ho corso.
Ha battuto Western Union su Sunripe Raisin correndo?
Sicuro. Niente di strano. Mi sono persino fermato
per strada - ho reso omaggio alla bellezza e all'innocenza.
Homer non capiva, ma Spangler pass oltre.
Porta Ulysses a casa.
S, signore rispose Homer. Abbiamo ricevuto
una chiamata da Guggenheim. E sulla strada, quindi
porto Ulysses a casa, poi passo da Guggenheim e da l
a Ithaca Wine, poi da Foley, poi di nuovo qui. Sar di
ritorno in un attimo. Il messaggero usc e sistem con
cura il fratellino sul manubrio della bicicletta sotto gli
occhi di Spangler. Poi mont e cominci a pedalare
lungo la strada. Quando furono fuori citt, Ulysses si
gir a guardare il fratello. Per la prima volta quel giorno
apparve sul suo viso il sorriso dei Macauley.
Homer?
Cosa?
Potrei cantare.
Perfetto.
Ulysses cominci a cantare. Un canto noi cantiamo.
Si ferm e riprese da capo. Un canto noi cantiamo
ma si ferm di nuovo.
Questa non  una canzone. E soltanto un pezzetto
di canzone. Prima ascoltami, poi cantiamo insieme.
Il fratello pi grande cominci a cantare mentre
il pi piccolo ascoltava.
Amore mio non piangere, oggi non pianger pi
un canto noi cantiamo per la casa del Kentucky,
cantiam la vecchia casa, lontana, laggi
Cantala ancora, Homer chiese Ulysses.
Va bene rispose Homer, e cant di nuovo, ma
questa volta il fratello piccolo cantava insieme al pi
grande, e mentre cantavano Ulysses rivide il treno
merci con il nero che si sporgeva su un lato del vagone,
sorridendo e agitando la mano. Uno dei pi grandi
eventi accaduti a Ulysses Macauley nei suoi primi
quattro anni di vita. Aveva agitato la mano in direzione
dell'uomo e l'uomo gli aveva risposto - non una,
ma diverse volte. L'avrebbe ricordato per tutta la vita.
Homer smont dalla bicicletta di fronte a casa
Macauley e rimise con cautela Ulysses sui suoi piedi.
Si trattennero insieme un momento ad ascoltare l'arpa,
il piano della madre e della sorella e il canto della
vicina, Mary Arena.
Bene, disse Homer, sei a casa, ora. Entra. Io
devo tornare al lavoro.
Tornare al lavoro? chiese Ulysses.
S, rispose Homer, ma pi tardi ritorno a casa.
Entra, Ulysses.
Il fratello minore affront i gradini della veranda.
Come raggiunse la porta il fratello maggiore si rimise per strada.
...
.
...
17. Tre soldati.
...
.
...
Quando la famiglia Steed si mise a cena con i suoi
ospiti, tra i quali Thomas Spangler, su Ithaca stava
cadendo una fitta pioggia.
Bess Macauley e Mary Arena, con stivali e impermeabile,
camminavano verso l'ufficio del telegrafo
per portare a Homer il cesto con la cena. All'altezza
dell'Owl Drug Store, un ragazzo in piedi sulla porta
lanci loro un'occhiata piena di sottintesi.
Ehi, bellezza disse a Bess. Cos'hai in mano?
Bess lo ignor e si strinse a Mary; proseguendo, si
trovarono di fronte tre soldati. Erano assorti in un
gioco improvvisato lungo la strada, felici della pioggia
e della sera di libert. Si spingevano e si rincorrevano,
ridendo rumorosamente, gridandosi i loro soprannomi
- Ciccio, Texas e Galoppo. Quando videro Mary
e Bess, si fermarono per rendere omaggio. Si inchinarono
lentamente, uno dopo l'altro. Le ragazze erano
compiaciute, ma non sapevano bene cosa fare - che
atteggiamento tenere.
Sono soltanto soldati, Bess, sussurr Mary, lontani
da casa.
Fermiamoci disse Bess.
Il soldato Ciccio si fece avanti in rappresentanza
ufficiale del gruppo.
Ragazze americane, esord, noi del grande esercito
democratico, vostri umili servitori, soldati - che
siamo qui adesso, e speriamo di essere qui anche
domani - vi ringraziamo per la vostra bellezza, nella
siccit come nella pioggia, che  il nostro caso attuale.
Consentitemi di presentarvi i miei compagni e
vostri umili ammiratori. Questo  Texas - viene dal
New Jersey. Questo  Galoppo - viene dal Texas. E
io sono Ciccio - vengo dalla golosit. Adesso, pi di
ogni altra cosa sono goloso della compagnia di belle
ragazze americane. Cosa ne dite?
Ecco, rispose Bess, stiamo andando al cinema.
Al cinema! ripet solennemente Ciccio. Possiamo
noi - soldati - oggi qui, domani chiss - accompagnare
voi - ragazze americane - al cinema? Stasera 
stasera, domani  domani, ma noi domani torniamo in
caserma, alle necessit della guerra, terribili e ineluttabili.
Questa sera siamo vostri fratelli - lontani dai nostri
focolari, soli, perch Ithaca non  la nostra terra natale.
Ho vagato con questa divisa da soldato americano dalla
periferia della spietata citt di Chicago, dell'antica terra
di Illinois. Ricongiungetemi, stasera, nel ricordo, a quella
citt e a quella terra, e ciascuno dei miei buoni compagni
al luogo a lui caro, perch la nostra  una sola
famiglia, ma se non fosse stato per la guerra non ci
saremmo mai incontrati. Il soldato Ciccio si inchin e
si mise sull'attenti. Qual  la vostra decisione?
 matto? sussurr Mary.
No, rispose Bess,  soltanto solo. Andiamo al
cinema con loro.
Va bene, disse Mary, ma diglielo tu. Io non so
cosa dire.
Bess sorrise al soldato. D'accordo disse.
Grazie, ragazze americane disse Ciccio. Porse il
braccio a Bess.
Prima devo portare il cestino con la cena a mio
fratello, all'ufficio del telegrafo.
Telegrafo? chiese Ciccio. Allora mander un
telegramma.
Si gir verso gli altri. E tu, Texas?
Quanto costa mandare un telegramma nel New
Jersey? chiese Texas.
Molto meno di quanto vale rispose Ciccio. Galoppo?
Perch no, rispose Galoppo, mi piace l'idea di
mandare un telegramma alla mamma, a Joe e a Kitty
- che  la mia ragazza spieg a Bess.
Tutte le ragazze del mondo sono la mia ragazza,
disse Ciccio, ma visto che non posso mandare telegrammi
a tutte, lo far con una sola. Milioni di telegrammi
a lei sola.
C'era soltanto Willie Grogan nell'ufficio, quando
entrarono le due ragazze e i tre soldati. Il vecchio era
dietro il bancone.
Sono Bess, la sorella di Homer. Gli ho portato la
cena. Appoggi il cesto sul bancone.
Suo fratello sar qui a momenti, signorina Macauley
disse Grogan. Gliela consegno io.
E questi ragazzi vogliono mandare telegrammi
continu Bess.
Benissimo, ragazzi rispose Grogan. Prendete
pure moduli e matite.
Quanto costa mandare un telegramma a Jersey
City? chiese Texas.
Cinquanta cent per venticinque parole, pi una
piccola tassa. Indirizzo e firma non contano. Il telegramma
sar consegnato domattina.
Cinquanta cent? Niente male. Texas cominci a
scrivere il suo telegramma.
Quant' per San Antonio? chiese Galoppo.
La met di Jersey City. San Antonio  pi vicino a
Ithaca di Jersey City.
Il soldato Ciccio alz la testa dal telegramma che
aveva scritto tutto assorto e lo consegn al vecchio.
Grogan lesse il telegramma per contare le parole.
EMMA DANA
C/O UNIVERSIT DI CHICAGO
CHICAGO, ILLINOIS
MIA CARA, TI AMO, MI MANCHI, TI PENSO SEMPRE. CONTINUA
A SCRIVERE. CONTINUA A STUDIARE. CONTINUA AD ASPETTARE.
CONTINUA A CREDERE. NON MI DIMENTICARE. NON DIMENTICARMI
MAI, PERCH IO NON MI DIMENTICHER MAI DI TE.
NORMAN
Poi, fu il soldato Texas a porgere a Grogan il suo
telegramma.
SIGNORA EDITH ANTHONY
1702 - WILMINGTON STREET
JERSEY CITY, TEXAS
CARA MAMMA, COME STAI? HO RICEVUTO LA TUA LETTERA
E LA SCATOLA DI FICHI SECCHI. GRAZIE. NON TI PREOCCUPARE.
ALMENO PER ORA. BACI.
BERNARD
Quindi fu la volta del soldato Galoppo.
SIGNORA HARVEY GUILDFORD
211 SANDYFORD BOULEVARD
SAN ANTONIO, TEXAS
CIAO MAMMA, VOLEVO SOLO MANDARTI UN SALUTO DA
ITHACA NELL'ASSOLATA CALIFORNIA. PECCATO CHE PIOVA.
HA HA. SALUTAMI TUTTI. Di' A JOE CHE PU TENERE LA MIA
PISTOLA E LA MIE CONCHIGLIE. BACI
QUENTIN
I soldati e le ragazze uscirono dall'ufficio e il signor
Grogan si accinse a spedire i telegrammi.
Sullo schermo del Cineteatro, quando i tre soldati
e le due ragazze americane fecero la loro entrata attraverso
il corridoio centrale, Winston Churchill, primo
ministro d'Inghilterra nell'anno del Signore 1942,
compariva davanti al Parlamento canadese. Prima
che i giovani prendessero posto, Churchill aveva
detto tre cose, una dopo l'altra, con crescente compiacimento
sia da parte dei membri del Parlamento
canadese che da parte dei membri del Cineteatro di
Ithaca. Il soldato Ciccio si chin verso Bess Macauley.
Ecco, comment, un grande uomo del nostro
tempo - e un grande americano.
Pensavo che Churchill fosse inglese obiett
Galoppo.
Certo, rispose Ciccio, ma anche americano. Si
avvicin leggermente alla ragazza seduta dall'altra
parte, Mary Arena. Grazie per averci permesso di
venire al cinema con voi disse. Ci si sente meglio
con delle ragazze vicino. Anche il profumo va meglio,
rispetto ai soldati.
Saremmo andate al cinema comunque rispose
Mary.
A questo punto, il cinegiornale mostrava l'uomo di
nome Franklin Delano Roosevelt, Presidente degli
Stati Uniti, nell'atto di rivolgersi alla nazione con un
discorso radiofonico dalla sua casa di Hyde Park.
Parlava con la sua solita miscela di solennit e umorismo.
I cinque giovani ascoltavano attentamente. Alla
fine del discorso apparve sullo schermo la bandiera
americana e tutto il teatro cominci ad applaudire.
Mi viene un nodo alla gola ogni volta che vedo la
bandiera disse Bess. Un tempo mi faceva pensare a
Washington e a Lincoln, adesso mi fa pensare a mio
fratello Marcus. Anche lui  un soldato.
Ah, davvero, hai un fratello nell'esercito?
L'ultima volta che abbiamo avuto sue notizie era
da qualche parte in North Carolina disse Bess.
Proprio in quel momento Marcus si trovava al
banco di un saloon, The Dive Bomber, in una cittadina
del North Carolina. Erano con lui l'amico Tobey
George e altri tre soldati. Marcus suonava una canzone
intitolata The Dream e Tobey cantava. Finito di
cantare, Tobey si sedette vicino al suo amico Marcus
e gli chiese di raccontare ancora qualcosa su Ithaca e
sui Macauley.
Mentre Marcus Macauley cominciava a parlare di
Ithaca a Tobey George, Thomas Spangler e Diana
Steed percorrevano il corridoio del Cineteatro. Sullo
schermo cominciavano a scorrere i titoli di testa.
Quando si sedettero, le parole avevano preso il posto
delle immagini. Erano parole che davano un nome al
film e alle persone che l'avevano realizzato. Un grandissimo
numero di parole, una filza di riconoscimenti
a un gigantesco numero di persone. Riconoscimenti
accompagnati da un tema musicale fin troppo maestoso,
composto per l'occasione.
Spangler e Diana si sedettero molto vicino allo
schermo, in terza fila, dieci file davanti a Bess, Mary
e i tre soldati. Le loro poltrone erano proprio al centro
di una fila completamente occupata da ragazzini.
In quel momento appariva sullo schermo l'atrio di un
ospedale con il pavimento di linoleum tirato a lucido.
Da un altoparlante all'estremit dell'atrio incalzava la
voce sgradevole e asciutta di un'infermiera.
Dottor Cavanagh! strillava. In sala operatoria!
Dottor Cavanagh! In sala operatoria!
Sentendo queste parole Thomas Spangler scatt in
piedi. Aveva bevuto un po', la serata era stata piacevole
ma anche abbastanza difficile, piena di complicazioni e
aspettative che si rivelavano soltanto ora, e non gli sembrava
assolutamente il caso di andare avanti come se
non fosse stato diverso dai ragazzini della sua fila.
Ooop! esclam. Abbiamo sbagliato film!
Prese Diana per mano e disse: Vieni.
Ma caro, sussurr Diana, il film non  ancora
finito!
Spangler la trascin. Per me  finito. Vieni.
Stavano scavalcando un ragazzino con gli occhi incollati
allo schermo.
Andrai in Paradiso, disse Spangler al ragazzino, e
rivolto a Diana forza, non stare davanti al ragazzo.
Cosa dice signore? chiese il ragazzino.
Il Paradiso! disse Spangler. Ce l'hai di fronte.
Sa che ore sono?
No, ma  ancora presto.
Grazie, signore rispose il ragazzo.
Spangler e Diana avevano raggiunto il corridoio.
Andiamo da Corbett propose Spangler. Ci
beviamo un paio di bicchieri, ascoltiamo la pianola,
poi ti accompagno a casa. Si volt a guardare lo
schermo camminando a ritroso.
Guarda il dottor Cavanagh disse. Sta per cavarsi
un incisivo con le pinze.
Nell'ingresso del teatro Diana chiese: Tu mi ami,
vero?
Se ti amo? disse Spangler. Non ti ho portata al
cinema?
Uscirono in strada e si affrettarono verso Corbett,
camminando rasente alle case per proteggersi dalla pioggia.
...
.
...
18. Il telegramma.
...
.
...
Mentre Spangler e Diana correvano sotto la pioggia
alla volta di Corbett, Homer Macauley, completamente
inzuppato, ferm la bicicletta di fronte all'ufficio
del telegrafo ed entr. Verific la situazione al
banco consegne. Nessuna chiamata da prendere, un telegramma da consegnare.
Il signor Grogan fin di battere il telegramma e si
alz. Tua sorella Bess ti ha portato la cena, ragazzo mio.
Ah, non c'era bisogno che portasse nessuna cena.
Stavo per andare a comperare due dolci. Homer
prese il cesto e disse: Ce n' in abbondanza. Vuole cenare con me, signor Grogan?
Grazie, figliolo, non ho fame.
Forse se ne assaggia un pochino le verr appetito, signor Grogan.
No, grazie. Ma sei completamente inzuppato.
Guarda qui, abbiamo degli impermeabili in dotazione.
La pioggia mi ha preso all'improvviso. Homer
diede un morso al panino. Andr a consegnare il
telegramma dopo aver mangiato questo panino.
Mastic per un po', poi alz gli occhi verso il vecchio
impiegato del telegrafo. Che tipo di telegramma ?
Da come il signor Grogan evit di rispondere,
Homer cap che si trattava di un altro messaggio di
morte. Smise di masticare e mand gi il boccone.
Vorrei non dover consegnare telegrammi del genere disse.
S, lo so rispose il signor Grogan. Non disse altro
per mezzo minuto. Il messaggero era rimasto con
mezzo panino in mano. Tua sorella  venuta con un'altra ragazza molto carina.
 Mary. La fidanzata di Marcus. Si sposeranno dopo la guerra.
C'erano anche tre soldati, con loro, hanno spedito telegrammi.
Davvero? Posso vederli?
Il signor Grogan indic il ripiano dove aveva sistemato
i telegrammi gi inviati. Homer li prese e li lesse
a uno a uno. Poi guard il vecchio impiegato.
Se un ragazzo muore in quel modo, signor
Grogan, disse, qualcuno che conosci, ma anche
che non conosci, che magari non hai nemmeno mai
visto... non muore inutilmente, vero?
Il vecchio telegrafista esit prima di rispondere,
poi, come se ci fosse talmente tanto da dire che non
ce l'avrebbe fatta da solo, tir fuori una bottiglia dal
cassetto della scrivania. Diede una lunga sorsata, si
sedette, e si fece forza.
Sono al mondo da tanto tempo, cominci, ma
non so rispondere a questa domanda, ragazzo mio.
Non sono nemmeno sicuro che ci sia una risposta. 
una domanda da giovani, e io sono vecchio.
Il signor Grogan sospir pi profondamente che
mai, poi prese un foglietto dalla tasca del gil e lo
porse al messaggero. Faresti ancora un salto per me
in farmacia?
Homer annu e si precipit fuori.
Il signor Grogan, rimasto solo in ufficio, si guard
intorno con affetto ma anche con un po' di risentimento.
Si afferr lentamente il colletto: quell'attacco
violento, atteso cos a lungo, ormai non lo coglieva
pi impreparato. Arretr fino alla sedia e rimase
seduto con terribile fermezza finch il peggio non fu
passato.
Il messaggero torn dalla farmacia e consegn la
scatoletta al telegrafista.
Acqua chiese il signor Grogan.
Homer riemp un bicchiere e lo porse al vecchio,
che fece cadere tre pillole dalla scatoletta, le infil in
bocca, prese da Homer il bicchiere e ingoi le pillole.
Grazie, figliolo.
Homer osserv il vecchio per capire se era tutto a
posto, poi and al banco consegne a prendere il telegramma
funesto. Si ferm un momento con il telegramma
in mano, lo guard, apr la busta, prese il
telegramma e lo lesse. Sigill il telegramma in una
busta nuova, e si avvi fuori nella pioggia. Il vecchio
telegrafista si alz e segu in strada il ragazzo. Si arrest
sul marciapiede e lo guard combattere con la
pioggia e con il vento. Dentro l'ufficio il telegrafo ticchettava,
ma il telegrafista non sentiva. Suonava il
telefono, ma il telegrafista continuava a non sentire.
Non rientr in ufficio prima di sette squilli.
Quindici minuti dopo Homer scendeva dalla bicicletta
di fronte a una vecchia casa, grande ed elegante,
dove stavano dando una festa. Dalla finestra si vedevano
quattro coppie danzare. Il ragazzo si sent poco
bene. Sal le scale verso la porta e si ferm ad ascoltare
la musica. Alz il dito fino al campanello e lasci
cadere la mano.
Torno in ufficio, disse tra s, ci rinuncio.
Si sedette sui gradini della casa a meditare. Dopo
parecchio tempo si alz, torn alla porta e premette il
campanello. Si apr la porta e apparve una ragazza.
Senza neppure rendersene conto era di nuovo sulla
bicicletta. La ragazza usc sotto il portico e lo chiam:
Ehi ragazzo, cosa c'?
Homer lasci la bicicletta e torn indietro.
Chiedo scusa disse rapidamente. Ho un telegramma
per la signora Claudia Beaufrere.
Certo. E il compleanno della mamma disse la
ragazza. Torn nell'ingresso. Mamma, chiam, c'
un telegramma per te.
La madre della ragazza venne sulla porta. E di
Alan, ne sono certa disse. Entra, ragazzo. Ti offro
una fetta di torta.
No, grazie, signora rispose Homer. Devo tornare
al lavoro. Porse il telegramma alla donna, che lo
prese come un normalissimo biglietto d'auguri.
Non prima di aver preso una fetta di torta e un
bicchiere di punch. Lo afferr per il braccio e lo trascin
nella stanza fino al tavolo carico di torta, panini
e punch. Le danze e la musica continuavano. E il
mio compleanno disse. Mio Dio, sono vecchia.
Devi augurarmi ogni bene, figliolo. Allung a
Homer un bicchiere di punch.
Le auguro... cominci Homer, ma non riusc a
proseguire. Appoggi il bicchiere sul tavolo e se la
diede a gambe. La madre si guard attorno, cerc un
angolo della stanza dove appartarsi, mentre la figlia,
tenendola d'occhio, si avviava dalla parte opposta.
Homer sfrecciava sotto la pioggia verso il telegrafo.
Su una parete della sala, davanti alla madre, era incorniciata
la fotografia di un bel ragazzo dai capelli rossi.
Sulla foto erano scritte queste parole: Alla mamma
con affetto da Alan nel giorno del dodicesimo compleanno.
La madre apr il telegramma e lo lesse,
mentre il giradischi suonava una canzone dal titolo
Chanson pour ma Brune, e le coppie continuavano a danzare felici. La figlia fiss sua madre attraverso l'ingresso.
Come impazzita, si precipit a spegnere il giradischi.
Mamma! url, e le corse incontro.
...
.
...
20. Dopo il cinema.
...
.
...
Gli spettatori scivolavano fuori dal Cineteatro dopo
l'ultimo spettacolo. In strada Bess si rivolse al soldato
Ciccio e gli disse: Dobbiamo andare a casa, ora.
Grazie, ragazze americane rispose Ciccio. Era il
momento di salutarsi, eppure temporeggiavano,
fermi, in attesa, come se stesse per accadere qualcosa
di meraviglioso e ignoto. Il soldato Ciccio spostava gli
occhi da Bess a Mary: con naturalezza diede un bacio
innocente a Bess, poi a Mary.
Il soldato Galoppo esclam: E noi chi siamo?
Siamo nell'esercito anche noi. E anche il secondo
soldato baci le ragazze. Poi venne il turno di Texas.
Una donna li guard scuotendo la testa. Le ragazze si
voltarono in fretta e si incamminarono. Il soldato
Galoppo fece un salto, diede uno spintone a Texas,
che salt a sua volta e diede una spinta al soldato
Ciccio. Imboccarono una stradina, prendendosi in giro.
Waaa-hooo! grid Galoppo.
Come parli! disse Texas a Ciccio. Che parlantina!
Il soldato Ciccio sghignazz allegramente.
Ragazzi! grid. Aspettate solo che vada in
Parlamento! Ho due o tre cosette da dire.
Yppie-aye-ay fece Galoppo, brutti cagnacci
scappate un po' via,  vostra la rogna non  mica mia.
I tre soldati cominciarono a giocare alla cavallina
saltando l'uno sopra l'altro, avanzando lungo la strada
bagnata e buia, ciascuno incontro al proprio destino, con l'aiuto di Dio.
...
.
...
21. Il campione dei bambini.
...
.
...
Al ritorno del portalettere al telegrafo da casa
Beaufrere, aveva ormai smesso di piovere, splendeva
la luna mentre grappoli di nuvole bianche, leggere e
svuotate, attraversavano il cielo. Quando entr zoppicando
in ufficio, il messaggero era stanchissimo.
Cos'hai alla gamba? chiese il signor Grogan. 
tutto il giorno che zoppichi.
Non  niente rispose Homer. Ci sono altri telegrammi?
No,  tutto tranquillo. Presto potrai andartene a
letto. Adesso dimmi, cosa ti  successo alla gamba?
Devo essermi stirato un legamento o qualcosa del
genere, oggi pomeriggio, alla corsa a ostacoli. Il
signor Spangler era campione regionale, un giorno
piacerebbe anche a me diventarlo. Per non credo
che ce la far quest'anno. Homer prov a flettere la
gamba. Mi metto la pomata Sloan, questa sera. Si
nota, che zoppico?
Be', disse il signor Grogan, non  che si noti tantissimo,
ma un po' s. Riesci ad andare in bicicletta?
Certo rispose Homer. Mi fa male alzare la
gamba malandata, quindi cerco di pedalare soltanto
con la destra. A tratti tolgo la sinistra dal pedale e la
lascio penzolare. Cos si riposa. Sar successo qualcosa
al legamento. Mi metto la pomata.
Ci fu una pausa. Poi il vecchio impiegato del telegrafo
disse: Continua, ragazzo mio, continua.
Oh, mi piacerebbe, davvero, ma non so da che
parte cominciare rispose Homer. Non sapevo niente
prima di iniziare questo lavoro. Certo, conoscevo
molte cose, ma non ne capivo nemmeno la met, chiss
se ci riuscir mai. Probabilmente vale per tutti. Ma
se c' qualcuno che ci riesce voglio riuscirci anch'io.
Io voglio capire, vorr sempre capire, sicuramente
continuer a provarci, ma come si fa a capire veramente?
Come fa un uomo ad andare fino in fondo, a
vederci chiaro?
Ecco, rispose il signor Grogan, non saprei. Ma
mi fa piacere che tu abbia deciso di provarci.
Io devo continuare a provarci, prosegu Homer,
io non so come vada per gli altri, e non so nemmeno
se faccio bene a parlare cos, ma io non sono soltanto
il ragazzo che la gente vede. Io sono anche qualcos'altro...
qualcosa di meglio. A volte non so nemmeno
a che mi serve. Mi vergognerei di dirlo a chiunque
altro, signor Grogan, ma un giorno io mi dar da fare
per i bambini, dovunque siano. Bambini di ogni
genere, qualunque sia il loro problema. Non so cosa
ne verr fuori, ma qualcosa certamente sar.
Qualcosa di buono, mi spiego? Controll se per
caso la gamba non fosse guarita, con tutti quei discorsi.
Ma non era cos. Non mi sta bene come vanno le
cose, signor Grogan. Non so come, ma vorrei che
andassero meglio. Forse perch sono convinto che
dovrebbero andare meglio. A scuola faccio tante battute,
non certo per infastidire gli insegnanti. Lo faccio
perch devo. Sono tutti cos confusi,  tutto cos
sbagliato, non mi resta che fare le mie battute di tanto
in tanto. Credo che il divertimento sia essenziale nella
vita. Non credo che potrei controllarmi neppure se lo
volessi. Non sono capace di fingere.
Pieg di nuovo la gamba, parlandone come di un
oggetto estraneo. Deve esserci qualcosa che non
va. Diede un'occhiata all'orologio. Bene, signor
Grogan, sono le undici e cinque. Credo proprio che
me ne andr a casa. Non che abbia sonno, tanto pi
che domani  sabato. Una volta il sabato, per me, era
il giorno pi bello. Non  pi cos. Credo che far un
salto in ufficio. Posso rendermi utile! Prese il cesto
della cena. Non le va un panino, adesso, signor Grogan?
Pensandoci bene, disse il vecchio impiegato,
perch no? Mi  venuta fame. Prese un panino e
l'addent. Mi raccomando, ringrazia tua madre da parte mia.
Ah, non  niente.
No, ti prego di ringraziarla.
Sar fatto rispose Homer, e lasci l'ufficio.
...
.
...
22. La rapina.
...
.
...
Rimasto solo nell'ufficio del telegrafo, il signor
Grogan, che un tempo era stato giovane, cos come
un tempo era stato il pi veloce telegrafista del
mondo, inizi lentamente a rimettere in ordine la
scrivania. Canticchiava a bassa voce, fra s e s, un
motivetto che gli era entrato in testa fin dai primi
giorni di vita. Mentre l'anziano telegrafista stava sistemando
le sue cose, Thomas Spangler, che se ne veniva
diretto da Corbett, preso dai fumi dell'alcool e da
un misto di gioia spensierata e solenne, fece ingresso
nell'ufficio e si rec alla scrivania. Sorrise all'anziano
telegrafista, ma non parl. I due si capirono. Capitava
molto spesso che si trovassero a non scambiare mezza
parola per un'ora o due. Spangler sollev dalla pila
dei telegrammi l'uovo portafortuna e ne studi la sorprendente
simmetria. Poi rimise l'uovo sulla pila dei
telegrammi e, ricordando con piacere la ragazza, fece
boccuccia con le labbra, per imitare il suo modo di parlare.
Tu mi ami, non  vero?
L'anziano telegrafista sorrise al direttore.
Che vai dicendo, Tom?
Willie, cosa penseresti di una ragazza che tutte le
volte che ti vede ti dice: "Tu mi ami, non  vero?".
Probabilmente mi stupirei, mi chiederei come le salta in mente.
Proprio cos. Spangler si pass una mano sul
viso, come per accantonare quella felicit, poi disse: Novit?
Tutto normale, salvo che piove.
Com' il nuovo messaggero? Bravo?
Il migliore che mi sia mai capitato. E tu, che ne pensi di lui?
Mi  piaciuto fin dal momento in cui  arrivato
qui chiedendo lavoro disse Spangler. Tu mi ami,
non  vero? Non riusciva a dimenticare il modo in
cui Diana Steed pronunciava quelle parole. Puoi
andare a casa adesso, Willie. Ci penso io a chiudere
l'ufficio. Devo ancora finire una cosetta.
A casa? disse il signor Grogan. Se non hai nulla
in contrario, mi fermerei ancora un po' qui con te.
Non ho nulla da fare, dopo il lavoro, eccetto dormire,
ma proprio non ci riesco. Sono un po' in ansia.
Non stare in ansia, Willie. Non potrei fare a meno
di te, in questo ufficio. Camperai fino a cent'anni, e
lavorerai ogni giorno che Dio mette in terra.
Grazie disse il vecchio telegrafista. Fece una
pausa, poi disse con dolcezza: Ho avuto un altro
attacco, questa notte. Niente di che, per la verit. Ho
sentito che qualcosa non andava, per cui ho chiesto al
ragazzo di andarmi a prendere le medicine. Dovrei
farmi visitare tutti i giorni, ma non ne ho voglia.
Dovrei darmi una calmata.
I medici non sanno tutto, per forse dovresti darti una calmata, questo s.
Ma s, ma s, mi riposer, mi dedicher al grande riposo, Tom.
Vai da Corbett, all'angolo, e bevitene uno. Ascolti
la pianola, poi torni e ci facciamo una bella chiacchierata...
parleremo dei vecchi tempi, Wolinsky,
Tomlinson e il vecchio Davenport. Harry Bull, il
guardafili, quel pazzo di Fred McIntyre, il magnifico
Jerry Beattie. Su, vai, Willie. Fatti un goccetto, e
quando torni ci dedichiamo ai vecchi tempi.
Ma non dovrei bere, Tom.
Lo so che non dovresti, ma so anche che ne hai
una gran voglia, e a volte quel che uno desidera  ben
pi importante di quel che dovrebbe fare... per cui vai, e fatti una bevuta.
D'accordo, Tom disse il signor Grogan, e lasci l'ufficio.
C'era un giovanotto, fuori sul marciapiede, che
negli ultimi cinque minuti era passato avanti e indietro,
gettando un'occhiata dentro l'ufficio. Alla fine si
decise a entrare, soffermandosi vicino alla cassa.
Spangler lo osserv un istante, poi lo raggiunse.
Come stai? disse Spangler, ricordandosi del ragazzo.
Pensavo che fossi sulla rotta della Pennsylvania,
da un pezzo per la verit. Tua madre ti ha spedito i
soldi, non c'era bisogno che venissi a restituirmeli.
Infatti non sono tornato per restituirli disse il
giovanotto. Sono venuto per averne degli altri, di
soldi, e non sono venuto a chiederli. Sono venuto a prenderli.
Ma che ti succede? disse Spangler.
Ecco cosa succede disse il giovane. Estrasse dalla
tasca destra del soprabito una rivoltella, la teneva in
mano e tremava. Spangler, sempre un po' brillo, non capiva bene.
Avanti, fuori i soldi che ci sono in questa cassa.
Tutti ammazzano tutti, quindi che me ne importa di
uccidere qualcuno. Se anche rimango ucciso, chi se
ne frega. Non voglio grane, dai, per cui fuori i soldi, e in fretta, anche.
Spangler apr la cassa, prendendo il denaro da tutti
gli scomparti. Mise tutti i soldi - banconote, monete,
rotolini incartati di monete - sul banco, davanti al ragazzo.
Ti avrei dato i soldi, sai, disse Spangler, ma non
perch mi stai puntando contro un'arma. Te li avrei
dati perch ne hai bisogno. Ecco,  tutto quel che c'.
Prendili, salta su un treno e ritorna a casa. Torna da
dove sei venuto. Non far nemmeno rapporto. Mi
arranger. Saranno, a occhio e croce, settantacinque dollari.
Aspettava che il ragazzo prendesse i soldi, ma quello non li tocc neppure.
Dico sul serio, disse Spangler, prendi i soldi e
vai pure... ne hai bisogno. Non sei un criminale, e non
sei cos malconcio da non poterti rimettere in sesto.
Tua madre ti sta aspettando. Questi soldi sono un
mio regalo per lei. Non sentirti un ladro, prendendoli.
Prendi questi soldi, metti via quella pistola e vai a
casa, tutto qui. Buttala via, ti sentirai subito meglio.
Il giovane ripose l'arma nella tasca del soprabito.
Mise sulle labbra tremanti la mano che prima reggeva
la pistola. Dovrei andar fuori e spararmi disse.
Non fare il pazzo disse Spangler. Mise assieme
tutto il denaro e lo allung al giovane. Ecco qui.
Tutti i soldi disponibili. Prendili e vai a casa, e falla
finita. Se vuoi, puoi lasciare a me quella pistola. Qui
ci sono i tuoi soldi. S, sono tuoi, tuoi, se hai dovuto
prendere una pistola per procurarteli! So bene quel
che provi, anche a me  capitato di provarlo. Tutti
abbiamo provato qualcosa di simile. I riformatori e i
penitenziari sono pieni di ragazzi americani che
hanno avuto sfortuna, che han passato tempi duri.
Ma non sono dei criminali. Avanti, disse con gentilezza,
prendi questi soldi e vai a casa.
Il giovane estrasse l'arma dalla tasca e l'allung,
facendola scivolare lungo il bancone, a Spangler, che
la sistem in uno scomparto della cassa.
Non so chi lei sia, disse, ma nessuno mi ha mai
parlato come ha fatto lei. Non ho nessun bisogno
della pistola, e non voglio neanche i soldi, ora me ne
andr a casa. Sono arrivato qui da vagabondo, e da
vagabondo me ne ritorner a casa. Ebbe un colpo di
tosse, poi prosegu: Non so dove mia madre abbia
trovato i trenta dollari. So che non aveva soldi da
parte. E una parte di quei soldi l'ho fatta fuori bevendo.
Altri li ho persi giocando a carte, e...
Vieni un po' qui e siediti disse Spangler. Dopo
un istante il giovane si sedette su una sedia, mentre
Spangler era seduto sulla scrivania. Allora, cosa c'
che non va? disse.
Non saprei, di preciso disse il giovane. Forse ho
la TBC. Se anche cos non fosse, dovrei averla, con la
vita che faccio. Ma non voglio piangermi addosso.
Ho avuto un sacco di guai, ma so bene che  tutta
colpa mia. Ora me ne vado. Grazie di cuore... cercher
di ricordarmi di lei, in futuro. Il giovane si
alz e fece per andarsene.
Aspetta un attimo disse Spangler. Siediti. Non
prenderla cos. Hai un mucchio di tempo, adesso.
Non stai pi gettandoti a rotta di collo nelle cose, no?
 venuto il momento di prenderla con pi calma. Che
cosa pu interessare a un tipo come te?
Non so proprio. Non so da che parte girarmi, che
fare, in cosa credere. Mio padre era un pastore, ma 
morto quando avevo tre anni. Proprio non so cosa
fare. Guard Spangler. Cosa ci sarebbe da fare, che cosa?
Nulla in particolare. Qualsiasi cosa. Non ha importanza
cosa fa un uomo. Un qualsiasi lavoro onesto.
Son sempre stato nervoso, insoddisfatto. Non so
perch. Ma non c' nulla che mi interessi davvero. La
gente non mi piace. Non mi piace stare in mezzo alla
gente. Non mi fido. Non mi piace il modo in cui vive
o parla n quello che crede, o il modo in cui tutti si prendono in giro.
Ma tutti, prima o poi, provano sensazioni come queste.
Non  che non lo capisca da solo. In effetti, non
ho alibi. Sono responsabile di tutto quel che mi accade.
Ora sono semplicemente stanco, esausto, malato.
Nulla mi interessa. Il mondo mi sembra una follia.
Non posso vivere la vita come vorrei, e non mi sento
di vivere in un altro modo. Non sono i soldi che
voglio, non ne ho bisogno. So che dovrei procurarmi
un lavoro, specialmente adesso. Ma non mi piace la
gente a cui dovrei chieder del lavoro. Non  buona
gente. Non mi va di umiliarmi davanti a loro, n mi
va che qualcuno mi prenda in giro. Ho provato con
diversi lavori, a York, in Pennsylvania. Ma ogni volta
c' stato da dire, mi mandavano via. Tre o quattro
giorni, una settimana, una settimana e mezza. Il massimo
che ho raggiunto con un lavoro  stato un mese.
Ho cercato di arruolarmi nell'esercito, a York,
pensavo che fosse una mossa giusta... andare da qualche
parte, magari mi avrebbero ucciso. Se qualcuno ti
d degli ordini in un esercito, probabilmente un
senso l'avr. Non so se  vero, ma cos dicono. Ma mi
hanno respinto. Scartato alla visita medica. Non solo
per i polmoni... c'era dell'altro, c'era. Per non ho
fatto nulla per scoprirlo. Il giovane cominci a tossire
di nuovo, questa volta toss per quasi un minuto.
Spangler tir fuori dal cassetto una bottiglietta.
Tieni, bevi un goccio di questo.
Grazie disse il giovane. Bevo un po' troppo, mi
sa, ma in questo momento ne ho proprio bisogno.
Bevve un sorso dalla bottiglia, poi la restitu a
Spangler. Grazie disse nuovamente.
Spangler decise che era il caso di continuare a parlare
con quel giovanotto. Di' un po', che cosa leggi? disse.
Mah, di tutto. Leggevo quando stavo a casa. Mio
padre aveva un mucchio di libri - non solo libri religiosi
- buoni libri di buoni scrittori. Il mio preferito
era William Blake. Magari lo conosce anche lei. Ho
letto tutti i libri di mio padre - qualcuno anche due
o perfino tre volte. Leggere mi piaceva, ma adesso
non pi. Adesso non mi va neppure di guardare i
giornali. Le so gi, le notizie. Corruzione e assassinii
dappertutto, ogni giorno, e non una persona in grado
di farci niente. Teneva la testa appoggiata sulle mani,
poi riprese a parlare a voce bassa, senza risollevare lo sguardo.
Ancora non so come ringraziarla per quello che
ha fatto, per la sua umanit cos grande, e devo dirle
che le avrei sparato, se lei avesse avuto paura di me.
Sono tutti dei vigliacchi. Ora mi rendo conto che non
sono venuto qui con un'arma in mano perch volevo
dei soldi. Non so se mi capir o no, ma sono venuto
qui con una pistola per vedere, una volta per tutte, se
l'unico essere al mondo che si era comportato in
modo dignitoso nei confronti di un altro essere
umano l'ha fatto solo per dovere, o se  veramente
cos. Volevo vedere se non si trattava di un puro caso.
Non potevo credere che esistessero davvero persone
degne, tutto mi faceva pensare che non ci fossero che
falsit, che la razza umana fosse corrotta e senza speranza,
che non c' un cane al mondo degno del rispetto
di un altro uomo. Per molto tempo ho disprezzato
l'orgoglio e la commozione, poi improvvisamente, a
migliaia di miglia da casa mia, in una strana citt ho
incontrato una persona degna. Non ci potevo credere.
Dovevo capire. Volevo che fosse qualcosa di
autentico. Volevo crederci, perch per anni mi son
sempre detto: "Vorrei tanto trovare un uomo che non
sia corrotto dal mondo cos che anch'io non lo sia,
cos che anch'io possa credere e vivere". E la prima
volta che ci siamo incontrati non ne son stato sicuro,
ma ora lo sono. Non voglio nient'altro da lei. Mi ha
dato ci di cui avevo bisogno. Non c' altro che lei
ancora mi possa dare. Lei mi capisce, credo proprio.
Quando mi alzer io le dir addio,  cos che deve
essere. Non  il caso che lei si preoccupi pi per me.
Andr a casa,  quello il mio posto. E non morir per
via del malanno che mi porto dietro. Andr, e vivr.
Perch adesso so come vivere. Il giovane non riusciva
ad alzare lo sguardo. Poi, lentamente si sollev e
guard Spangler. Grazie di cuore disse.
Spangler lo vide uscire dall'ufficio. Si avvicin alla
cassa e rimise a posto il denaro. Prese la rivoltella del
ragazzo e ne tolse le munizioni. La rimise nella cassa
e le infil nelle tasche del suo soprabito. Poi si avvicin
alla vaschetta metallica dei telegrammi, ogni
giorno un fascicolo diverso legato da un elastico. In
uno di questi trov il telegramma che il giovane aveva
spedito alla madre. Prese un modulo nuovo di zecca
e scrisse:
MRS. MARGARET STRICKMANN
1874 BIDDLE STREET
YORK, PENNSYLVANIA
CARA MAMMA, GRAZIE PER I SOLDI. TORNO PRESTO A
CASA. TUTTO BENE.
Rilesse il messaggio, poi decise di cambiare bene
con o.k.. Poi ripens al ragazzo, e aggiunse Baci,
John. Si mise al posto del signor Grogan, al telegrafo,
e prov a chiamare un telegrafista. Risposero
dopo un bel po', Spangler trasmise il messaggio all'operatore,
all'altro capo, e chiacchier con lui; sorrise
ascoltando punti e linee, poi rispose. Quando fin, si
alz e ritorn al proprio posto.
Il signor Grogan entr e si sedette dove prima si
era seduto il giovane.
Come stai, adesso? disse Spangler.
Meglio, mi sento meglio disse Grogan. Ne ho
bevuti due, Tom. Sono rimasto un po' ad ascoltare i
soldati che cantavano. Amano quelle vecchie canzoni,
e la pianola... canzoni mai sentite prima.
Tu mi ami, non  vero? disse Spangler. Questo
dice, e lo dice di continuo, in questo modo. Credo
che finir per sposarla.
Spangler smise di sognare Diana Steed per un
istante, e si concentr sul viso del vecchio amico.
Sono belle, le vecchie canzoni.
Tom, disse il signor Grogan, ti ricordi come
cantava quelle ballate il vecchio Davenport?
Certo, disse Spangler, finch ci sar questo ufficio,
io lo sentir cantare. Lo sento anche in questo
momento. Non solo vecchie ballate... anche canti di
chiesa. Non dimenticare i canti di chiesa che il vecchio
Davenport cantava ogni domenica.
No che non li ho dimenticati. Li ricordo tutti, uno
per uno. Il bello  che sosteneva di essere ateo, ma
tutte le sante domeniche cantava quegli inni - masticando
tabacco, sputandolo nella sputacchiera, spedendo
telegrammi, cantando... Per prima cosa, al
mattino, attaccava con il suo "Benvenuto, splendido
giorno. Giorno del sacro riposo". Era un grand'uomo,
Tom. Poi, di nuovo ad alta voce "Questo  un giorno
di luce. Fa' che sia luce anche oggid".
Ricordo, ricordo disse Spangler.
Poi cantava "Signore, Dio del giorno e della notte,
noi Vi ringraziamo per questo dono di luce". Quel
grande miscredente... e amava la luce e la vita pi di
qualsiasi altra cosa. Poi, alla fine del giorno si alzava
lentamente dalla sedia, e stiracchiandosi cantava dolcemente
"Ora il giorno se ne  andato, tutto  notte
sul creato". Le conosceva bene tutte quelle belle vecchie
canzoni, le amava tutte. "Cristo," avrebbe gridato,
come un vecchio ateo che smoccola, "Cristo, benedici
questa sera, avvolgi i nostri spiriti nel riposo; noi
ti confessiamo le nostre miserie e i nostri peccati, poich
salute e salvezza sono in te".
Il telegrafista rimase un po' l, in silenzio, ricordando
il vecchio amico scomparso da parecchi anni. 
la verit, Tom. Quel che cantava  la verit.
Il direttore dell'ufficio del telegrafo sorrise al vecchio
amico, gli diede una pacca sulla spalla, poi si
mise in moto, spense la luce e chiuse l'ufficio per la notte.
...
.
...
23. L'incubo.
...
.
...
Homer Macauley si girava e rigirava nel letto. Stava
sognando di correre i duecentoventi a ostacoli, ma
ogni volta che ne oltrepassava uno, gli si parava contro
Byfield che cercava di fermarlo. Procedeva, e di
nuovo veniva fermato. A ogni ostacolo Byfield si
ripresentava. Alla fine la gamba di Homer era cos
malconcia che quando cerc di rimettersi a correre
cadde a terra. Si tir su e piant un pugno in faccia a
Byfield. Gli grid: Non puoi fermarmi! Non mi fermerai...
che gli ostacoli siano bassi, alti o di qualsiasi altro genere!
Si rimise a correre, inizialmente zoppicando, poi
cavandosela sempre meglio, anche se l'ostacolo successivo
era disumanamente alto, otto piedi, e nonostante
questo Homer Macauley, probabilmente l'uomo
pi grande di tutta Ithaca, California, pass l'ostacolo con grande slancio.
Successivamente, nel sogno, discendeva a tutta
birra un vicolo, in bicicletta, con la sua uniforme da
postino. Improvvisamente Byfield gli sbarrava il
passo. Ma Homer riusciva a cacciarlo da parte senza
alcuna esitazione. Te l'ho gi detto, non ce la fai a
fermarmi! E lo disse mentre tirava verso l'alto il
manubrio della bicicletta, che cos decollava e poi
volava. Scavalcava agevolmente Byfield, per poi atterrare
dolcemente subito dopo. Ma non appena toccava
terra, Byfield si parava di nuovo nel bel mezzo
della strada! Di nuovo la bicicletta lasci la strada e
pass sopra l'uomo. Questa volta per rimase sospesa
a venti piedi dalla testa di Byfield, che se ne rimase
l, stupito e scocciato. Non puoi far questo! gridava.
Stai infrangendo la legge di gravit.
E che me ne importa della gravit? grid Homer
all'allenatore. Che me ne frega delle medie statistiche,
della domanda e dell'offerta, o di qualsiasi altra
legge? Non puoi fermarmi! Per me, puoi trasformarti
in un verme, in un rottame, arrugginire - non ho
tempo da perdere con te. Il messaggero saliva nello
spazio, lasciando con un palmo di naso quel tizio in
mezzo alla strada, in uno stato di inferiorit che pi
inferiore non  possibile.
A questo punto Homer volava ad alta quota, in
mezzo a nuvole scure. Procedendo nel volo, a un certo
punto vide un altro ciclista con un'uniforme da messaggero
molto simile alla sua, ma che procedeva pi
veloce di lui, sbucato da una nuvola nera. Il secondo
messaggero, stranamente, sembrava Homer, ma al
tempo stesso qualcuno che Homer temeva. Cerc di
raggiungere l'altro per capire chi fosse davvero.
I due procedettero per un bel pezzo, prima che
Homer ci riuscisse. Improvvisamente l'altro si gir, e il
ragazzo si stup perch era identico a lui, mentre aveva
la netta sensazione che fosse il messaggero della morte.
I due stavano raggiungendo rapidamente Ithaca.
Homer volava all'inseguimento del messaggero della
morte, pedalava pi veloce che mai. Gi a terra, a
grande distanza, poteva vedere le luci della citt, e cos
pure le case e le vie solitarie. Homer era determinato a
sorpassare l'altro messaggero e a cacciarlo da Ithaca.
Non c'era nulla di pi importante al mondo che impedire
a quel messaggero di raggiungere Ithaca.
La competizione fra i due era dura ma corretta, nessuno
faceva trucchetti. Cominciavano a essere stanchi,
ma Homer riusc ad avere la meglio e a sviarlo da
Ithaca. Dopo un po' l'altro, con uno scatto improvviso,
torn indietro e si diresse nuovamente verso la cittadina.
Parecchio abbattuto, impegnandosi con tutte
le forze, Homer vide l'altro messaggero avvicinarsi a
Ithaca e distaccarlo sempre di pi. Non era in grado
di fronteggiarlo, mancavano le energie per cacciare il
messaggero della morte. Il ragazzo stava quasi per
abbattersi sulla bicicletta, e cominciava a precipitare,
quando inizi a gridare all'altro: Non andare a
Ithaca! Lasciali in pace!
Il ragazzo singhiozzava dolorosamente.
Nella casa in Santa Clara Avenue, il fratellino del
sognatore, Ulysses, si trovava accanto a Homer e
ascoltava. Attravers la casa al buio, raggiunse il letto
della mamma e la scosse. Quando si svegli, le prese
la mano e senza una parola la condusse al letto di
Homer. La signora Macauley ascolt il figlio per un
istante, poi rimise a letto Ulysses, rimbocc le coperte,
e si sedette accanto al ragazzo che gemeva. Gli
parl con estrema dolcezza.
Tranquillo, Homer, dai. Datti pace. Sei cos stanco.
Devi riposare. Dormi, adesso. Dormi tranquillo. Il
messaggero smise di singhiozzare e nel giro di qualche
istante la sua espressione corrucciata svan. Dormi
adesso, disse sua madre, dormi tranquillo.
Il ragazzo si riaddorment. La madre diede un'occhiata
al pi piccolo: anche lui ora stava dormendo.
Le parve di vedere in un angolo Mattew Macauley
che guardava e sorrideva. Si rialz con calma, prese la
sveglia e ritorn in camera sua.
Il sonno del messaggero pass dal regno del terrore
nero al regno della luce e della pace. Homer Macauley,
nel suo nuovo sonno, si trovava sdraiato sotto un albero
di fico, accanto a un ruscello. Questa diceva fra s
e s,  la vista del fiume, l dove il ruscello scorre lentamente,
dove ho visto quel fico, sotto il sole rovente,
il sole che sorride e fa sorridere tutte le altre cose.
Ricordo quel luogo. L'estate scorsa, certo, ricordo che
Marcus e io ci andavamo a nuotare, poi sedevamo sulla
panchina accanto al fiume e parlavamo di quel che
avremmo fatto nel mondo. E adesso, conoscendo il
piacere che gli dava lo stare in quel posto e sentendo il
calore che gli dava il suo ricordo si stiracchiava per
bene sull'erba sotto l'albero... dimenticandosi completamente
che stava dormendo.
Gli abiti erano gli stessi di quel giorno d'estate, con
Marcus. Davanti a lui, infilata nella morbida terra,
vide la canna da pesca, non si trattava di quel giorno
d'estate... ma di parecchi anni prima. Lontano, nel
bel mezzo dei prati e dei rami, Homer Macauley vide
avvicinarsi su un sentierino la splendida Helen Eliot,
come lui a piedi nudi, con un vestitino di percalle. E
Helen Eliot, diceva Homer a se stesso, la ragazza
che amo. Si alz sorridendo, la guard camminare,
poi si diresse verso di lei per salutarla. Senza aprir
bocca, Homer prese con una certa solennit la mano
di Helen e insieme si avvicinarono al fico. L, lui si
tolse la maglietta e i pantaloni e si tuff in acqua. Lei
and a spogliarsi dietro a un cespuglio. Homer la
osserv avvicinarsi alla riva, poi fermarsi e tuffarsi.
Insieme si misero a nuotare nella corrente, poi uscirono
dall'acqua e si stesero al sole a dormire.
...
.
...
24. L'albicocco.
...
.
...
Ulysses Macauley si alz molto presto, correva saltellando
nella prima luce del mattino verso il prato di un
signore padrone di una mucca. Ulysses si ferm a
guardarla. Il piccolino se ne rimase l parecchio, finch
l'uomo non usc di casa, con in mano un secchio
e uno sgabello. L'uomo si diresse verso la mucca e inizi
a mungere. Ulysses si avvicinava sempre di pi,
finch si trov fianco a fianco con quel signore.
Certo, non poteva vederci un granch, cos si inginocchi
quasi sotto la mucca. L'uomo vide il bambino
ma non disse nulla. Continu tranquillamente a
mungere. La mucca, dal canto suo, si era girata e
stava fissando Ulysses. Ulysses restitu lo sguardo alla
mucca. Sembrava non gradire pi di tanto che quel
moccioso stesse a cos poca distanza. Ulysses si tolse
di l, si allontan e la guard da una distanza maggiore:
la mucca, a sua volta, guard lui tanto da fargli
pensare che in qualche modo un po' amici lo erano diventati.
Sulla strada verso casa, Ulysses si ferm a guardare
un tizio che stava costruendo una stalla. Quel tale era
piuttosto alto e tosto, impaziente per non dire nervosetto,
forse sarebbe stato meglio non si fosse mai
dedicato a quel lavoro. Lavorava infatti con furia,
facendo un mucchio di stupidaggini, mentre Ulysses
osservava, cercando inutilmente di capirci qualcosa.
Ulysses ritorn in Santa Clara Avenue appena in
tempo per vedere il signor Arena che si avviava verso
il lavoro in bicicletta. Mary Arena salut suo padre
dalla veranda, poi rientr in casa.
Era sabato mattina a Ithaca. Un ragazzino di otto o
nove anni sbuc da una casa non tanto lontano da l.
Ulysses salut, e il ragazzino ricambi il saluto. Quel
bambino era Lionel Cabot, lo scemo del quartiere,
comunque una personcina deliziosa, gentile, generosa
e dal temperamento mite. Dopo un istante Lionel
rivolse nuovamente lo sguardo a Ulysses e, in mancanza
di meglio, continu a salutare. Ulysses ricambi.
Il giochetto continu a intervalli piuttosto frequenti,
finch August Gottlieb non usc dalla sua casa
di fianco al negozio di Ara.
Auggie aveva preso il posto di Homer come capo
della banda del quartiere da quando lui si era ritirato,
a dodici anni. Il novello capo guard i seguaci attorno
a lui. Aveva respinto Lionel perch troppo scemo
e Ulysses perch troppo piccolo, comunque fece a
entrambi un cenno di saluto. Poi si port in mezzo
alla via e cacci un fischio, tipico degli strilloni. Era
un fischio acuto, forte, autorevole, un fischio di
comando dal tono definitivo. Auggie rimase in attesa
con la sicurezza tipica di un uomo che sa quel che sta
facendo e cosa pu attendersi. Immediatamente si
aprirono finestre da cui provenirono fischi in risposta.
Ben presto un certo numero di giovanotti si
radun all'angolo della strada. In meno di tre minuti
la banda era al completo - Auggie Gottlieb, il capo,
Nickie Paloota, Alf Rife e Shag Manoogian.
Dove si va, Auggie? disse Nickie.
A vedere se le albicocche di Henderson sono mature.
Posso venire? disse Lionel.
Va bene, Lionel. Se sono mature, ne ruberai qualcuna?
Ma  peccato, rubare disse Lionel.
Non le albicocche disse Auggie, chiarendo una
distinzione di una certa importanza. Ulysses, disse,
tu invece vai a casa. Non  roba per bambini piccoli.
 pericoloso.
Ulysses arretr tre passi, si ferm e rimase a guardare.
Non era contrariato o offeso da quelle parole di
Auggie. Aveva capito l'antifona. Non era abbastanza
grande, tutto qui. Intendeva rispettare la legge, solo
non riusciva a resistere al fascino della banda.
I ragazzini partirono diretti da Henderson. Anzich
prendere strade o marciapiedi decisero di procedere
per vicoletti, attraversare terreni abbandonati, scavalcando
qualche cancello. Preferivano seguire una via
pi difficile, pi avventurosa. Non molto lontano,
comunque a distanza di sicurezza, Ulysses continuava a seguirli.
Le albicocche mature sono i frutti migliori del
mondo disse Auggie ai membri della banda.
Maturano in marzo, le albicocche? chiese Nickie Paloota.
 quasi aprile disse Auggie. Le prime albicocche
maturano in un lampo se solo splende il sole.
S, per negli ultimi tempi ha piovuto un sacco
aggiunse Alf Rife.
Da dove pensi che cavino il loro succo, le albicocche?
disse Auggie. Dalla pioggia. Per le albicocche
la pioggia  importante tanto quanto il sole.
Sole di giorno e pioggia di notte disse Shag
Manoogian. Prima vanno scaldate, poi bisogna dare
dell'acqua. Ci saranno un sacco di albicocche mature sull'albero.
Ehi, spero che sia davvero cos disse Alf Rife.
Mi sembra cos presto, per le albicocche disse
Nickie Paloota. L'anno scorso prima di giugno non erano mature.
L'anno scorso  l'anno scorso disse Auggie. E
quest'anno  un'altra faccenda.
I ragazzi si fermarono ad ammirare a una distanza
di circa cento yards il famoso albicocco - tutto verde
e bello, tanto vecchio e tanto grande. Era in un angolo del giardinetto di Henderson. Da una decina di
anni, ormai, i ragazzi facevano razzia dall'albicocco di
Henderson. Dalla sua casetta diroccata, ogni primavera
il vecchio Henderson li vedeva arrivare con
grande gioia - li faceva divertire comparendo all'ultimo
momento per spaventarli e scacciarli via. In quel
momento alz lo sguardo dal libro, nascosto dalla tendina alla finestra.
Guarda un po'! disse fra s e s. Sbirci ancora i
ragazzi, vociando come fosse uno di loro: Si mettono
a caccia di albicocche in marzo, quando l'inverno
sta ancora finendo. Eccoli che arrivano. Piano, piano.
Ha-ha rideva, ma guardali un po'! Guarda quel
piccoletto! Di sicuro non ha pi di quattro anni.
Quello  nuovo. Avanti, ragazzi, venite al vecchio
albero. Se potessi, le farei maturare per farvele rubare, ma...
Guardava i ragazzi sotto la guida di Auggie, che li
istruiva, li dirigeva, insomma coordinava quell'attacco.
I bambini circondarono l'albero con grande cautela,
con un misto di speranza e di timore. Nonostante
le albicocche fossero ancora verdi erano di Henderson
e perci non cambiava nulla: ma loro speravano che
fossero mature. Per avevano anche paura. Avevano
paura di Henderson, si sentivano in colpa perch stavano
compiendo un peccato, temevano di essere catturati
e condannati, ma soprattutto si dispiacevano
perch le albicocche non erano ancora mature.
Mi sa che non  in casa sussurr Nickie Paloota
quando avevano quasi raggiunto l'albero.
 in casa disse Auggie. E sempre in casa. Solo
che si nasconde. Cercher di catturarci. Quindi attenzione,
tutti quanti. Non si pu sapere dove sia di preciso.
Ulysses, tu vai a casa.
Ulysses arretr da bravo tre passi fermandosi ad
ammirare quel mitico duello con quel mitico albero.
Allora, sono mature? chiese Shag. Che colore si
vede, Auggie?
Verde, dannazione rispose Auggie. Verde, ma
sono le foglie. Le albicocche sono sotto. Piano adesso,
dico a tutti. Dov' Lionel?
Qui, sono qui sussurr Lionel. Aveva una paura
terribile.
Bene, disse Auggie, stai all'occhio. Se per caso
vedi il vecchio Henderson, gambe!
E dov'? chiese Lionel come se Henderson fosse
invisibile o non pi grande di un coniglio, qualcosa
che potesse balzar fuori dall'erba all'improvviso.
Cosa vuol dire, dov'? E in casa, scommetto. Ma
con Henderson non si pu mai sapere. Potrebbe
essersi nascosto da qualche parte, fuori, in attesa di
coglierci di sorpresa.
E adesso ti arrampichi sull'albero? domand Alf
Rife.
E chi, se no? disse Auggie. Ma prima vediamo
un po' se le albicocche sono mature.
Verdi o mature, disse Shag Manoogian, ne ruberemo
solo qualcuna, Auggie.
Non ti preoccupare. Vedremo. Se sono mature, ne
ruberemo un sacco.
E cosa andrai a raccontare, domani, alla scuola
domenicale? disse Lionel.
Rubare albicocche non  rubare, non come si
intende il termine rubare nella Bibbia, Lionel.  diverso.
Be', che cosa ti spaventa?
E chi si spaventa? Bisogna stare attenti, bisogna.
Che succede se poi ti prendono?
Proprio non vedo albicocche mature disse Lionel.
E l'albero lo vedi, no? disse Auggie.
L'albero lo vedo, d'accordo. Ma questo  tutto -
ecco, vedo un albero, grande... tutto verde. Ed 
anche molto bello, s, Auggie.
Quasi tutta la banda si trovava ormai sotto l'albero.
Ulysses seguiva a non grande distanza. Era tranquillissimo.
Non capiva un accidente, ma era sicuro che
si trattava di roba importante - qualcosa che aveva a
che fare con alberi e albicocche. I bambini stavano
studiando i rami del vecchio albicocco, verdi per le
piccole foglie giovani. Le albicocche erano tutte
molto piccole, molto verdi, e ovviamente molto dure.
Non sono ancora mature disse Alf Rife.
D'accordo ammise Auggie. Hanno bisogno di
un paio di giorni ancora. Forse sabato prossimo.
Sabato prossimo, sicuro disse Shag.
Ce ne sono un sacco, comunque disse Auggie.
Ma non possiamo tornare a mani vuote disse
Shag. Dovremmo prendercene almeno una - verde
o matura - una almeno, comunque.
D'accordo disse Auggie. Adesso la prendo.
Pronti a correr via, tutti quanti. Auggie fece un
balzo verso l'albero, salt su uno dei rami pi bassi
mentre quelli della banda, il signor Henderson e
Ulysses lo guardavano affascinati e ammirati, un po'
sorpresi. A questo punto, il signor Henderson sbuc
dalla veranda dietro casa. Tutti i bambini guizzarono
via come un banco di pesciolini spaventati.
Auggie! grid Shag Manoogian. Henderson!
Come un orangutan terrorizzato nella giungla,
Auggie balz da un ramo all'altro, poi si cal al suolo.
Stava gi correndo prima ancora che i piedi toccassero
terra, poi si accorse di Ulysses e si ferm di colpo,
gridandogli: Corri Ulysses! Corri, corri!
Ulysses, per, non accenn a muoversi. Non capiva
cosa stesse accadendo. Auggie torn al volo verso
di lui, lo sollev di peso e corse via, sotto gli occhi di
Henderson. Una volta spariti i bambini e ripristinata
la pace, il vecchio sorrise e si sofferm a guardare l'albero.
Poi si volt e rientr in casa.
...
.
...
25. Il signor Ara.
...
.
...
Uno a uno i membri della Societ Segreta August
Gottlieb fecero ritorno dalla loro fuga dal vecchio
Henderson e si riunirono di fronte al negozio del
signor Ara, in attesa dell'arrivo del capo. Finalmente il
grande condottiero apparve alla vista dei suoi devoti
seguaci mentre discendeva il vicolo tenendo per mano
Ulysses Macauley. I membri della Societ attendevano
silenziosamente, e presto il capo si un a loro. Tutti i
seguaci lo osservarono con aria interrogativa, poi
quello che rispondeva al nome di Alf Rife disse: Hai
preso un'albicocca, Auggie?
Il capo squadr quell'uomo di poca fede e disse:
Non c' bisogno che tu me lo chieda. Mi hai visto
sull'albero. Lo sai che ho preso un'albicocca.
A quel punto tutti i membri parlarono contemporaneamente.
(Tutti, a eccezione di Lionel, che in effetti
non era membro). Dissero con grande ammirazione:
Facci vedere, Auggie. Facci vedere l'albicocca.
Il piccolo Ulysses stava l e guardava, sempre all'oscuro
del senso misterioso del tutto ma certo che
invece un senso vi fosse, e che fosse pi importante di
ogni altra cosa al mondo.
Facci vedere l'albicocca che hai rubato, Auggie
ripeterono i membri della Societ. Avanti, faccela vedere.
August Gottlieb pesc con grande flemma nella
tasca della giacca per poi estrarne il pugno ben stretto,
che stese davanti a s. I seguaci gli si fecero attorno
con lo sguardo fisso al pugno. Quando tutti raggiunsero
un'espressione sufficientemente rispettosa e
tranquilla, August Gottlieb apr il pugno.
Nel palmo della mano c'era una piccola albicocca
verde delle dimensioni di un uovo di quaglia.
I seguaci del grande condottiero sorrisero a quell'oggetto
miracoloso nel palmo della sua mano, e
Lionel - il pi gentile di tutti, anche se non era un
membro effettivo della setta - sollev Ulysses, in
modo che anche lui potesse osservare quella piccola
reliquia verde. Quando vide l'albicocca, Ulysses sgusci
via, balz a terra e corse a casa: non era deluso,
non vedeva l'ora di raccontare a qualcuno l'accaduto.
Il signor Ara comparve a questo punto sull'uscio
del suo negozio, un negozio aperto sette anni prima
in quel quartiere di Ithaca, California. Era un uomo
alto e smilzo, melanconico quanto spiritoso che
indossava un grembiule bianco sul suo vestito da
lavoro. Si sofferm qualche istante sulla piccola
veranda del negozio osservando il novello messia e i
suoi discepoli e ascoltando le loro deliziate espressioni
di adorazione per la sacra immagine.
Auggie, sei tu! disse. Tu anche, Shag! Nickie!
Alfo, anche tu! Lionel, guarda guarda... ma cos',
Congresso Stati Uniti Washington? Cercate altro
posto, questo  negozio, non Congresso.
Certo, signor Ara, subito disse August Gottlieb.
Andiamo dall'altra parte della strada, dove c' quel terreno
abbandonato. Vuol per caso vedere un'albicocca?
Hai preso albicocca? disse il droghiere. Dove
hai preso albicocca?
Da albero. Vuoi vedere?
Niente albicocche adesso. Albicocche mature in due mesi. Maggio.
Questa  un'albicocca di marzo disse il capo dei
dervisci rotanti al droghiere. Apr nuovamente il
pugno, mostrando il piccolo oggetto verde. La guardi,
signor Ara disse Auggie, poi fece una pausa.
Carina, no?
D'accordo, d'accordo disse il signor Ara. Carina.
Ottima albicocca. Ora va e continua Congresso
Stati Uniti Washington altro posto. Oggi sabato.
Negozio aperto per vendite. Niente folla davanti
negozio primo mattino. Lascia lavorare. Piccolo
negozio problemi, meglio andare via.
Stia tranquillo, signor Ara, disse Auggie, non ci
piazziamo davanti al suo negozio. Adesso attraversiamo
la strada. Avanti, ragazzi, si va.
Il signor Ara rimase a guardare quella piccola
migrazione della setta di fanatici. Stava per rientrare
nel negozio, quando un bambino che gli assomigliava
ne usc e si mise accanto a lui.
Pap?
Cosa, John?
Dammi mela disse all'uomo il bambino. Parlava
tutto serio, triste quasi.
Il padre prese il figlio per mano e insieme tornarono
nel negozio, accanto alla cassa, dove stava impilata
la frutta.
Mela? disse il padre al bambino. Prese una mela
dalla pila - la pi bella di tutte - e la allung al
figlio. Bene, mela.
Il padre si sedette alla cassa, in attesa di clienti, e
intanto guardava quel figlio dall'espressione melanconica
tale e quale la sua, anche se fra i due c'erano
almeno quarant'anni di differenza. Il figlio diede un
morso gigantesco alla mela, la mastic lentamente,
poi la mand gi, ma rimase a pensarci su un po' e lo
stesso fece il padre. Sembrava che la mela non riuscisse
a far felice il bambino. La rimise gi accanto
alla cassa, di fronte al padre, poi lo guard. Si trovavano
l, a Ithaca, California, probabilmente a settemila
miglia da quella che secoli prima era stata la
loro terra. C'era in loro, in tutti e due, una grande
nostalgia, ma nessuno poteva sapere con certezza se
sarebbe stato lo stesso, a settemila miglia da l, a casa
loro. Eccoli l, padre e figlio, il padre che guardava il
figlio, la sua stessa faccia, i suoi stessi occhi, e occhi
a parte, probabilmente lo stesso carattere. Si trattava
della stessa persona, solo molto pi giovane. Il padre
prese la mela lasciata l dal bambino, le diede a sua
volta un morso gigantesco, la mastic, deglut.
Avrebbe potuto essere re Lear in persona, dall'espressione
decisa e disgustata con cui masticava
quella mela. Una mela era una cosa troppo buona
per lasciarla l e basta, per cui doveva mangiarla se
non lo faceva suo figlio, anche se le mele non erano
la sua passione n il gusto della mela gli andava a
genio. Sapeva, questo s, che proprio non era il caso
di buttar via nulla. Per cui continuava ad addentare
quella mela, a masticarla, a mandarla gi come in un
soliloquio drammatico. Alla fine, il pezzo di mela che
rimaneva era comunque eccessivo. Era inevitabile
sprecarne un po'. Con rammarico e un certo dispiacere
gett quel che ne rimaneva nel cestino della spazzatura.
A questo punto il figlio parl di nuovo. Pap?
Cosa, John?
Dammi arancia.
Il padre selezion la pi grande delle arance dalla pila
e la porse al bambino. Arancia? Va bene... arancia.
Il bimbo diede un morso alla buccia dell'arancia,
poi port a termine l'operazione di sbucciatura con le
dita, lavorando dapprima piano ma con efficienza,
poi con uno sforzo sempre maggiore, al punto che il
padre pens che sotto la buccia di quel frutto non ci
fosse solo la polpa di un'arancia, ma qualcosa che
avrebbe dato una grande gioia al suo bambino. Il
ragazzino piazz le bucce d'arancia sul bancone di
fronte all'uomo, divise in due il frutto, tolse la pellicina
a uno spicchio, poi lo mise in bocca, lo mastic e
lo mand gi. Ma anche questa volta, niente. Era
un'arancia, un'arancia di prima scelta, ma non era
sufficiente a riempirgli il cuore. Il figlio attese un
istante, poi mise nelle mani del padre il resto del frutto.
Di nuovo il padre si fece carico di quel lavoro non
portato a compimento e silenziosamente cerc di far
fuori l'arancia. Ma ben presto ne ebbe abbastanza, e
quasi met del frutto fin nel cestino.
Pap? disse il bambino dopo un istante, e ancora
una volta il padre rispose: Cosa, John?
Dammi dolcetto.
Dolcetto?... Bene, dolcetto.
Cos scelse quello che gli sembrava il migliore dei
dolci dall'apposito contenitore e lo mise nelle mani
del figlio. Il bambino ne studi attentamente l'involucro,
lo tolse, diede un bel morso a quel biscotto al
cioccolato, e di nuovo mastic e mand gi. Ma di
nuovo niente, niente da fare, era solo un dolcetto, ma
al di l di questo, niente di che, davvero. Cos, per
l'ennesima volta il figlio ritorn al padre quel pezzettino
dolce di mondo che non era bastato a riempirgli
il cuore. Pazientemente, per evitar sprechi, il padre
accett di occuparsi del dolcetto. Come le altre volte,
prov ad addentare il dolcetto, poi fin invariabilmente
per gettarlo nel cestino. Provava una sorta di
rabbia amara, e in cuor suo maledisse quella gente
distante settemila miglia da l che un tempo gli era
apparsa disumana, o per lo meno ignorante. Quei cani! disse.
Pap?
Cosa, John?
Dammi banana.
Questa volta il padre sospir, ma non perse del tutto
la speranza. Banana? Va bene... banana. Esamin il
casco di banane appeso sopra le pile di frutta e alla fine
scov quella che gli pareva la pi matura e la pi dolce
del casco. La stacc e la tese al figlio.
Poi entr nel negozio un cliente. Era un signore
che Ara non aveva mai visto. Il padrone del negozio e
il cliente si scambiarono dei saluti, poi l'uomo, che
parlava con un accento piuttosto strano, chiese:
Avrebbe dei biscotti?
Biscotti? disse il droghiere con aria compita.
Che biscotti volere?
Un altro cliente fece ingresso nel negozio. Il cliente
era Ulysses Macauley. Se ne stava da parte, ascoltava
e guardava, aspettando il proprio turno.
Avrebbe dei biscotti alle uvette? disse l'uomo al droghiere.
Biscotti con uvette? disse il droghiere. Era un
problema. Biscotti con uvette ripet, quasi sospirando.
Biscotti con uvette disse ancora una volta. Il
droghiere si guard attorno. Suo figlio intanto poggi
sul bancone la banana... nemmeno quella andava bene.
Pap?
Il padre guard il bambino, poi disse subito. Vuoi
una mela, ti do mela. Vuoi arancia, ti do arancia. Vuoi
dolcetto, ti do dolcetto. Vuoi banana, ti do banana.
Cosa vorresti, adesso?
Biscotti disse il bambino.
E che biscotti vuoi? disse il padre al bambino,
senza dimenticarsi del cliente, e in effetti, rivolgendosi
al cliente ma contemporaneamente parlando al figlio, e
a tutti quanti, tutti quelli che han qualcosa da chiedere.
Biscotti con uvette disse il bimbo.
Contenendosi a fatica, il padre rispose sospirando al
figlio, ma anzich guardare il bambino si rivolse al
cliente. Non ho biscotti, sospir, non di quel genere.
Perch vuoi quei biscotti? Ho di tutto, non quei
biscotti. Niente biscotti, capito? Che vuole, allora?
Biscotti disse pazientemente l'uomo, per un
bambino.
Ma non ne ho ripet il droghiere. Anch'io ho un
bambino piccolo. Il droghiere addit suo figlio. Gli
ho dato di tutto, mela, arancia, dolcetti, un sacco di
buone cose. Guard il cliente dritto negli occhi, e,
quasi un po' scocciato, gli chiese di nuovo: Dunque,
che vuole?
Il figlio di mio fratello disse il cliente, ha l'influenza.
Piance... vuole dei biscotti. "Biscotti alle
uvette", cos disce.
Ma ciascuno ha le sue gatte da pelare, ciascuno
deve sorbirsi il suo ritornello, per cui il figlio del droghiere
guard suo padre e disse: Pap?
Ora per il padre si rifiut di guardare il figlio.
Viceversa, si concentr su quel signore il cui nipote
era malato e desiderava dei biscotti alle uvette.
Guard l'uomo con comprensione, con simpatia,
provava un senso di rabbia un po' zotica, non nei
confronti dell'uomo quanto del mondo, ce l'aveva
con le malattie, il dolore, la solitudine, con la tendenza
dell'uomo a desiderare quel che non pu avere. Il
droghiere ce l'aveva anche con se stesso per aver
aperto quel negozio a Ithaca, California, a settemila
miglia da casa, e non aveva i biscotti alle uvette, non
aveva quel che desiderava quel bambino malato. Il
droghiere indic il figlio e parl all'uomo.
Mela, disse il droghiere, arancia, dolcetto, banana...
niente biscotti. E il mio bambino. Tre anni. Non
malato. Vuole tante cose. Non so cosa vuole davvero.
Nessuno sa cosa vuole. Vuole e basta. Guarda Dio, e
chiede - dammi quetto, dammi quelo - mai contento.
Vuole sempre. Sempre scontento. Povero Dio non
ha niente per tanta tristezza. Tutto ci d... mondo, sole,
mama, papa, fratelo, sorela, ssio, cuzino... casa, fattoria,
stoviglie, tavola, letto - povero Dio d tutto - ma nessuno
felice - tutti come bambino con influenza -
tutti mi chiedono biscotti... con uvette. Il droghiere
fece una pausa e respir a fondo. Poi disse a voce ben
alta al cliente: Niente biscotti con uvette.
Il droghiere inizi a muoversi con impazienza, con
furia e una certa pomposit. Prima prese un sacchetto
di carta e lo apr. Poi cominci a infilarci dentro
delle cose. Ecco arancia. Buonissima. Ecco mela.
Fantastica. Ecco banana. Gusto squisito. Ora, con
grande cortesia e sincera simpatia per l'uomo e suo
nipote malato gli tese il sacchetto. Prendi per piccolo bimbo. Non paghi. Non voglio soldi. Poi, con
grande dolcezza, ripet: Niente biscotti con uvette.
Piance disse l'uomo. Se sente male. Disce,
"Biscotti, uvette". Grazie mille, avimmo gi date a
baby mela, arancia, atre gose. L'uomo rimise il sacchetto
sul bancone Baby malate disce "Datemi
biscotti alle uvette". Mela, arangie no buone. Scuse,
provo cambio negozie. Forse loro anne biscotti alle
uvette.
D'accordo, amico sospir il droghiere. Cambia
pure negozio - neanche altri hanno biscotti con
uvette. Nessuno ha.
Quasi vergognandosi lo straniero lasci il negozio.
Per un minuto intero il droghiere rimase accanto alla
cassa guardando il figlio. Improvvisamente riprese a
parlare, ma nella sua lingua, in armeno.
Il mondo non va affatto bene disse. In Russia,
cos vicino alla nostra nazione, alla nostra piccola e
splendida nazione, milioni di persone, milioni di
bambini ogni giorno patiscono la fame. Hanno freddo,
girano scalzi, girano a casaccio, non hanno un
posto dove dormire, pregano per un tozzo di pane
secco... un posto dove sdraiarsi a riposare, dove trascorrere
una notte dormendo in pace. E noi, che facciamo?
Che facciamo? Qui siamo a Ithaca, California,
in un grande paese, l'America. Che facciamo, eh?
Indossiamo bei vestiti. Ogni mattina ci svegliamo e
calziamo ottime scarpe. Giriamo per le strade senza il
minimo rischio che arrivi qualcuno con un'arma o
che entri in casa nostra e che uccida i nostri bambini,
i nostri fratelli o i nostri padri. Facciamo dei bei giri
in automobile. Mangiamo cibo di prima scelta. Ogni
notte, quando andiamo a letto, dormiamo e... con
tutto questo, come stiamo? Siamo scontenti. Siamo
comunque scontenti. Il droghiere proclam questa
sorprendente verit al figlioletto con grande amore
nei suoi confronti. Una mela, disse, un'arancia, un
dolcetto, una banana, per amore del cielo, piccolo
mio, non farmi questo! Sei mio figlio, sei di certo
migliore di me, quindi non fare queste cose! Sii contento!
Sii contento! Io sono infelice, ma tu devi essere
contento! Addit la porta posteriore del negozio
che conduceva in casa, e obbedientemente, con il
musetto tutto compito, il bimbo lasci il negozio ed entr in casa.
Il droghiere si ricompose un istante. Quando ritenne
di aver riconquistato una calma sufficiente, rivolse
la parola al cliente rimasto nel negozio, Ulysses
Macauley. Si volt verso il bambino e cerc di essere
dolce. Gli sorrise. Cosa desideri, piccolo bambino
Ulysses?
Porridge.
Che tipo porridge vuoi?
H-O.
Due tipi H-O, piccolo bambino Ulysses. Tipo
standard, tipo cottura veloce. Due tipi. Lento, veloce.
Vecchio, nuovo. Che tipo mamma vuole, piccolo
bambino Ulysses?
Ulysses ci pens su un momento e poi disse: H-O.
Vecchio tipo o nuovo tipo?
Ma il bambino non sapeva, cos il droghiere decise
per lui. D'accordo, tipo nuovo, moderno. Diciotto
cent, per favore, piccolo bambino Ulysses.
Ulysses apr il pugno e tese il braccio verso il droghiere,
che prese il quarto di dollaro dalla mano del
bambino. Il droghiere cont il resto e lo tese a Ulysses,
dicendo: Diciotto cent, diciannove, venti e un
cinquino, fanno venticinque. Grazie, piccolo bambino Ulysses.
Grazie a lei, signor Ara disse Ulysses. Prese la
confezione di porridge e si avvi fuori dal negozio.
Era molto difficile capirci qualcosa. Prima si parlava
di albicocche su un albero, poi di biscotti con le uvette,
e infine il droghiere aveva parlato a suo figlio in
una strana lingua... comunque, era interessante. Per
strada il bambinetto saltell facendo toccare i tacchi
in volo, come faceva sempre quand'era contento, e corse verso casa.
...
.
...
26. La signora Macauley.
...
.
...
La signora Macauley aveva apparecchiato per uno sul
tavolo di cucina. Aspettava che suo figlio Homer
scendesse a far colazione. Stava appoggiando la tazza
d'avena, quando entr in cucina. Le bast un rapido
sguardo per capire che sentiva ancora l'effetto dello
strano sogno di quella notte. Anche se probabilmente
non ricordava neppure di aver pianto nel sonno,
appariva profondamente provato, com' provato un
uomo dopo un grande dolore. Persino la sua voce
suonava pi profonda e sottile.
Non avrei voluto alzarmi cos tardi, disse, sono
quasi le nove e mezza. Cos' successo alla sveglia?
Stai lavorando tanto, rispose la signora Macauley,
ti devi anche riposare.
Non sto lavorando cos tanto. Poi, domani  domenica.
Recit la preghiera del mattino, dilungandosi
quasi il doppio del solito. Prese il cucchiaio:
sembrava sul punto di mangiare quando si fiss sul
cucchiaio in modo strano. Guard sua madre che
sfaccendava davanti al lavandino. Mamma?
S, Homer?
Ieri sera non sono venuto a parlare con te, proprio
come dicevi tu. Non potevo parlare. Di colpo ieri sera,
sulla strada di casa, sono scoppiato a piangere. Sai
bene che non piangevo mai, da piccolo, o quando
avevo problemi a scuola. Mi vergognavo di piangere.
Persino Ulysses non piange mai. Ma ieri sera non ho
potuto farne a meno, e non ricordo se mi sono vergognato.
Ma direi di no. Non sono nemmeno riuscito a
venire subito a casa. Ho pedalato fino a Ithaca Wine,
poi ho attraversato la citt fino al Liceo. Sulla strada
ho superato una casa dove all'inizio della serata stavano
dando una festa - la casa era buia. Io ho portato
un telegramma a quelle persone. Puoi immaginare il
tipo di telegramma. Sono tornato in centro, giravo per
le strade con gli occhi spalancati, guardando le case, i
luoghi cos familiari, tutti pieni di gente. Ho visto
finalmente Ithaca, la gente che ci vive. Ho provato
compassione, ho pregato che non accadesse nulla di
male. Solo allora ho smesso di piangere. Pensavo che
un ragazzo non dovrebbe piangere pi, una volta cresciuto,
mentre sembra quasi che sia proprio quello il
momento di cominciare, perch  allora che apre gli
occhi. Tacque. Quando riprese a parlare, la sua voce
era ancora pi cupa. Si trova davanti soltanto dolore
e tristezza. Si aspettava che sua madre dicesse qualcosa,
ma lei continuava a lavorare in silenzio. Sai
dirmi perch? le chiese.
La signora Macauley cominci a parlare senza voltarsi.
Lo capirai da solo. Nessuno te lo pu dire.
Ogni uomo lo capisce per se stesso, ciascuno a suo
modo, perch ogni uomo  il mondo.
Perch ho pianto, perch quando ho smesso di
piangere non riuscivo a parlare? Perch non trovavo
nulla da dire - a nessuno? A te, o a me?
Piet - credo che fosse la piet a farti piangere.
Un uomo che non prova piet non  veramente un
uomo. Un uomo che non piange di fronte al dolore
del mondo  un uomo per modo di dire. Nel mondo
ci sar sempre dolore. Questo non significa che si
debba perdere la speranza. Un uomo vero si sforzer
di eliminare il dolore dal mondo. Un uomo meschino
non lo vedr nemmeno, tranne che in se stesso. E un
uomo malvagio, per sua disgrazia, porter al mondo
altro dolore, seminandolo dovunque andr. Ma non 
colpa di nessuno, mi sa, perch nessuno ha chiesto di
venire al mondo. Un uomo non arriva dal nulla,
nuovo di zecca. Ciascuno  segnato dalla sua origine
e dall'esperienza. Escludo che i malvagi agiscano di
proposito. Sono stati sfortunati, ecco tutto. Finisci la
tua colazione da ragazzo sensibile che sei.
Adesso s che riusciva a mangiare.
...
.
...
27. Lionel.
...
.
...
Ulysses Macauley e il suo migliore amico Lionel
Cabot - il grande Lionel - entrarono nella cucina
dei Macauley. Nessun dubbio su questa amicizia,
anche se Lionel aveva sei anni buoni pi di Ulysses.
Procedettero insieme e si fermarono insieme, come
solo i migliori amici sanno fare, con naturalezza e
senza quasi bisogno di parlare.
Signora Macauley disse Lionel. Sono venuto a
chiederle il permesso - Ulysses pu venire con me in
biblioteca? Devo restituire un libro per conto di mia
sorella Lilian.
Va bene, Lionel rispose la signora Macauley.
Ma perch non sei con i tuoi amici - Auggie, Alf,
Shag e gli altri ragazzi?
Loro... cominci Lionel, per poi fermarsi imbarazzato.
Riprese dopo un attimo. Loro mi hanno
scacciato. Non mi vogliono perch sono scemo.
Niente affatto, Lionel disse la signora Macauley.
Sei il ragazzo pi simpatico del vicinato. Ma non te
la prendere con gli altri, sono ragazzi simpatici anche loro.
Non me la prendo rispose Lionel. Vado d'accordo
con tutti. Ma basta che faccia il minimo errore
in un gioco, che mi cacciano via. Mi insultano,
persino. Un piccolo errore, ed  finita. "Basta cos,
Lionel" dicono. E io capisco che me ne devo andare.
A volte non riesco a resistere pi di cinque minuti. A
volte sbaglio ancora prima di cominciare. E loro:
"Basta cos, Lionel". Non so nemmeno dove ho sbagliato.
Cosa vogliono che faccia? Mi basterebbe
saperlo, ma nessuno me lo vuole dire. Ogni sabato la
stessa storia. Soltanto Ulysses resta con me. E l'unico
compagno che ho. Ma se ne dovranno pentire. Il
giorno che verranno a chiedermi aiuto - ebbene,
signora Macauley, io li aiuter, e loro si pentiranno di
avermi cacciato sempre via. Posso avere un sorso d'acqua?
Certo, Lionel. La signora Macauley gli riemp un
bicchiere d'acqua, che lui bevve d'un fiato, facendo
quel suono che si fa da bambini, quando l'acqua 
ancora la bevanda pi buona del mondo.
Vuoi anche tu un bicchiere d'acqua, Ulysses?
chiese Lionel.
Ulysses fece capire con un cenno della testa che
voleva un bicchiere d'acqua anche lui. Dopo che
Ulysses si fu scolato la sua acqua, Lionel disse: Bene,
 ora di andare in biblioteca, signora Macauley. I
due amici si avviarono.
Quando se ne furono andati, Homer chiese: Marcus
era come Ulysses, da piccolo?
Cosa vuoi dire?
Sai com' Ulysses - curioso di tutto, sempre interessato.
Non parla molto, ma  pronto a emozionarsi
per ogni cosa. Ama tutti e tutti lo amano. Non conosce
molte parole. Non sa leggere, ma quasi sempre
riesci a capirlo al primo sguardo. Capisci quello che ti
vuole dire anche se non dice una parola. Era cos
anche Marcus?
Be', Marcus e Ulysses sono fratelli, quindi  naturale
che si assomiglino, ma non sono proprio uguali.
Ulysses diventer un grand'uomo un giorno, vero?
Forse non agli occhi del mondo, ma sar qualcuno,
certo, perch  qualcuno anche ora.
Anche Marcus era qualcuno da piccolo, vero?
Avete molte cose in comune, questo s, ma non
troppe. Marcus non era incontenibile come voi. Era
timido, preferiva stare da solo piuttosto che uscire
incontro alla gente, come Ulysses. Marcus preferiva
leggere, ascoltare la musica, starsene tranquillo o fare
lunghe passeggiate.
Non si pu negare che Marcus piaccia a Ulysses.
Chiunque piace a Ulysses rispose la signora
Macauley. Chiunque al mondo.
Certo, disse Homer, ma ha una speciale predilezione
per Marcus, e io so anche il perch, perch
Marcus  ancora un bambino, nonostante sia nell'esercito.
Credo che un bambino cerchi un suo simile
in tutti quelli che incontra. E se trova un bambino in
un adulto, credo che lo preferisca a chiunque altro.
Vorrei poter essere adulto come Ulysses  bambino.
Credo che sia la persona che pi ammiro al mondo.
Ti ha raccontato quello che gli  successo ieri?
Non ha detto una parola. Si  seduto, ha ascoltato
la musica, poi abbiamo cenato. Quando l'ho messo
a letto, ha detto "Il grande Chris". Nient'altro. Poi si 
addormentato. Non avevo idea di chi fosse "Il grande
Chris" prima che Auggie me lo spiegasse.
A chi somiglia pi di tutti, Ulysses?
A suo padre.
Conoscevi pap, quando era piccolo?
Mio Dio, no! rispose la signora Macauley. Come
avrei potuto? Tuo padre aveva sette anni pi di
me. Ulysses assomiglia a come tuo padre  stato per
tutta la vita. Oh, sono stata fortunata, grazie a Dio. I
miei figli sono esseri umani, oltre che bambini.
Avrebbero potuto essere soltanto bambini, e allora
non avrei avuto cos fortuna. Cos'hai alla gamba?
Niente, rispose Homer, ho preso una piccola
storta. Vado all'ufficio del telegrafo.
Homer se ne and. Sua madre lo sent far rimbalzare
diverse volte la bicicletta per controllare che le
gomme non fossero sgonfie, poi lo vide pedalare
intorno alla casa diretto in citt.
...
.
...
28. In biblioteca.
...
.
...
I buoni amici Lionel e Ulysses camminavano alla
volta della biblioteca, quando dalla Prima Chiesa
Presbiteriana di Ithaca sbuc un corteo funebre.
Trasportavano una bara piuttosto modesta fino a una
vecchia Packard. Dietro la bara, solo poche persone.
Vieni, Ulysses, disse Lionel, un funerale!
Superarono un isolato di corsa, tenendosi per mano;
ben presto furono in prima linea.
Quella  la bara sussurr Lionel. Dentro c' un
morto. Mi piacerebbe sapere chi . Guarda i fiori. Si
portano i fiori, quando muore qualcuno. Vedi che
piangono? Sono le persone che conoscevano il morto.
Lionel si rivolse a un uomo meno assorto degli altri.
Si era appena soffiato il naso e asciugato gli occhi.
Chi  morto? chiese Lionel.
Il povero Johnny Merryweather, il gobbo rispose
l'uomo.
Lionel riferiva a Ulysses. Il povero Johnny
Merryweather, il gobbo.
Settant'anni prosegu l'uomo.
Settant'anni ripet Lionel a Ulysses.
Vendeva pop-corn sull'angolo tra Mariposa e
Broadway da trent'anni.
Vendeva pop-corn sull'angolo... Lionel si interruppe
di colpo e guard l'uomo. Per poco non urlava.
Vuole dire l'uomo dei pop-corn?
S, Johnny Merryweather, che riposi in pace.
Ma lo conoscevo! esclam Lionel. Ho comprato
pop-corn da lui tante volte!  morto?
S, non ha sofferto. Nel sonno. Andato al Creatore.
Conoscevo Johnny Merryweather! ripeteva
Lionel, con il pianto in gola. Non sapevo che si chiamasse
Johnny Merryweather, ma lo conoscevo.
Lionel circond Ulysses con il braccio. E Johnny
gemette. Johnny Merryweather. Uno dei miei migliori
amici, andato al Creatore.
Il carro funebre era partito, e ben presto di fronte
alla chiesa restarono soltanto Lionel e Ulysses. Per
Lionel non era facile lasciare il luogo dove aveva
appreso che il morto era una persona conosciuta,
anche se non aveva mai saputo che si chiamasse
Johnny Merryweather. Alla fine decise che non era il
caso di restare davanti alla chiesa per sempre, pur
avendo comprato tante volte i pop-corn da Johnny
Merryweather - e cos, pensando ai pop-corn, quasi
con il loro sapore in bocca, prosegu con Ulysses
lungo la strada.
Entrando in biblioteca, i due bambini trovarono
un'atmosfera di silenzio profondo e solenne, come se
il funerale fosse ancora in corso. C'erano vecchi che
leggevano il giornale. Pensatori del posto chini sui
loro libroni. Studenti alle prese con le loro ricerche.
Tutti in silenzio, ansiosi di sapere, davanti ai libri. In
piena concentrazione. Lionel non si limitava a sussurrare,
camminava in punta di piedi. Lo faceva per
rispetto dei libri, pi che dei lettori. Ulysses lo seguiva,
anche lui in punta di piedi, ed esploravano la
biblioteca, ciascuno a caccia dei suoi tesori, Lionel -
libri - Ulysses - gente. Lionel non li leggeva, i libri,
e non era venuto in biblioteca per prenderne uno in
prestito. Si accontentava di ammirarli, migliaia e
migliaia di libri. Indicava al suo amico un'intera fila di
scaffali mormorando: Guarda questi... e questi. E
questi. Qui ce n' uno rosso. Quanti. L ce n' uno
verde. Guarda quanti.
Alla fine la signora Gallagher, la vecchia bibliotecaria,
fece caso ai bambini e si diresse verso di loro. E
non sussurr affatto. Parl a voce alta e chiara, come
se non fosse affatto in una biblioteca, tanto che
Lionel ne fu quasi spaventato e pi di un lettore alz
gli occhi dal libro.
State cercando qualcosa, ragazzi? chiese la
signora Gallagher.
Libri sussurr Lionel pianissisimo.
Che genere di libri?
Tutti.
Tutti? Cosa vorresti dire? Non si possono prendere
in prestito pi di quattro libri per tessera.
Ma io non voglio prenderne in prestito nessuno.
Si pu sapere cosa vorresti farci, allora?
Voglio soltanto guardarli.
Guardarli? Non serve a questo, una biblioteca
pubblica. Puoi guardare dentro ai libri, puoi guardare
le figure, vuoi dirmi perch mai vorresti guardarli
dal di fuori?
Perch mi piace sussurr Lionel. Non si pu?
Effettivamente non ci sono regole che lo vietano
ammise la bibliotecaria.
Guard Ulysses. E questo chi ?
Ulysses. Non sa leggere.
E tu saresti capace di leggere?
No, ma lui nemmeno.  per questo che siamo
amici. E l'unica persona che conosco che non sa leggere,
oltre me.
La vecchia bibliotecaria osserv i due amici. Una
situazione veramente inedita, in tanti anni d'esperienza
alla biblioteca pubblica. D'accordo, concluse,
forse non cambia molto, se non sapete leggere. Io so
leggere. Non faccio che leggere libri da sessant'anni,
chiss se ha fatto davvero molta differenza. Andate
pure a guardarvi tutti i libri che volete.
Grazie, signora disse Lionel.
I due amici si spinsero ancora pi a fondo nel regno
dell'avventura e del mistero. Lionel continu ad additare
libri a Ulysses. Guarda questi... e quelli. E questi.
Tutti libri, Ulysses. Si ferm sovrappensiero.
Chiss cosa dicono, in tutti questi libri. Indic una
zona densa di libri, cinque interi scaffali. Prendi questi.
Cosa dicono, mi domando. Ne scov uno verdissimo,
come erba fresca. Guarda questo. Questo 
veramente carino, Ulysses.
Intimorito da quello che stava facendo, Lionel
prese il libro dallo scaffale, lo tenne un momento in
mano, e lo apr. Qui, Ulysses! Il libro! Ecco! Lo
vedi? Dicono qualcosa, qui dentro! Punt il dito
sulla pagina stampata. C' una A'. S, questa  proprio
una A'. C' un'altra lettera di qualche tipo, non
so bene quale. Ogni lettera  diversa dall'altra, ogni
parola  diversa dall'altra. Si guard intorno sospirando.
Non credo che imparer mai a leggere, ma di
sicuro mi piacerebbe sapere cosa dicono. Guarda,
una figura, la figura di una ragazza. La vedi?
Continu a voltare le pagine e disse: Lettere su lettere,
una parola dopo l'altra, e cos fino alla fine del
libro. Questa  una biblioteca pubblica, Ulysses.
Libri da tutte le parti. Diede un ultimo sguardo di
ammirato rispetto alle parole impresse sulla pagina,
mormorando tra s, come se stesse tentando di leggere.
Scosse la testa. Non puoi capire cosa c' scritto
se non sai leggere, Ulysses, e io non so leggere.
Chiuse lentamente il libro, lo rimise al suo posto,
poi i due amici uscirono dalla biblioteca in punta di
piedi. Appena fuori, Ulysses fece un salto di gioia.
Aveva imparato qualcosa di nuovo.
...
.
...
29. Al Club delle Conferenze.
...
.
...
Homer Macauley smont dalla bicicletta di fronte
all'edificio bianco del Club delle Conferenze di
Ithaca, un incrocio architettonico tra una casa coloniale
e una chiesa del New England. Erano le due e
mezza, stava per iniziare la conferenza del sabato
pomeriggio. Numerose signore di mezza et, per lo
pi madri di famiglia, stavano varcando allegramente
il portone. Il messaggero prese il telegramma dal cappello
e lo esamin. Il telegramma era indirizzato a
Rosalie Simms-Peabody, Club delle Conferenze, Ithaca, California. S.P.M.
Quando il messaggero raggiunse la sala, il Presidente
del Club, una signora rotondetta sui cinquanta,
stava presentando il personaggio del giorno, che non
si vedeva da nessuna parte. Il presidente batt con
forza sul tavolo un piccolo schiaccianoci, e il pubblico si zitt.
Ho un telegramma per Rosalie Simms-Peabody
sussurr Homer a una signora. Deve essere consegnato
a lei personalmente.
Rosalie Simms-Pibity lo corresse la signora. S,
Rosalie Simms-Pibity sta aspettando un telegramma.
Glielo devi consegnare quando salir sul palco.
E quando accadr?
Tra un momento. Siediti e aspetta. Quando arriva
Rosalie Simms-Pibity corri sul palco e dici ad alta
voce: "Telegramma per Rosalie Simms-Pibity!" Non
Peabody, mi raccomando.
S, signora. Homer si sedette e la signora sgattaiol
via, con il sorriso soddisfatto di chi ha fatto
bene la sua parte.
Socie del Club delle Conferenze stava dicendo il
Presidente. Questo pomeriggio abbiamo in serbo
qualcosa di veramente speciale. Interverr Rosalie
Simms-Pibity.
Il Presidente fece una pausa per dare spazio all'applauso
di prammatica. Dopo l'applauso, continu:
Non ho bisogno di dirvi chi  Rosalie Simms-Pibity.
Gode di fama internazionale. Una grande donna del
nostro tempo. Conosciamo tutti il suo nome e la sua
notoriet. Ma, mi chiedo, sappiamo veramente il perch?
Il Presidente aveva la risposta a questa domanda.
Ho paura di no. La storia di Rosalie Simms-Pibity
prosegu, come se stesse raccontando una storia
di rilievo non inferiore all'Odissea, ha un significato
particolare per noi donne. Simms-Pibity - perch
cos preferisce essere chiamata - ha vissuto una
vita romantica, traboccante di avventura, rischio e
bellezza, e ancora oggi  ben di pi di una piacevole
e affascinante donna inglese - una donna dura come
l'acciaio e pi forte della maggior parte degli uomini.
Ci sono pochi uomini che hanno vissuto una vita
avventurosa come quella di Simms-Pibity.
A questo punto nella sua voce si insinu una nota
di tristezza. Per noi casalinghe, madri, sostegno per
cos dire, della famiglia, la vita di Simms-Pibity non 
altro che un sogno - il nostro sogno - il sogno
inappagato di tutte noi che badiamo ai bambini e alle
faccende di casa. La sua  la bella vita che sarebbe
piaciuto vivere a ciascuna di noi, se ne avessimo avuto
il coraggio, ma il destino non ci ha riservato simili
avventure, e al mondo di Simms-Pibity ce n' soltanto
una. Soltanto una!
Il Presidente si ferm a osservare le facce delle sue
vecchie amiche del pubblico. Che cosa ha reso
Simms-Pibity continu, una donna cos straordinaria?
L'elenco delle sue avventure  sconvolgente, io
l'ho letto, si fa fatica a credere che una donna possa
averne passate tante ed essere ancora viva, ma lei 
viva, ed  qui. Simms-Pibity vi parler con il suo linguaggio
diretto - un linguaggio che potrebbe anche
essere scioccante, per qualcuna di noi. Ma prima consentitemi
qualche cenno sulle sue avventure - soltanto
qualche cenno - una rassegna completa porterebbe
via troppo tempo, perch ogni giorno c' una
nuova avventura per Simms-Pibity. Nascono avventure
dovunque vada, e possiamo star certi che prima di
lasciare questa cittadina sconosciuta, Ithaca, avr scoperto
cose che noi neppure sospettiamo.
Dal 1915 al 1917 Simms-Pibity ha guidato un'ambulanza
al fronte, nella grande guerra. Tra il 1917 e il
1918 ha girato il mondo con un'amica - su mercantili,
navi bestiame, attraversando luoghi insoliti,
vivendo a volte persino nelle capanne degli indigeni.
Ha visitato ventisette paesi.  stata catturata dalla
Grande Armata in Cina mentre tentava di penetrare
nell'interno con una canoa e una portantina da
Canton a Hankow. Il Presidente indugi un momento
su queste parole magiche e torn a pronunciarle.
Canton e Hankow. Simms-Pibity riusc a
sfuggire ai suoi carcerieri attraversando le cascate del
fiume Sian nella stagione delle piogge, quando
nessun'altra imbarcazione avrebbe osato affrontare quelle
acque pericolose.
Nel 1919 ha attraversato il Nord Africa, dal
Marocco all'Abissinia. Nel 1920  stata assoldata dai
servizi segreti siriani. A Damasco ha incontrato il re
Feisal, che le ha dato il suo appoggio nell'esplorazione
di Kufara, mai visitata prima dagli occidentali, capitale
sacra e segreta della setta dei Senussi, nel cuore del
deserto libico. Simms-Pibity ha percorso migliaia di
miglia a dorso di cammello, travestita da Egiziana, in
compagnia di rudi uomini del posto, che non parlavano
una parola di inglese. Il Presidente del Club delle
Conferenze di Ithaca, dopo quest'ultima notazione,
cerc con gli occhi due sue amiche molto intime.
Homer Macauley si chiese cosa volesse dire quello
sguardo, e quanto sarebbe andata ancora avanti a parlare
di quella persona incredibile e meravigliosa.
Nel 1923 prosegu la relatrice, Simms-Pibity ha
risalito per quindici giorni il Mar Rosso su un bastimento
da venti tonnellate, con equipaggio arabo, per
approdare clandestinamente al porto di Jeisan.
Questa volta era travestita da donna araba. Nel 1925
ha conquistato la vetta dell'Atlante, in Marocco. Nel
1926 ha percorso mille miglia a piedi attraverso
l'Abissinia - probabilmente un record mondiale. A
questo punto, con gesto di profonda autocritica, il
Presidente del Club disse: Quando saremo in grado,
mi domando, di compiere con gusto un percorso
anche minimo, come quello tra Gottschalk e Roeding
Park? Sospir. Infine, non sapendo bene come
rispondere a questa domanda, azzard: Potrebbe
farci bene. Torn al suo compito di introdurre la
protagonista del giorno, consultando gli appunti che
teneva in mano.
Nel 1928 Simms-Pibity ha collaborato per un quotidiano
di Londra come corrispondente dai Balcani,
cambiando travestimento a seconda dei casi.
Cominciando ad annoiarsi, piuttosto impaziente e
ansioso di tornare all'ufficio del telegrafo e al suo
lavoro, Homer si chiedeva: Perch non fa altro che
travestirsi?
Nel 1930, Simms-Pibity ha fatto un fantastico
viaggio in Turchia, dove ha incontrato Mustapha
Kemal. In quest'occasione era travestita da giovane
contadina turca. Ha attraversato tutto il Medio
Oriente, novemila miglia a cavallo. In Azerbajan ha
assistito agli scontri tra l'Armata Rossa e i contadini
del Caucaso. Nel 1931 viaggiava in Sud America,
esplorava la giungla con gli indigeni come unici compagni;
uno di questi si chiamava Max, a quanto ho
capito dalla stessa Simms-Pibity. Ma le avventure di
Simms-Pibity sono infinite, ed  lei, non me, che
avete voglia di ascoltare. Tanta modestia strapp
una risatina nervosa al Presidente del Club, seguita
dalla risata, divertita ma calorosa, delle sue amiche.
Quando si ristabil il silenzio tra il pubblico, il
Presidente annunci con voce ferma e solenne: Ho
il grande onore, in qualit di Presidente del Club
delle Conferenze di Ithaca, di presentarvi... Rosalie
Simms-Pibity!
L'applauso scrosci immediato. Il Presidente si
volt verso le quinte per dare il benvenuto all'ospite
illustre, ma lei non era l. Il pubblico, approfittando
del ritardo, intensific il suo applauso, e dopo due
minuti buoni di energico battimani - le mani avevano
cominciato a far male, come un buon numero di
donne dovette riconoscere - la gran donna fece la
sua comparsa.
Homer si aspettava di vedere una donna diversa da
tutte le altre. Difficile immaginare che aspetto avrebbe
avuto, ma certamente interessante - ed era proprio
cos. Rosalie Simms-Pibity era una vecchia signora,
con la faccia da cavallo, avvizzita, alta, magrissima
e completamente asessuata. Poich era venuto il
momento di consegnare il telegramma, Homer si alz
in piedi; forse fu l'emozione, ma non si precipit verso
il palco come gli era stato detto di fare.
Immediatamente accorse tutta agitata la signora
simpatica che gli aveva dato le istruzioni. Lo spinse
nel corridoio centrale, e bisbigli, facendosi sentire
da tutti: Adesso! Consegna il telegramma!
Sul palco l'illustre signora non dava segno di accorgersi
del trambusto. Signore esord. Socie del Club
delle Conferenze di Ithaca... La sua voce corrispondeva
perfettamente al suo aspetto. Alta e stridula.
Homer si affrett verso il palco e disse a gran voce:
Telegramma per Rosalie Simms-Pibity!
La gran donna si interruppe, voltandosi verso il
messaggero come se il suo arrivo fosse assolutamente
imprevisto. Qui, ragazzo disse. Sono io, Simms-
Pibity! Torn a rivolgersi al pubblico, dicendo:
Scusatemi, signore. Firm la ricevuta, prese il telegramma
e porse una monetina al portalettere.
Questa  per te, figliolo.
Fu penoso per Homer, ma era tutto talmente assurdo
e ridicolo che non rifiut. Prese la monetina, gli
cadde di mano, la raccolse e si allontan imbarazzatissimo
dal palco, mentre la donna riprendeva il suo
discorso.
Allora, nel 1939, diceva, appena prima che
scoppiasse la guerra, mi trovavo in Baviera in missione
segreta, travestita da pastora alsaziana.
Per strada, appoggiato al marciapiede, Homer vide
Henry Wilkinson: aveva perso entrambe le gambe da
giovane, in un incidente ferroviario. Trent'anni dopo
si ritrovava con un cappello pieno di matite in grembo.
Homer non lo conosceva di nome, ma lo incontrava
da sempre. Per una ragione o per l'altra, non gli
era mai capitato di comprare una matita o di lasciar
cadere una moneta nel cappello. Quindi, vedendolo,
Homer mise la monetina nel suo cappello e vol sulla bicicletta.
...
.
...
30. Bethel, albergo a ore.
...
.
...
Mezz'ora dopo il messaggero smont dalla bicicletta
sulla porta dell'Hotel Bethel e affront la ripida
rampa di scale. Non c'era portineria, soltanto un bancone
in un angolo dell'atrio spazioso. Avevano sistemato
sul bancone un campanello solitario, e un cartellino
sul muro sopra il campanello con scritto Suonare.
Il messaggero si guard intorno, notando le
numerose porte chiuse del piccolo albergo. Poi
guard il telegramma, indirizzato a Dolly Hawthorne.
In una delle camere avevano acceso il grammofono, si
sentivano due ragazze e due uomini ridere e parlare.
Subito dopo usc da una stanza un uomo sui quarantanni,
si ferm sulla porta a parlare con una signora
di cui si vedeva soltanto la testa. Poi la porta si chiuse
in fretta e l'uomo scese le scale. Homer premette il
campanello sul banco. Torn ad aprirsi la porta che si
era appena chiusa, e la ragazza grid: Arrivo.
Quando apparve la ragazza, il messaggero fu colpito
da quanto fosse giovane e bella. E non molto diversa da Mary o Bess.
Telegramma per Dolly Hawthorne disse Homer.
 appena uscita. Posso ritirarlo io?
S, signora. La ragazza firm la ricevuta e guard Homer, incuriosita.
Puoi aspettare un attimo? Corse in un'altra stanza.
Mentre era via, un uomo sal dalle scale e si ferm
accanto al bancone. Homer e l'uomo non smettevano
di guardarsi. Quando la ragazza fu di ritorno e vide
l'uomo, prese Homer per mano e lo port nella camera
da cui era emersa la prima volta. C'era uno strano
odore, che Homer non aveva mai sentito prima.
La ragazza porse al messaggero una lettera. Mi
potresti spedire questa lettera? Lo guard diritto
negli occhi.  molto importante, per mia sorella.
Portala all'ufficio postale - posta aerea, raccomandata
espresso. Ci sono dei soldi, dentro. Non ho i
francobolli. La ragazza lasci a Homer il tempo di
capire quanto fosse importante che lui spedisse la lettera
secondo le istruzioni. Farai questo per me?
Per qualche misteriosa ragione il messaggero si
sent poco bene. Lo stesso tipo di malessere provato
a casa della signora messicana che aveva perso il figlio in guerra.
D'accordo, signora rispose Homer. Porter la lettera all'ufficio postale - posta aerea, raccomandata espresso.
Eccoti un dollaro. Nascondi la lettera nel cappello.Non farla vedere a nessuno. Non parlarne con nessuno.
S, signora. Non lo dir a nessuno. Si mise la lettera
nel cappello. Vado subito all'ufficio postale. Poi le porto il resto.
No, non tornare. Forza, adesso! E ricordati: che non lo sappia nessuno.
Non succeder promise Homer, e se ne and.
Arriv ai gradini proprio quando la ragazza raggiunse
l'uomo al bancone. Sul primo pianerottolo Homer
si trov faccia a faccia con un'enorme donnone, tutto
in ghingheri, sui cinquanta o cinquantacinque anni.
Vedendo Homer, la donna si ferm e sorrise.
Un telegramma per me? chiese. Dolly Hawthorne?
S, signora, rispose Homer, l'ho lasciato di sopra.
Bravo ragazzo comment Dolly Hawthorne.
Guard Homer e disse: Tu sei nuovo, vero? Oh, vi
conosco tutti. Siete tutti carini e gentili, sia quelli del
telegrafo, che quelli della Western Union. Tutti i
ragazzi si comportano bene con me, e io mi comporto
bene con loro. Dolly Hawthorne apr una borsetta
lussuosa e tir fuori numerosi biglietti da visita.
Ecco qui disse. Ne allung una ventina a Homer.
Tu porti telegrammi dappertutto. Bar, posti del
genere - ecco, devi semplicemente lasciare un
biglietto sul banco prima di andartene. Lasciali dove
passa gente in viaggio - soldati o marinai che possono
aver bisogno di una camera per la notte. Con questa
terribile guerra in corso, dobbiamo cercare di
tenere allegri i ragazzi finch sono qui. Nessuno sa
meglio di me quanto possa sentirsi solo un soldato,
nell'incertezza del futuro, senza sapere nemmeno se l'indomani sar vivo o morto.
Va bene, signora rispose Homer. Scese le scale verso la strada, mentre Dolly Hawthorne saliva all'albergo a ore.
...
.
...
31. Il signor Mechano.
...
.
...
Dopo l'avventura alla biblioteca, Lionel e Ulysses
proseguirono con le loro esplorazioni. Al tramonto si
trovavano in mezzo a una piccola folla di sfaccendati
e passanti, a guardare un uomo nella vetrina di una
farmacia malandata. L'uomo si muoveva come una
macchina. Era un essere vivente; eppure sembrava
fatto di cera, invece che di carne. Pi che a una persona
viva, faceva pensare a un cadavere, rigido e
senza sepoltura, ma ancora in grado di muoversi.
L'uomo era quanto di pi inverosimile Ulysses avesse
visto in tutti i suoi quattro anni di vita. Gli occhi
spenti. Le labbra strette come se non avessero mai dovuto aprirsi.
L'uomo era stato ingaggiato per la pubblicit del
Tonico del dott. Bradford. Si muoveva tra due pannelli.
Il primo pannello sosteneva un'insegna con
scritto: Il signor Mechano - L'uomo macchina -
Met macchina, met uomo. Pi morto che vivo.
Cinquanta dollari a chi riesce a farlo sorridere.
Cinquecento dollari a chi riesce a farlo ridere. Sull'altro
pannello il signor Mechano attaccava dei cartoncini
prelevati con gesto perfettamente meccanico
dal tavolino di fronte. Su questi cartoncini vari messaggi
invitavano la gente a prendere la medicina brevettata
dal dott. Bradford, per acquistare pi vitalit.
Ogni volta che attaccava un cartoncino al pannello, il
signor Mechano indicava le parole del messaggio a
una a una. Dopo aver attaccato tutti e dieci i cartoncini,
li toglieva, li rimetteva sul tavolino, e ricominciava da capo.
 un uomo osserv Lionel. Lo vedo. Non  una
macchina, Ulysses. E un uomo! Vedi gli occhi?  vivo. Lo vedi?
Il cartoncino che il signor Mechano aveva appena
attaccato al pannello diceva: Non trascinarti a testa
bassa. Goditi la vita. Prendi il tonico del dott.
Bradford e ti sentirai un uomo nuovo.
C' un altro cartoncino disse Lionel. C' scritto
qualcosa. Poi si sent stanco e decise di tornare a
casa. Forza, Ulysses, andiamo. L'abbiamo gi visto
attaccare tutti i cartoncini tre volte. Andiamo a casa.
 quasi buio. Porse la mano all'amico, ma Ulysses si scans.
Di, Ulysses! Io devo tornare a casa, adesso. Ho
fame. Ma Ulysses non ne voleva sapere. Faceva finta di non sentire.
Io vado, Ulysses lo sfid Lionel. Si aspettava che
Ulysses lo seguisse, ma il bambino non si mosse.
Stupito e amareggiato per l'amicizia tradita, Lionel
si avvi verso casa, voltandosi ogni tre o quattro passi
per controllare che Ulysses non stesse cercando di
raggiungerlo, dopo tutto. Invece no, Ulysses si voleva
fermare a guardare il signor Mechano ancora un po'.
Lionel procedeva verso casa sentendosi profondamente
ferito. Pensavo che fosse il mio migliore amico.
Ulysses si trattenne tra i radi spettatori finch non
restarono che lui e un vecchio. Il signor Mechano si
ostinava a prendere i cartoncini e attaccarli sul pannello.
Continuava a indicare con la bacchetta ogni
singola parola. Poi anche il vecchio se ne and, cos
rest soltanto Ulysses, fermo sul marciapiede in contemplazione
dello strano essere umano nella vetrina
della farmacia. Quando si accesero i lampioni,
Ulysses si svegli dall'incanto in cui la visione del
signor Mechano l'aveva sprofondato. Era rimasto
ipnotizzato. Riprendendo coscienza, si guard in
giro. Il giorno era finito e tutti se ne erano andati.
Intorno restava soltanto la sensazione di qualcosa che
non avrebbe saputo descrivere - la Morte.
Il piccolo si volt di scatto verso l'uomo meccanico.
Per la prima volta, ebbe l'impressione che lo guardasse
dritto negli occhi. Preso dal panico, si mise a
correre pi forte che poteva. Le poche persone che
incroci per strada gli sembravano colme di morte a
loro volta, come il signor Mechano. Ulysses corse fino
a non farcela pi. Dovette fermarsi, ansimando forte.
Dovunque guardasse, tutto era dominato da un orrore
denso e silenzioso - l'orrore del signor Mechano
- la Morte! Non aveva mai avuto paura di niente.
Ora la paura era tremenda, e lui tutto solo. Non sapeva
assolutamente cosa fare. La paura che quell'orrore
si impadronisse anche di lui gli aveva fatto perdere
completamente il controllo. Riprese a correre. Gli
veniva da piangere e urlava: Pap, mamma, Marcus,
Bess, Homer!
Era abituato a un mondo buono, pieno di meraviglie
sempre nuove, adesso voleva soltanto fuggire, ma
non sapeva da che parte andare. Voleva raggiungere al
pi presto qualcuno della sua famiglia. Si blocc in
preda al terrore, mosse qualche passo incerto, prima
da una parte e poi dalla parte opposta, sull'orlo di un
baratro che avrebbe potuto evitare soltanto ricongiungendosi
a suo padre, sua madre, uno dei suoi fratelli
o sua sorella. Proprio in quel momento, al loro
posto, vide da lontano il massimo esponente della
banda del quartiere, August Gottlieb. Lo strillone era
fermo sull'angolo di una strada deserta, declamava i
titoli del giornale come se attorno a lui una grande
folla fosse ansiosa di ascoltare gli avvenimenti del giorno.
August Gottlieb si era sempre leggermente vergognato
di urlare i titoli: si parlava sempre di carneficine
e non gli sembrava molto educato camminare tra la
gente, per le strade di Ithaca, alzando la voce. Quindi,
non gli dispiaceva affatto trovare le strade deserte.
Senza rendersene conto, appena le strade si svuotavano,
August Gottlieb, contento di essere l'unico abitante,
alzava la voce pi forte che mai e gridava le
squallide notizie del giorno. Cosa pu fare un uomo,
davanti a notizie del genere - vendere un giornale e
tirare a campare?  questo che bisogna fare? Non era
forse pazzesco urlare i misfatti quotidiani come se fossero
buone notizie? Non era una vergogna che la
gente restasse cos poco impressionata dai crimini
compiuti ogni giorno? A volte gli capitava di urlare i
titoli persino in sogno, ma in quella profonda intimit
non nascondeva la sua indignazione per la natura delle
notizie: le gridava dall'alto, sopra quelle folle freneticamente
immerse in cattive azioni. Sentendo la sua
voce, per, tutti si fermavano e alzavano gli occhi
verso di lui. Lui allora gridava Adesso basta, tornate
indietro! Basta uccidere! Piantate alberi, piuttosto!
L'idea di piantare alberi gli era sempre piaciuta.
Quando Ulysses vide August Gottlieb sull'angolo,
cominci a riaversi. Avrebbe voluto chiamarlo, ma
non riusciva a emettere suono. Cos si mise a correre
con tutte le forze verso il ragazzo dei giornali e lo travolse
con un abbraccio talmente potente da fargli perdere l'equilibrio.
Ulysses! esclam lo strillone. Cosa c'? Perch piangi?
Ulysses lo guardava fisso, ma non riusciva ancora a parlare.
Hai paura di qualcosa. Non devi. Non c' niente
di cui aver paura. Smetti di piangere, adesso. Auggie
aspettava, e Ulysses si sforzava davvero di smettere.
Presto i singhiozzi si fecero pi rari e soffocati. Allora
Auggie propose: Su, Ulysses, adesso ti porto da Homer.
Sentendo quel nome, il nome di suo fratello,
Ulysses finalmente sorrise e soffoc un altro singhiozzo.
Homer?
Certo. Andiamo.
Sembrava quasi troppo bello, faceva fatica a crederci.
Andiamo da Homer?
Sicuro. L'ufficio del telegrafo  proprio dietro l'angolo.
August Gottlieb e Ulysses Macauley entrarono nell'ufficio
del telegrafo. Trovarono Homer seduto al
banco consegne. Quando Ulysses vide suo fratello, il
suo viso ebbe una meravigliosa trasformazione. Ogni
terrore era scomparso, perch ormai era a casa.
Vedendo suo fratello, Homer si rivolse a Auggie.
Cosa ci fa Ulysses in giro a quest'ora?
Credo che si sia perso. Stava piangendo.
Piangendo? ripet Homer, prendendo in braccio
il fratello, mentre lui mandava gi un altro singhiozzo.
Va tutto bene. Ti porto a casa in bicicletta.
Thomas Spangler, il direttore dell'ufficio del telegrafo,
osservava i tre ragazzi dalla sua scrivania e
William Grogan, il vecchio impiegato, interruppe a
sua volta il lavoro per guardarli. I due si scambiarono
qualche occhiata. Homer pos Ulysses sul pavimento.
Cap che gli era passata quando cominci a curiosare
tra gli oggetti sul banco. Circond August con il
braccio e gli disse: Grazie, Auggie.
Spangler si alz e si avvicin ai ragazzi. Dammi un giornale, Auggie.
Certo, signore rispose Auggie, e stava gi per
piegarlo come al solito e concludere l'affare, ma
Spangler lo ferm. Si limit a porgergli il giornale. Il
direttore dell'ufficio del telegrafo diede un'occhiata
alla prima pagina, e butt il giornale nel cestino. Come vanno gli affari?
Cinquantacinque cent, fino adesso, ma ho cominciato
all'una. Arrivato a settantacinque me ne vado a casa.
Perch? chiese il signor Spangler. Perch proprio settantacinque?.
Non lo so rispose Auggie. Ho deciso di fare settantacinque
cent, al sabato. Non c' quasi nessuno in
giro, ma credo di poter vendere qualche altro giornale
nelle prossime due o tre ore. Presto qualcuno andr a
passeggio per il dopocena, poi c' l'uscita dal cinema.
Al diavolo l'uscita dal cinema. Dai a me i giornali
che ti restano e vai a casa, subito. Eccoti un quarto di dollaro.
Lo strillone era riconoscente per il gesto del direttore,
ma c'era qualcosa che non andava. I giornali si
doveva venderli singolarmente, uno per persona,
all'angolo di una strada; occorreva gridare i titoli
della prima pagina per convincere la gente a comprare
il giornale e leggere le notizie. Era stanco, avrebbe
voluto tornare a casa a cenare: non aveva mai conosciuto
persone come il signor Spangler, ma lo stesso
c'era qualcosa che non andava.
Non mi va di guadagnare il quartino soltanto con
lei, signor Spangler.
Non preoccuparti insistette Spangler. Dammi i
giornali e vai a casa.
Va bene rispose Auggie. Magari mi capiter di
fare qualcosa per lei, un giorno.
Di sicuro disse Spangler, e gett i giornali nel cestino.
Auggie fece per andare a casa, ma Homer lo ferm.
Se aspetti un attimo, ti do un passaggio. Per lei va
bene, signor Spangler? Devo fare un ritiro a Ithaca
Wine, che  sulla strada di casa. Quindi, se non  un
problema, porto a casa Auggie e Ulysses e poi passo
a ritirare a Ithaca Wine. Posso?
Certo rispose Spangler, e torn alla sua scrivania.
Non mi devi dare un passaggio disse Auggie.
Due persone in una volta  troppo. A piedi non ci vuole niente.
Non  vero che non ci vuole niente. Sono quasi
due miglia. Non mi fa nessun problema portarvi tutti
e due. Tu puoi stare sulla canna e Ulysses sul manubrio.
Forza, andiamo.
I tre ragazzi si avviarono verso la bicicletta di
Homer. Non era un peso da niente, specialmente per
una persona con la gamba malandata, ma Homer
port a casa i suoi passeggeri sani e salvi. Prima si fermarono
alla casetta di fianco al negozio di Ara, dove
abitava Auggie. Ara in persona era fermo davanti al
negozio, con il figlioletto per mano. Stavano osservando
il cielo. In fondo alla strada, vicino al terreno
abbandonato, la signora Macauley ritirava i panni
stesi in cortile, sotto al vecchio noce. Mary e Bess suonavano
e cantavano in salotto, si sentiva confusamente
il suono del piano e la voce di Mary.
Auggie scese dalla bicicletta ed entr in casa.
Homer si ferm un momento per strada, reggendo la
bici, lo sguardo rivolto verso il cielo, sopra casa
Macauley. Poi Auggie usc di nuovo diretto verso Ara, il droghiere.
Sono andati bene gli affari, oggi, signor Ara?
Non mi lamento, Auggie. Grazie.
Ho settantacinque cent da spendere. Voglio comprare tante cose per domani.
Va bene, Auggie rispose il droghiere, ma prima
di tornare nel negozio punt il dito verso le nuvole e
guard suo figlio. Vedi John, fa notte - tra poco a
letto, dormire. Dormire tutta notte. Fa giorno, ancora alzare. Nuovo giorno.
Il droghiere, suo figlio e il ragazzo dei vicini entrarono
nel negozio. Intanto Ulysses, seduto sul manubrio
della bicicletta del fratello, guardava sua madre
in lontananza. Homer sal sulla bicicletta e pedal verso casa.
A mano a mano che si avvicinavano alla donna
sotto l'albero in cortile, il viso del fratellino si illuminava,
ma la gioia si mischiava ancora con la tristezza.
Homer raggiunse il cortile attraversando il terreno
abbandonato, dritto fino all'albero. Scese dalla bici e
deposit Ulysses. Ulysses guardava la madre. Il terrore
che l'aveva assalito dal signor Mechano sembrava svanito per sempre.
Si  perso spieg Homer. Auggie l'ha trovato e
l'ha accompagnato all'ufficio del telegrafo. Non mi
posso fermare, ma entro a dare un saluto a Bess e Mary.
Homer entr in casa e si ferm nella sala da pranzo
buia ad ascoltare sua sorella e la ragazza che suo fratello
amava. Quando fin la canzone, entr in salotto.
Le due ragazze si voltarono. Ho ricevuto una lettera di Marcus, oggi annunci Mary.
Come sta?
Benissimo. Stanno per muoversi, ma non sanno dove. Dice di non preoccuparsi se per un po' non riceviamo lettere.
Ha scritto a tutti noi, disse Bess, alla mamma, a me, e persino a Ulysses.
Homer stette ad aspettare l'annuncio di una lettera
per lui, preoccupato che quell'annuncio potesse non
esserci. Alla fine chiese molto sommessamente: E per me, niente lettera?
Ma s, certo rispose Bess. La tua  la pi pesante
di tutte. Pensavo che fosse sottinteso che avendo
scritto a tutti noi, avesse scritto anche a te.
La sorella di Homer prese una lettera dal tavolo e
gliela porse. Homer la guard a lungo, finch sua
sorella disse: Allora, perch non la apri? Leggila a tutti.
No Bess, ora devo andare. Me la porto in ufficio e
la leggo stasera, quando avr tutto il tempo.
Abbiamo passato la giornata a cercare un lavoro
disse Bess, ma senza risultato.
Ci siamo divertite lo stesso aggiunse Mary. E
divertentissimo entrare a chiedere dappertutto.
Be', divertimento o meno, disse Homer, sono
contento che non abbiate trovato un lavoro.
Guadagno io tutti i soldi che servono a questa famiglia,
e il pap di Mary ha un buon posto a Ithaca
Wine. Non c' bisogno che vi cerchiate un lavoro.
Invece s ribatt Bess. E uno di questi giorni lo troveremo.
In un paio di posti ci hanno detto di ritornare.
Scordatevi questa storia del lavoro tagli corto
Homer. Cominciava ad arrabbiarsi. Qualsiasi lavoro,
qui,  meglio che lo facciano gli uomini. Le ragazze
devono stare a casa, e prendersi cura degli uomini.
Punto e basta. Stava pensando alla bella ragazza di
Bethel. Il fatto che al mondo ci sia la guerra non 
una buona ragione per perdere la testa. Restate nelle
vostre case, tu Bess ad aiutare la mamma, e tu tuo padre, Mary.
Aveva un piglio autoritario; sua sorella Bess era
quasi fiera di lui, prima d'allora non l'aveva mai visto
prendersela tanto per qualcosa.
Torn nella sala da pranzo buia.
Bess riprese a suonare il piano, e Mary riprese a cantare. Il messaggero si ferm ad ascoltare, ma prima che la canzone finisse usc silenziosamente di casa. In cortile trov Ulysses piegato su un nido, tutto concentrato su un uovo.
Uovo disse Ulysses, come se quella parola indicasse Dio in persona.
Homer balz sulla bicicletta alla volta di Ithaca Wine.
...
.
...
32. Sul treno.
...
.
...
Mentre Homer pedalava, molto lontano un treno
passeggeri procedeva rapidamente nella notte. Il
treno era pieno di ragazzi americani in uniforme.
Alcuni potevano aver passato la quarantina, ma la
maggior parte erano giovanissimi - venivano dalle
metropoli o dalle citt di provincia, dai campi o dagli
uffici, da famiglie ricche o povere, qualcuno strappato
da grandi sogni di successo, altri da semplici sogni
di pace - ragazzi brillanti e veloci e ragazzi lenti e
cocciuti. In mezzo al baccano, le risate, l'eccitazione,
la paura, i dubbi, la confusione, l'ansia, un misto di
profonda ignoranza e profonda saggezza, Marcus
Macauley chiacchierava tranquillamente con il suo amico Tobey George.
Allora, disse Tobey,  venuto il nostro momento?
Cos parrebbe rispose Marcus.
Non so tu, Marcus, ma io mi sento fortunato: se
non fosse stato per questa guerra, non ti avrei mai
incontrato, non avrei mai saputo niente della tua famiglia.
Marcus era colpito. Lo stesso vale per me. Dopo
un momento fece la domanda che ogni uomo davanti
al pericolo si pone di continuo. Dimmi la verit.
Hai paura di essere ucciso?
L'altro esit prima di rispondere, ma alla fine disse:
S, devo ammetterlo. Potrei barare, certo, e fare finta di no. Invece s. E tu?
Molta paura rispose Marcus. Ma dovessi cavartela, a che cosa farai ritorno?
Non saprei rispose Tobey, perch effettivamente
non lo sapeva. Penso che far ritorno a qualunque
cosa mi tocchi. Non ho una famiglia, come te. Non ho
nessuno da cui tornare, ma qualsiasi cosa sar, andr
bene per me. Io non ho una ragazza che mi aspetta,
come tu hai Mary, ma so che desidero tornare indietro lo stesso... se posso.
Bene comment Marcus. Com' che ti piace cantare?
Come faccio a saperlo? Mi piace cantare, ecco
tutto. Ascoltarono il rumore del treno e il rumore
dentro al vagone, poi Tobey chiese: A che pensi?
Marcus ci mise un momento prima di rispondere, poi disse: Ithaca.
 buffo, disse Tobey, ti stupir, ma mi sembra
quasi che Ithaca sia la mia citt. Se ne usciamo vivi, mi porterai a Ithaca?
Certo, rispose Marcus, e voglio presentarti la
mia famiglia. Credo che mio padre fosse un grand'uomo.
Non voglio dire importante, di successo, niente
del genere. Non aveva neppure una professione,
un'attivit. Si guadagnava la vita. Faceva qualsiasi
lavoro. Non ha mai guadagnato pi del necessario,
ma sono convinto che fosse grande lo stesso.
Matthew Macauley? chiese Tobey.
Ha lavorato nelle vigne, negli scatolifici, nelle
distillerie. Lavori semplici, alla giornata. Incontrandolo
per strada l'avresti preso per uno qualsiasi, ma
era mio padre, per me  diverso. Gli importava soltanto
della sua famiglia - mia madre e i suoi bambini.
Era capace di risparmiare per mesi per comprare
un'arpa a rate - pensa un po', un'arpa. Nessuno
suona pi l'arpa al giorno d'oggi, ma mia madre ne
desiderava una. Gli ci vollero cinque anni per pagarla.
Era l'arpa pi costosa sul mercato. Noi eravamo
convinti che ogni casa avesse la sua arpa, visto che noi
ne avevamo una. Poi compr un piano per mia sorella
Bess - un po' meno costoso. Pensavo che tutti fossero
come mio padre, prima di incontrare qualcun altro.
Mi piacerebbe conoscere qualcuno cos comment
Tobey. Non  necessario che sia proprio mio padre, mi
va bene chiunque, mi basterebbe conoscerlo.
Forse anche tuo padre era grande.
Forse. Vuoi sentirne una buona? Ignoravo che i
bambini avessero un padre e una madre finch non
sono andato a scuola e ho sentito gli altri parlarne.
Pensavo che tutti fossero soli al mondo, proprio
come me, che dovessero cavarsela da soli.  chiaro
che sono stato male per un po', dopo questa scoperta.
Forse  per questo che mi piace cantare. Non ti
senti cos... isolato da tutto, mentre canti. Poi timidamente,
con una certa esitazione, chiese: Dimmi, com' Bess?
Marcus capiva il disagio di Tobey nel porre quella
domanda. Puoi farmi tranquillamente domande su
mia sorella. Mi piacerebbe che tu la conoscessi, un giorno. Credo che ti assomigli.
A me? chiese Tobey.
S, credo che ti assomigli molto. Vorrei che tu passassi del tempo a casa nostra. Potreste piacervi... anzi, sono davvero convinto che tu le piaceresti.
Marcus cominci a parlare con foga; sapeva bene che era difficilissimo affrontare certi argomenti, ma bisognava almeno provarci.
Se anche lei ti piacesse... ecco potresti sposarla e
trasferirti a Ithaca. E una bella citt. Ci si vive bene.
Ecco. Ti dar la sua foto da conservare. Porse a
Tobey una piccola istantanea della sorella. Tienila
nel tesserino di riconoscimento, dove io tengo la foto di Mary. Vedi?
Tobey George osserv a lungo la foto, sotto gli
occhi di Marcus. Alla fine disse:  davvero bellissima.
Non so se ci si possa innamorare di una ragazza
senza averla mai nemmeno incontrata, ma io mi sento
gi innamorato di Bess. Sono imbarazzato. Ti dir la
verit. Ho sempre avuto paura di parlarti di Bess. Ci
rimuginavo, forse da quando siamo in viaggio, temevo
che l'avresti presa a male. Non posso farci niente,
ho l'impressione di non avere gli stessi diritti che
hanno gli altri -- capisci, un ragazzo battezzato all'orfanotrofio,
non da suo padre e sua madre - che non
sa nemmeno chi fossero, suo padre e sua madre -
che non sa nemmeno da dove venissero - qual  la
sua patria d'origine. Alcuni dicono che sono mezzo
spagnolo e mezzo francese, altri italiano e greco, altri
ancora inglese e irlandese. Mi danno tutti una nazionalit diversa.
Tu sei americano disse Marcus. Non c' da
discutere. E chiaro per tutti. Ora prendi la fotografia.
Torneremo a Ithaca, tu ti farai una famiglia e anch'io
mi far una famiglia, verremo a trovarci di tanto in
tanto, canteremo e suoneremo insieme - una vita normale.
Lo sai, Marcus, disse Tobey, ti credo. Giuro su
Dio che ti credo. Non penso che tu parli cos soltanto
perch siamo amici, e in viaggio. Ti credo, e desidero
andare a Ithaca pi di ogni altra cosa al mondo. Voglio
vivere l e fare tutte le cose che hai detto. Riflett un
momento su cosa avrebbe potuto andare storto e
impedirgli di fare quelle cose, e disse: Se non dovessi
piacere a Bess - se dovesse innamorarsi di un altro
- se si fosse gi sposata quando arriver, mi fermer
comunque a vivere a Ithaca. Non so, mi pare che
Ithaca sia un po' casa mia, ormai. Per la prima volta
nella vita sento che un luogo mi appartiene, e - spero
che non ti dispiaccia - sento che la famiglia Macauley
 la mia famiglia,  il tipo di famiglia che vorrei, se
potessi scegliere. Prego Dio di piacere a Bess, che non
si innamori di qualcun altro perch sono sicuro che lei
mi piacer. Aveva abbassato la voce, ma Marcus sentiva
le sue parole, nonostante il rumore del treno.
Ithaca  la mia casa. E l che io vivo. E l che vorrei
essere sepolto - se fosse possibile.
A quel punto gli altri ragazzi li chiamarono, presero
a scambiarsi battute, cantarono addirittura una
canzoncina improvvisata da alcuni di loro, parlava di
donne di strada, a cosa servono. In mezzo a quei cori,
Tobey disse: All'orfanotrofio ci costringevano a pregare.
Era la regola, l dentro. Volenti o nolenti, toccava pregare.
Di per s la regola non  sbagliata, osserv
Marcus, ma la preghiera  qualcosa che non si pu forzare.
Deve essere per questo che ho smesso di pregare
dopo aver lasciato l'orfanotrofio. Credo di non aver
pi pregato dall'et di tredici anni. Ma sento che 
tempo di ricominciare, proprio in questo momento.
Stai a sentire. Tobey esit brevemente, poi, senza
chiudere gli occhi, senza chinare la testa, senza unire
le mani cominci a pregare, e quel che disse era senza
dubbio una preghiera. Fammi andare a Ithaca, se
puoi. Sei Tu che decidi, ma, se appena puoi, fammi
andare a Ithaca. Fammi andare a casa. Proteggici
tutti. Proteggici dal dolore. Dai una casa a chi non ce
l'ha. Fai che il viaggiatore torni a casa sano e salvo, e fammi andare a Ithaca. Amen!
E una bella preghiera comment Marcus. Spero che sia esaudita.
I soldati avevano cambiato canzone. Questa aveva
a che fare con la fugacit di tutte le cose, e in particolare
dell'amore delle donne, e i ragazzi erano divertiti
dal saggio cinismo delle parole. Tobey e Marcus si
unirono agli altri, ma improvvisamente Tobey chiese:
Tu per che cosa preghi?
Per le stesse cose per cui preghi tu - proprio le stesse.
Alla fine della canzone tutti tacquero. Non c'era
una ragione particolare per quel silenzio, eppure tutti
gli uomini sul treno erano ammutoliti di colpo. Un
soldato di nome Joe Higgins si avvicin a Marcus e
Tobey e disse: Cosa diavolo succede, perch stanno
tutti zitti? Che ne diresti di una vera canzone, Tobey?
Ti andrebbe di suonare l'armonica per noi, Marcus?
Cosa vorreste ascoltare? chiese Marcus.
Ah, non lo so. Abbiamo cantato tutte le canzonacce
possibili, ora potrebbe essere il turno di qualcosa
di tradizionale, insomma, qualcosa di buono!
Perch non cantiamo una bella canzone di chiesa dei
tempi andati, di quelle che sappiamo tutti a memoria fin da bambini?
Che canzoni di chiesa conosci, John?
Dunque, rispose John, adesso non mettetevi a
ridere. Conosco Abbandonarsi. Avete presente Abbandonarsi all'eterno abbraccio?
Sai le parole di questa canzone, Tobey? Altrimenti,
ti posso aiutare.
Se le conosco esclam Tobey. Credo di averla
cantata praticamente tutte le domeniche per dieci anni.
Benissimo, concluse Marcus, facciamolo per
Joe. Vienici dietro, Joe, non serve saper cantare. Canta e basta.
Oh, questa canzone mi verr benissimo.
Marcus inton la vecchia melodia, e Tobey cominci a cantare:
Che gioia divina, che profonda armonia
Abbandonarsi all'eterno abbraccio
Che benedizione, che pace  la mia
Abbandonarsi all'eterno abbraccio
Quindi Joe si mise a cantare assieme a Tobey, con
voce forte, forse non armoniosa ma piacevole, finch
tutti sul treno porsero l'orecchio. Presto fecero cerchio
attorno a Marcus, Tobey e Joe, per sentire pi da
vicino, mentre Tobey e Joe cantavano:
Salvo ormai sono, sicuro nell'eterno abbraccio
Abbandonarsi, abbandonarsi all'eterno abbraccio
Alla fine cantavano tutti.
...
.
...
33. Marcus.
...
.
...
Quel sabato fu uno dei giorni pi lunghi e pi ricchi di
eventi della vita di Homer Macauley. Piccoli dettagli
iniziarono ad acquistare importanza e a diventare comprensibili.
Il sonno dell'ultima notte, piuttosto sofferto
e agitato, ora era parte della sua vita reale. Aveva tentato
in tutti i modi di evitare che il messaggero della
morte raggiungesse Ithaca e i suoi abitanti. Lo aveva
sognato, ma ora questo sogno non era pi tale.
La lettera di suo fratello Marcus si trovava nella
tasca della sua divisa azzurra di portalettere in attesa
di essere aperta e letta.
Entr nell'ufficio del telegrafo zoppicando, era
stanco e ansioso di riposarsi. Guard il foglio delle
chiamate, vide che non ce n'erano. Guard la casella
dei telegrammi, nessuna consegna da fare. Tutto chiaro.
Si accost al vecchio telegrafista e chiese: Signor
Grogan, che ne direbbe di far colletta per due pezzi
di torta di due giorni - mele e crema al cocco?
Partecipo volentieri, ragazzo mio, ma non ho
voglia di mangiarne, grazie lo stesso.
Se non ha voglia di mangiarne, signor Grogan,
neppure io ne voglio. Pensavo che potesse aver fame.
Io non ho fame per nulla. Non ho avuto un attimo di
respiro tutto il giorno, ma non ho fame. Sembra strano.
Uno penserebbe che un ragazzo che lavora tutto
il giorno la sera muoia di fame, ma non  sempre cos.
Come va la gamba?
Non c' male, pi che altro non ci penso. Me la
cavo benissimo lo stesso. Guard con curiosit l'uomo
anziano, poi chiese con garbo:  per caso ubriaco,
signor Grogan? Parlava seriamente, e il vecchio
non rimase offeso o contrariato.
S, ragazzo mio. Il signor Grogan si avvicin alla
sedia e si accomod. Dopo un momento guard
Homer in piedi al di l del tavolo. Mi sento molto
meglio, quando bevo. Poi tir fuori la bottiglia e
bevve un bel sorso. Non ti consiglier certo di evitare
di bere. Non ti dir mai, come fanno molti vecchi
pazzi - "Impara da me. Guarda cosa succede quando
si beve". In questi giorni sei andato parecchio in
giro, hai scoperto molte cose mai viste prima. Ecco,
lascia che ti racconti una cosa a proposito della
gente... stai molto attento. Se vedi qualcosa che ti
sembra proprio sbagliato, non esserne del tutto certo.
Se si tratta di persone, stai attento. Io ti rispetto, quindi
 giusto che ti dica che non  sempre il caso di criticare
il comportamento degli altri. Quanto pi un
uomo si avvicina alla fine dei suoi giorni tanto pi 
capace di apprezzare le persone che gli sopravviveranno.
Capisci quel che voglio dire?
Non ne sono sicuro, signor Grogan.
Non riuscirei a parlarti cos se non fossi ubriaco.
 questo che ti voglio dire - sii contento di te, sii
riconoscente. Cerca di comprendere l'importanza di
essere contenti di come si . Sii contento, perch
godrai della fiducia di persone del tutto sconosciute.
Di nuovo a Homer torn in mente la ragazza
dell'Hotel Bethel, l'urgenza con cui gli aveva parlato,
come a un amico fidato.
La gente se ne rende conto: non li tradirai, non
farai nulla contro di loro, non li disprezzerai. Vedrai
in loro tutto quel che gli altri non son stati capaci di
vedere. Devi esserne consapevole, senza imbarazzo.
Sei un uomo di quattordici anni. Non so chi ha fatto
di te una persona cos, ma sappi che devi esserne contento.
Mi capisci?
Il messaggero deglut. Credo di s, signor Grogan.
Bene, ti ringrazio. Cos'hai l in mano, una lettera?
Ho finito. Fai quel che stavi facendo. Leggi la tua lettera, ragazzo.
 di mio fratello Marcus. Non ho ancora fatto in tempo ad aprirla.
Bene, allora aprila. Leggi la lettera di tuo fratello.
Leggila ad alta voce.
Ad alta voce?
S, mi farebbe piacere sentirla, se posso. Molto.
Homer apr la busta, estrasse la lettera, la dispieg
e inizi a leggerla parlando molto lentamente.
Caro Homer: intanto, tutto quel che c' di mio a
casa  tuo... da dare a Ulysses quando sarai stufo: i
miei libri, il mio grammofono, i miei dischi, i miei
vestiti non appena ti andranno bene, la mia bicicletta,
il mio microscopio, la mia canna da pesca, la mia collezione
di pietre di Piedra, e ogni mia altra cosa. Ti
appartengono perch in casa Macauley ora sei tu l'uomo.
I soldi guadagnati l'anno scorso nello scatolificio
li ho consegnati a mamma, si capisce, per dare una
mano. Ma non  affatto sufficiente. Non so come farai
a tirare avanti la famiglia e andare al liceo, ma sono
certo che troverai un modo. La paga che mi danno
qui nell'esercito va a mamma, a eccezione di qualche
dollaro che tengo per me, ma anche questi soldi non
bastano di sicuro. Non  facile per me chiederti cos
tanto, quando io stesso ho cominciato a lavorare solo
a diciannove anni, ma credo che in qualche modo
sarai in grado di fare quel che non ho fatto io.
Mi manchi tanto, ti penso sempre. Sto bene, e
anche se non ho mai creduto nelle guerre - so bene
quanto siano folli, anche quando sono necessarie -
sono orgoglioso di esservi coinvolto, dal momento
che tanti altri lo sono, e questo  quel che sta accadendo.
Non riesco ad accettare l'idea che esistano dei
nemici, perch nessun essere umano pu essermi
nemico. Un essere umano, chiunque sia, lo considero
amico. Il mio conflitto non  con lui, ma con quella
parte sfortunata di lui che prima di tutto son costretto
a distruggere in me stesso.
Non mi sento di certo un eroe. Non son fatto per
simili sentimenti. Non odio nessuno. E neppure provo
spirito patriottico, anche se ho sempre amato la
mia terra, la sua gente, le sue citt, la mia casa e la mia
famiglia. Preferirei non far parte dell'esercito.
Preferirei non ci fosse la guerra. Non ho idea di cosa
sar, ma comunque vada sono rassegnato a ci che
deve accadere, e sono pronto. Sono molto spaventato
- questo te lo devo dire - ma credo di dover fare
quel che  giusto, quando  il momento. Non devo far
altro che obbedire alla mia coscienza. Con me ci
saranno giovani di ogni parte dell'America, da
migliaia di citt come Ithaca. Potrebbero uccidermi,
certo. Lo sappiamo tutti.  un'idea che non mi piace
per niente. Pi di ogni altra cosa al mondo vorrei
ritornare a Ithaca. Voglio ritornare per Mary, per
avere una mia casa, una mia famiglia. Partiremo presto
- andremo in prima linea, anche se nessuno sa
dove. Quindi questa potrebbe essere la mia ultima
lettera per qualche tempo. Spero che non sia l'ultima
in assoluto, ma se cos fosse, dobbiamo restare uniti.
Ho raccontato al mio amico Tobey George di Ithaca
e della nostra famiglia. Spero di portarcelo, un giorno.
Sono fiero di essere il Macauley che rappresenta
la nostra famiglia in questa guerra, e sarebbe un peccato,
sarebbe sbagliato se toccasse a te.
In una lettera posso dire cose che non direi mai a
voce. Sei il migliore dei Macauley. Niente deve fermarti.
Ora scriver il tuo nome, qui, per ricordartelo:
Homer Macauley. Sei tu. Mi manchi. Non vedo l'ora
di rivederti. Che Dio ti benedica.  tutto. Tuo fratello Marcus.
Leggendo questa lettera, il messaggero si sedette.
Leggeva molto lentamente, provando spesso un forte
malessere, come in casa di quella mamma messicana.
Si alz. Le mani gli tremavano. Si morse le labbra e
guard l'anziano telegrafista. Parlava con dolcezza.
Se mio fratello rimarr ucciso in questa stupida
guerra, sputer su questo mondo. Odier il mondo
per sempre.
Delle lacrime apparvero sul suo volto. Si affrett
verso l'attaccapanni accanto alla stazione radio e si
tolse l'uniforme, rimanendo con i suoi vestiti normali.
Usc di corsa dall'ufficio che non se li era ancora
ben risistemati.
L'anziano telegrafista rimase a lungo a riflettere.
C'era una grande pace quando si scosse, fin il resto
della bottiglia, si alz e si guard attorno.
...
.
...
34. In chiesa.
...
.
...
La vita, a Ithaca - e in generale nel mondo - segue
un disegno che a prima vista parrebbe senza senso,
per non dire folle, ma a mano a mano che i giorni e le
notti formano i mesi e gli anni questo disegno acquista
una forma e un senso.
Parecchie volte il telegrafo ticchettava e il signor
Grogan batteva un messaggio d'amore o di speranza, di
dolore o di morte dal mondo ai suoi figli. Arrivo a
casa. Buon compleanno. Il Ministero della Difesa 
spiacente di informarla che suo figlio  morto. Ci
vediamo al deposito della Southern Pacific. Ti mando
un bacio. Sto bene. Dio ti benedica. Parecchie
volte, Homer Macauley consegn quei messaggi.
Nel salotto di casa Macauley suonavano le corde dell'arpa
e tutti ascoltavano il suono che ne proveniva. I
soldati procedevano, sulla terra, sull'acqua, attraverso
l'aria, sott'acqua, in nuovi luoghi, nuovi giorni, nuove
notti, nuovi sonni e nuovi e strani momenti pieni di
pericoli e disagi. Il loro volto cambiava, impercettibilmente
- Marcus, Tobey, Homer, Spangler, Grogan, la
signora Macauley, Ulysses, Diana, Auggie, Lionel,
Bess, Mary, la ragazza dell'Hotel Bethel, Rosalie
Simms-Peabody, il signor Ara, suo figlio John, il grande
Chris, la signora Hicks, e perfino il signor Mechano.
Il treno merci con il nero che si sporgeva su un lato
procedeva. La talpa scavava il suo buco. Le albicocche
dell'albero del signor Henderson prendevano il colore
ridente del sole e le lentiggini dei ragazzi che cercavano
di rubarle. La chioccia usciva con il suo popolo
di pulcini. Ulysses guardava. La gamba di Homer
smise di zoppicare. A Ithaca giunse la domenica di
Pasqua. Poi la domenica dopo Pasqua. Poi un'altra
domenica, poi un'altra, un'altra ancora e cos via.
Quella domenica, la famiglia Macauley al completo
sedeva, assieme a Mary Arena, nella Prima Chiesa
Presbiteriana di Ithaca. Ulysses era accanto al corridoio.
Di fronte a lui, per un caso divino, sedeva un
uomo dalla testa pelata. Quella palla vivente, la parte
migliore dell'uomo, affascinava Ulysses, che sarebbe
rimasto a contemplarla ore e ore, tanto era simile a un
uovo. La mezza dozzina di capelli che formavano un
ciuffetto solitario appariva eroicamente sfacciata. La
ruga che spartiva in due la testa come l'equatore spartisce
la terra appariva un disegno miracoloso.
Il reverendo Holly e i fedeli erano impegnati in un
devoto scambio sul tema delle beatitudini. Il reverendo
Holly leggeva un versetto, mentre il coro dei fedeli
rispondeva all'unisono.
Egli, vedendo le moltitudini, disse il reverendo
Holly, sal sul monte; una volta sedutosi, ecco che i
discepoli si avvicinarono a Lui.
Cos parl, replic il coro, e si mise ad ammaestrarli,
dicendo:
Beati i poveri, poich a loro  aperto il regno dei cieli.
Beati coloro che piangono, poich saranno consolati.
Beati gli umili, poich erediteranno la terra.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, poich
saranno saziati.
Beati i misericordiosi, poich otterranno misericordia.
Beati i puri di cuore, poich vedranno Dio.
Beati i portatori di pace, poich saranno chiamati figli
di Dio.
Rallegratevi ed esultate: voi siete il sale della terra. Voi
siete la luce del mondo.
Fate s che risplenda la luce innanzi agli uomini, cos
vedranno le vostre buone opere e renderanno gloria al
Padre che  nei cieli.
Era cominciata la lettura del Vangelo, mentre
Ulysses studiava quella testa calva. Improvvisamente
quella cosa fu abbellita da una mosca, che cominci a
esplorare la testa: sembrava cercasse qualcosa che
aveva perso. Ulysses osserv la mosca, poi cerc di catturarla,
ma la signora Macauley gli ferm la mano.
Ulysses continuava a fissare quella testa calva e la
mosca senza pensare a nulla in particolare, poi cadde
in una specie di fantasticheria: quella palla gli sembrava
un deserto. La ruga che spartiva a met la testa gli
sembrava un fiume, il ciuffo dei sette capelli un
boschetto di palme, la mosca un leone. Poi vide se stesso
con i vestiti della domenica su una riva del fiume, e
il leone dall'altra. Ulysses era l, guardava il leone che
giungeva dalla parte opposta e lo guardava a sua volta.
Intanto la lettura delle Scritture proseguiva.
Ulysses vide un arabo, con una tunica svolazzante,
che dormiva in lontananza. Vicino a lui un mandolino,
o uno strumento simile, e una brocca d'acqua.
Ulysses vide il leone, in uno stato di pace e di innocenza
simile a quella dell'uomo che dormiva, avvicinarsi
alla sua testa per annusarla senza alcuna intenzione
di fargli del male. In realt, si trattava di un'immagine
vista in un libro che Lionel aveva aperto nella
biblioteca pubblica.
La lettura delle scritture era terminata. L'organo
suonava a tutta forza e il coro e i fedeli cominciarono
a intonare un canto: a Ulysses sembr di sentire le
parole Con me Lui cammina, con me Lui parla. Il
leone nel deserto, s'intende. Poi, Rock of Ages.
La visione di quel leone che camminava e parlava
nel deserto svan dai sogni del bambino. Al suo posto
apparve l'oceano. Abbarbicato su uno scoglio che si
ergeva di parecchie yard sulla superficie desolata
d'acqua c'era Ulysses stesso. Solo la testa e le mani
affioravano fuori dall'acqua. Si guardava attorno alla
ricerca di salvezza, ma non c'era altro che acqua. Non
si scoraggi. Alla fine, in lontananza, Ulysses vide
quell'uomo, il grande Chris, che camminava sull'acqua.
Il grande Chris si avvicin a Ulysses e senza una
parola si chin, lo prese per mano e lo tir fuori dall'acqua,
in piedi, accanto a lui. Dopo un istante per,
Ulysses ricadde in acqua con un tuffo, e di nuovo il
grande Chris lo ripesc e lo rimise in piedi. Tenendo
ben salda la mano del bambino, il grande Chris camminava
con lui sull'acqua. A distanza si vedevano le
torri di una grande citt bianca e attorno la terra e la
vegetazione. L'uomo e il bambino si incamminarono
verso la citt.
Il canto era finito. Qualcuno, all'improvviso, stava
scuotendo Ulysses. Si svegli di soprassalto. Era
Lionel con il vassoio per la raccolta delle offerte.
Ulysses tir fuori il suo nichelino, lo mise sul vassoio
e lo porse alla mamma.
Con un misto di devozione e di mistero, Lionel sussurr
a Ulysses: Sei fra i salvati, Ulysses?
Che dici?
Leggi questo disse Lionel porgendo all'amico un
libretto religioso.
Ulysses diede un'occhiata al libretto, ma non riusciva
a leggere le grandi lettere che componevano le
parole: Sei fra i salvati? Non  mai troppo tardi.
Lionel pose la stessa domanda a un signore dell'altra
fila. Lei  fra i salvati?
L'uomo fiss il bambino con severit, poi gli disse
sottovoce: Vai, bambino, vai via.
Prima di andarsene, comunque, con espressione
simile a quella di un missionario respinto da un capotrib
africano, Lionel offr a quel signore un libretto.
L'anziano signore, irritato, strapp dalle mani di
Lionel l'opuscolo.
La moglie del gentiluomo gli bisbigli: Che succede,
caro?
Quel bambino mi ha chiesto se sono fra i salvati,
e poi mi ha dato questo. L'uomo tese alla moglie il
libretto, lei gli diede un colpetto gentile sulla mano e
disse: Come pu sapere, quel bambino, che sei stato
missionario in Cina per trent'anni?
Durante la raccolta delle offerte, l'organo suonava
dolcemente, mentre un soprano cantava. Lionel,
Auggie, Shag e un certo numero di ragazzi di Ithaca
rimasero in piedi in fondo al passaggio fra i banchi,
tenendo in mano i vassoi, finch la musica non termin.
Poi, tutti seri, in un silenzio solenne, i ragazzi
attraversarono la chiesa fino al tavolo sotto il pulpito,
dove misero uno sull'altro i vassoi con le offerte, poi
fecero ritorno al loro posto, accanto ai genitori.
...
.
...
35. Il leone nella rete.
...
.
...
Dopo la chiesa e la cena domenicale, August Gottlieb
si trovava in giardino e stava cercando di accomodare
una vecchia rete da tennis: sperava di poterla utilizzare.
Enoch Hopper, un ragazzino dell'et di
Auggie, si avvicin nervosamente, si ferm nervosamente
e guard nervosamente. Possedeva una palla
da baseball malandata che faceva fieramente rimbalzare
piuttosto in alto sul marciapiede. Afferr la palla
e la fece rimbalzare di nuovo. Enoch Hopper era il
ragazzo pi agitato di Ithaca, quello che si muoveva
pi rapidamente: il pi instancabile, il pi impaziente,
quello che parlava a voce pi alta.
Che stai facendo, Auggie?
Una rete.
Per cosa? Pesci?
No, animali.
Enoch si stava gi annoiando. Di, giochiamo a
baseball oppure andiamo alla cisterna di Guggenheim,
ci arrampichiamo fin su in cima!
Finisco di sistemare la rete.
E perch mai dovresti sistemare la rete?
Catturare animali.
Dove vedi degli animali, da queste parti? Avanti,
andiamo. Andiamo a Malaga e ci facciamo un bel tuffo.
Andr benissimo per catturare animali, questa
rete.
Non becchi neppure una pulce con quella rete da
tennis. E di, giochiamo a qualcosa. Andiamo a dare
una spiatina da Bijou, magari ha le figurine di Tarzan.
Prima catturo un cane, tanto per vedere come
funziona. E poi, staremo a vedere!
Ma di,  solo una vecchia rete da tennis, Auggie.
Non riuscirai a catturare un bel niente. Potremmo
andare al parco dietro il palazzo di giustizia, potremmo
andare al penitenziario e far due chiacchiere con
i carcerati.
Devo mettere a posto la mia rete, disse Auggie,
voglio provarla gi oggi, ma domani... ragazzi!
Ragazzi cosa! disse Enoch. Non ci sono animali,da queste parti. Una mucca. Un paio di cani. Sei o
sette conigli. Qualche pollo... che cosa pensi di catturare?
Ho una bella rete, qui. Abbastanza grande per un
orso.
Io non riuscirei a catturare neanche un orsacchiotto,
con quella rete. Andiamo nel quartiere cinese
e passeggiamo in China Alley.
August Gottlieb interruppe il suo lavoro un
momento e pens al quartiere cinese e ai cinesi. Poi
guard Enoch Hopper e gli chiese: Hai paura, dei
cinesi?
Mannooo rispose Enoch con aria sincera. Non
ho paura di nessuno. Anche se fossero pericolosi non
ce la farebbero a prendere me. Sono troppo veloce
per loro.
Scommetto che un leone ti prende.
Niente da fare, sono troppo veloce. Un leone non
ce la farebbe a raggiungermi. Orsi, tigri, cinesi... sono
troppo veloce per loro. Forza, attraversiamo i binari
della Southern Pacific e andiamo a giocare con quelli
della banda dei giardinetti.
Per in una trappola ci cascheresti.
Non c' trappola abbastanza rapida al mondo per
beccarmi. Andiamocene al deposito a fare una bella
corsa sui binari. Ti do cento yard di vantaggio.
Anche tuo padre ti prende come niente.
Naaa, non si avvicina nemmeno. Lo lascio in
mezzo alla polvere.
In quel momento Lionel sbuc da casa sua. Cosa
stai facendo, Auggie?
Una rete per catturare animali.
Non ci becchi neanche un pidocchio, con quella
rete disse Enoch. Forza, andiamo alla casa abbandonata
e facciamo un po' di lanci con la palla.
Dici a me!
Certo, Lionel. Andiamo. Tu tiri con tutte le tue
forze, io cercher di far piano. Di, abbiamo gi buttato
via met pomeriggio.
D'accordo, Enoch, disse Lionel, per ricorda
quel che hai promesso - tirerai piano. Non sono un
gran che a prendere. Certe volte manco la palla e mi
arriva dritta in faccia. Mi son gi preso una bella botta
sugli occhi, e due al naso.
Tirer piano. Non ti preoccupare. Vieni.
Enoch Hopper e Lionel Cabot attraversarono la
strada verso il terreno abbandonato mentre Auggie
riprese il suo lavoro. In poco tempo riusc a ricucire i
pezzi della vecchia rete e a ottenere un bel pezzo quadrato.
La stese e fiss ogni angolo a uno stecco di
legno per potersi godere il bel risultato. Shag Manoogian
si avvicin allo steccato e chiese a Auggie:
Cos'?
Una rete, disse Auggie, per catturare animali.
Vuoi aiutarmi a provarla?
Certo. Come funziona?
Ecco, rispose Auggie, la prendo e la nascondo
dietro al negozio di Ara. A questo punto, tu chiami
Enoch.  l che gioca con Lionel a tirarsi la palla.
Enoch  pi veloce e pi difficile da catturare di un
leone. Se  in grado di catturare Enoch, questa rete
pu catturare qualsiasi cosa. Bene. Ora mi nascondo.
Chiama Enoch. Digli che hai una cosa da chiedergli.
Sono pronto.
D'accordo rispose Shag. Controll bene dov'era
Enoch, poi lo chiam: Enoch! Ehi, Enoch!
Enoch Hopper rispose, gridando due volte tanto:
Che vuoi, Shag?
Vieni qui. Devo chiederti una cosa.
Che cosa vuoi chiedermi?
Te lo dir quando vieni.
D'accordo. Enoch inizi a correre verso Shag,
mentre Lionel lo seguiva, incerto tra correre e camminare.
Di, Shag sussurr Auggie. Infilati qui e nasconditi
con me. Tieni la rete da questo capo.
Quando svolta l'angolo del negozio gli saltiamo
addosso e lo catturiamo. Ci sei?
Correndo rapidamente Enoch gridava: Andiamo
a Malaga e ci facciamo una nuotata. Met pomeriggio
se ne  gi andata. Facciamo qualcosa, di. Che stiamo
aspettando?
Giunse di corsa e oltrepass l'angolo del negozio
del signor Ara. Auggie e Shag sbucarono come un
lampo e stesero la rete su di lui. Certo, Enoch Hopper
si muoveva come un animale selvatico, come un
leone. I due grandi cacciatori si affannavano come
matti ma la rete non teneva, dopo un secondo Enoch
se ne era gi sgusciato del tutto incolume da quell'esperimento andato storto.
Lanci la palla sul marciapiede. Forza, Auggie,
andiamo! Te l'ho detto che con quella rete non si cattura
neppure una pulce! Lascia perdere! Che stai l ad aspettare?
Va bene disse Auggie, e gett la rete nel giardino.
Andiamo al parco del tribunale, parliamo un po' con i carcerati.
Auggie, Enoch, Shag e Lionel si misero in marcia
verso il parco del tribunale. In poco tempo Enoch
Hopper aveva guadagnato un isolato rispetto agli
altri; facendo rimbalzare per terra la palla da baseball, gridava: Forza! Perch diavolo siete cos lenti?
...
.
...
36. Spangler.
...
.
...
Domenica pomeriggio Thomas Spangler e Diana
Steed stavano facendo un giro in automobile, in campagna,
dalle parti di Kingsburg. L'auto era una vecchia
spider rossa.
Quelli diceva lui, indicando una fila di alberi che
costeggiavano una vigna, sono dei fichi. Le vigne l
accanto sono di Moscato. Ci sono anche degli ulivi.
Quello invece  un melograno. Le vigne l in fondo
sono di Malaga. Poi si vede un intero pescheto.
Questi sono albicocchi. Ecco l un noce, mentre l c'
un altro albero piuttosto raro, un caco. Cresce di
tutto, in questa valle.
Oh, caro, disse Diana, gli alberi ti piacciono
tanto, vero?
Proprio cos, nel nostro giardino ne avremo almeno
un paio per tipo, cos i bambini potranno arrampicarcisi,
cogliere i frutti e mangiarseli.
Oh caro, allora sei felice, vero?
Mai stato pi felice.
Le mise un braccio attorno alle spalle. Non vedo
l'ora di sapere: preferirei che fosse una bimba. Mi
piacerebbe da matti sentire una vocetta da bambina
simile alla tua. Pensavo che tu fossi un po' matta: ma
chi fa una cosa del genere non lo  di certo; e tu, questa
cosa hai saputo farla.
Certo, e sono felice di averla fatta conferm
Diana. E cos naturale, amore.
La piccola spider procedeva costeggiando il Kings
River, di fianco ai prati per il picnic.
Quella domenica pomeriggio c'erano ben cinque
grandi gruppi, con tanto di musica e danze: italiani,
greci, serbi, armeni e americani. Ciascuno con la propria
musica e le proprie danze. Spangler ferm un
istante l'automobile accanto a ogni gruppo, tanto per
sentire le varie musiche e godersi le danze. Guarda,
quelli sono greci. Conoscevo una famiglia di greci. 
proprio cos che ballano al loro paese.
L'automobile prosegu per poco, poi si ferm nuovamente.
Quelli l, invece, sono armeni. Li riconosco
dalla barba dei preti e dai bambini che sembrano
fatti di argento vivo. D'altronde, in questo credono
soprattutto: Dio e bambini. La spider si rimise in
moto e si ferm di nuovo accanto a un altro gruppo.
Quelli sono sloveni e serbi, probabilmente ce ne
sono altri di zone vicine.
L'automobile avanz ancora per fermarsi dopo un
istante. Italiani. Deve esserci anche Corbett l in
mezzo, con la moglie e i figli.
Raggiunsero l'ultimo gruppo. La musica era a tutto
volume: swing, jive e boogie-woogie, le danze erano
sfrenate. Americani, greci, serbi, polacchi, russi,
messicani, armeni, tedeschi, neri, svedesi, spagnoli,
baschi, portoghesi, italiani, ebrei, francesi, inglesi,
scozzesi, irlandesi: quante razze diverse. Incredibile!
Rimasero a guardare e ascoltare, poi l'automobile
riprese lentamente la strada.
...
.
...
37. Ithaca.
...
.
...
Il San Francisco-Santa F del pomeriggio si ferm a
Ithaca: scesero in nove, fra questi due soldati. Prima
che il treno ripartisse, un terzo soldato - zoppo dalla
gamba sinistra - scese e si allontan lentamente.
Il primo guard il compagno e disse: S, amico,
questa  proprio Ithaca. Siamo a casa.
Ehi, fammi vedere disse il secondo. Lascia che mi
guardi bene attorno. Mormorava la propria profonda
gioia. Ummmmmmm-fantastico! Sono a Ithaca, sono
a caaasa! Non so che effetto ti faccia: per me  cos. E
si inginocchi, baciando la terra come un musulmano
rivolto alla Mecca.
Di, smettila, tirati su, ci guardano tutti. Penseranno
che i soldati sono pazzi.
Per non posso farci nulla. Dio mio,  proprio
Ithaca! Si rialz e prese l'amico per un braccio.
I due proseguirono, raggiungendo il negozio del
signor Ara. Improvvisamente si misero a correre, uno
verso la veranda di una casa, l'altro verso quella un
po' pi avanti. Alf Rife si avvicin di corsa, si ferm
sul prato fra le due case e guard. La porta di ingresso
di entrambe si apr contemporaneamente, e cos
pure le due donne che aprirono la porta abbracciarono
i loro ragazzi. Poi tutti si lanciarono a salutarli,
uomini, donne, ragazzi e ragazze. Ma doveva esserci
un errore. Alf Rife se ne accorse e si mise a gridare a
squarciagola.
Errore! gridava. Errore! Danny Booth  il figlio
dei vicini! E tornato a casa, ma la porta giusta  quella
di fianco. Ha sbagliato casa. Pensavamo fosse il
nostro ragazzo, ma  il figlio della signora Booth.
Guardate, il nostro invece sta abbracciando la signora
Booth, ma  un errore, mamma, un errore!
Oh, ciao, Danny disse la signora Rife a Danny
Booth. Pensavamo che fossi Harry.
Si figuri, signora Rife disse Danny. Adesso vado
dalla mamma. Venga anche lei, la prego!
All'ingresso dell'altra casa, Harry Rife stava dicendo:
Buongiorno, signora Booth. Venite pure tutti da
noi, tutti. Che piacere rivederla, signora Booth, davvero.
E la baci nuovamente. Danny  a casa mia e
sta abbracciando mamma.
Il giardino fra le due case si riemp di gente che
andava e veniva in una specie di delirio di gioia, mentre
Alf Rife continuava a gridare: Errore, errore! 
andato alla casa sbagliata! Abita nell'altra casa. Ehi,
Harry... qui c' Ma! Questa  la signora Booth!
Errore, Harry!
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38. Il gioco dei ferri di cavallo.
...
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Homer Macauley, sua sorella Bess, suo fratello
Ulysses e la loro amica Mary Arena, a passeggio di
domenica pomeriggio, trovarono una gran folla di
fronte al Cineteatro. Tra la gente, Homer vide Lionel.
Stai andando al cinema? chiese.
Non ho soldi rispose Lionel.
Allora perch stai in coda?
Io, Auggie Shag e Enoch disse Lionel, siamo
andati al giardino del tribunale per chiacchierare con
i carcerati. Poi mi hanno cacciato. Non sapevo dove
andare. Ho visto queste persone ferme qui, e mi sono
messo con loro.
Da quanto tempo sei qui?
Da un'ora, direi.
Senti, fece Homer, ti andrebbe di vedere il
film? Tir fuori di tasca dei soldi.
Non lo so rispose Lionel. Non sapevo dove
andare. Non  che il cinema mi piaccia molto.
Bene, vieni con noi, allora. Stiamo facendo soltanto
una passeggiata, guardiamo le vetrine. Giriamo
un po' per la citt, poi torniamo a casa. Vieni,
Lionel. Sollev il cordone, e Lionel usc dalla fila.
Grazie disse Lionel. Mi stavo proprio stancando
di stare in piedi in quel modo.
Mentre camminavano, Ulysses si ferm di colpo e
diede uno strattone a Homer. Indicava qualcosa sul
marciapiede. Davanti a lui c'era un penny, con la faccia
di Lincoln verso l'alto.
Un penny! esclam Homer. Raccoglilo, Ulysses,
porta fortuna. Conservalo per sempre!
Ulysses raccolse il penny e si guard intorno, compiaciuto
della sua fortuna.
Oltrepassarono l'ufficio del telegrafo, sul marciapiede
opposto, e Homer si ferm a guardare.
E l che lavoro disse. Da ormai sei mesi. Si
ferm un istante, poi, parlando tra s, aggiunse:
Sembrano pi di cent'anni. Allung lo sguardo
dentro l'ufficio e disse: Mi pare che quello sia il
signor Grogan. Non sapevo che lavorasse, oggi. Si
rivolse agli altri. Potete aspettarmi un momento?
Torno subito.
Attravers la strada ed entr di corsa in ufficio. Il telegrafo
davanti al signor Grogan ticchettava, ma il vecchio
impiegato non trascriveva il telegramma che veniva trasmesso.
Homer lo chiam da vicino: Signor Grogan,
signor Grogan! Ma il vecchio non si svegliava.
Il portalettere attravers di corsa la strada per raggiungere
il gruppo. Il signor Grogan non si sente
bene. Devo tornare a dargli una mano. Voi andate a
casa. Arrivo tra un momento.
Va bene Homer rispose Bess.
Cos'ha? chiese Lionel, senza sapere neppure di
chi stava parlando.
Devo sbrigarmi disse Homer. Andate, adesso.
E una persona anziana, Lionel, nient'altro.
Homer torn indietro di corsa e scosse il signor
Grogan a pi riprese. Afferr la brocca dell'acqua,
riemp un bicchiere e spruzz l'acqua in faccia all'anziano
signore. Il signor Grogan apr gli occhi. Sono
io, signor Grogan. Non sapevo che oggi fosse al lavoro:
sarei arrivato molto prima, come faccio sempre
quando lei  in servizio di domenica. Sono passato
per caso. Vado subito a prendere il caff.
Il vecchio telegrafista scosse la testa, si allung fino al
tasto e prese la chiamata. Inser un modulo nella macchina
per scrivere e incominci a battere il messaggio.
Homer si precipit da Corbett, sull'angolo, e
ordin il caff.
Stanno mettendolo su proprio adesso disse Pete,
il barista. E questione di un minuto o due.
Non ne  rimasto neanche un goccio?
Viene subito pronto. Caff appena fatto.
 importante. Vado un momento in ufficio e torno.
Spero che nel frattempo il caff sia pronto.
Quando Homer arriv in ufficio, il vecchio operatore
non stava battendo il telegramma in arrivo.
Homer lo scroll di nuovo. Signor Grogan, stanno
trasmettendo un telegramma! Da Corbett stanno rifacendo
il caff. Le porter la sua tazza tra un minuto
o due. Li fermi, signor Grogan! Non sta trascrivendo
il telegramma.
Usc dall'ufficio.
Il vecchio telegrafista guard il telegramma che
stava battendo, e rilesse quello che aveva scritto fino
a quel momento:
MRS. KATE MACAULEY
2226 SANTA CLARA AVENUE
ITHACA, CALIFORNIA
IL MINISTERO DELLA GUERRA  SPIACENTE DI INFORMARLA
CHE SUO FIGLIO MARCUS...
Cerc di alzarsi, ma l'attacco torn a farsi sentire.
Si afferr il colletto della camicia. Dopo un attimo
croll sulla macchina per scrivere.
Homer Macauley arriv in ufficio a gran velocit,
con la tazza di caff bollente che gli ballava in mano.
Si avvicin al vecchio e appoggi il caff sul tavolo.
L'apparecchio smise di ticchettare proprio in quel
momento. Nell'ufficio si fece una gran quiete.
Signor Grogan! chiam Homer. Cosa succede?
Cerc di sollevarlo dalla macchina per scrivere,
per guardarlo in faccia. Cos facendo, not il telegramma
incompleto. Lesse le parole, ma si rifiut di
crederci. Si ferm paralizzato, senza lasciare la presa.
Signor Grogan! disse.
Felix, il portalettere della domenica, entr e guard
prima il vecchio, poi il messaggero. Cosa succede,
Homer? Cos'ha il vecchio?
 morto rispose Homer.
Ma va, sei matto disse Felix.
No continu Homer. E morto. E probabilmente
anch'io.
Chiamo il signor Spangler disse Felix. Compose il
numero, rest in attesa, poi appese il ricevitore. Non
 in casa. Cosa facciamo? And a vedere cosa stesse
fissando Homer sulla macchina per scrivere. Dopo
aver letto il telegramma disse: Non  completo,
Homer. Forse tuo fratello  soltanto ferito, o disperso.
Homer guard il signor Grogan e disse: No, lui ha
sentito il resto. Non l'ha scritto, perch l'ha sentito.
Non  detto insistette Felix. Provo a ritelefonare
al signor Spangler. Magari adesso  tornato.
Homer Macauley si guard attorno. Poi sput, si
sedette, come imbambolato, guardando fisso davanti
a s. I suoi occhi erano asciutti.
Thomas Spangler ferm l'automobile di fronte
all'ufficio, di ritorno dal giro in campagna. Suon il
clacson, e Felix scatt fuori.
Signor Spangler, disse, ho cercato di raggiungerla
per telefono. E successo qualcosa di grave. Il
signor Grogan! Homer dice che  morto!
Meglio che tu vada a casa disse Spangler a
Diana. Ti raggiungo pi tardi - non aspettarmi per
cena. Magari esci, passa la serata con i tuoi.
Scendendo dalla macchina la baci sulla guancia.
Spangler entr precipitosamente in ufficio. Guard
il signor Grogan, poi Homer. Felix, telefona al
dottor Nelson - 1133. Digli di venire qui subito.
Sollev il vecchio dalla sedia e lo trasport fino al
divano sul retro. Torn da Homer, lo guard. Non
fare cos, Homer. Era una persona anziana. E andata
proprio come lui avrebbe voluto. Forza, non prendertela
troppo.
Poi il telegrafo prese a ticchettare e Spangler and
a ricevere la chiamata. Sedendosi sulla sedia del
signor Grogan vide il telegramma incompleto. Lo
guard lungamente, prima di cercare Homer con gli
occhi. Telegraf all'operatore per chiedere informazioni
sulla parte mancante. L'altro telegrafista lo trasmise
di nuovo per intero. Spangler chiese che le trasmissioni
venissero sospese per un po'. And alla sua
scrivania, si sedette con lo sguardo nel vuoto. Gli
cadde casualmente la mano sull'uovo sodo che aveva
tenuto come portafortuna. Senza pensarci, picchi
l'uovo sul tavolo finch si ruppe, tolse lentamente il
guscio, lo osserv un momento e lo lasci cadere nel
cestino.
Felix, disse, chiama Harry Burke, il sostituto,
4241, digli di venire subito. Quando arriva il dottore,
chiedigli di pensare lui a tutto. Verr a parlargli pi
tardi.
Homer Macauley si alz, si avvicin alla macchina
per scrivere e ritir il telegramma. Ripose la copia al
suo posto, pieg l'originale e lo mise in una busta.
Infil la busta nella tasca della giacca. Spangler gli
venne vicino e lo abbracci. Dai, Homer, vieni a fare
un giro.
Lasciato l'ufficio del telegrafo, camminarono in
silenzio per due isolati. Poi Homer cominci a parlare.
Come volete che faccia, adesso? Non so con chi
prendermela. Non so cosa fare. Come si fa a continuare
a vivere, ad amare?
Poi Homer e Spangler videro Auggie, Enoch, Shag
e Nickie avanzare verso di loro lungo la strada. I
ragazzi salutarono Homer e lui di rimando, chiamandoli
tutti per nome. Era quasi sera. Il sole stava scendendo,
il cielo era arrossato e in citt stava facendo
buio.
Con chi prendersela? disse Homer. Byfield mi
ha sbattuto per terra durante la corsa a ostacoli, ma
non riesco a odiare nemmeno lui.  solo che  fatto
cos. Di chi  la colpa? Proprio non riesco a capire,
non riesco a farmi una ragione di quello che  successo
a mio fratello. Quando  morto pap  stato
diverso. Aveva vissuto bene. Si era fatto una bella
famiglia. Eravamo tristi perch era morto, ma non
eravamo rabbiosi. Ora io mi sento pieno di rabbia e
non ho nessuno con cui prendermela. Dove si pu
trovare un nemico? Lei me lo sa dire, signor
Spangler?
Da qualche tempo il direttore dell'ufficio del telegrafo
aveva deciso che quando non c'era veramente
nulla da dire, poteva andar bene provare a mentire un
po'. Non credo che il nemico possa essere qualcuno
in particolare rispose. Quando le persone si odiano,
in realt l'odio  rivolto a loro stesse. Un uomo
non pu odiare gli altri - odia sempre soltanto se
stesso. E quando un uomo odia se stesso, gli resta soltanto
una cosa da fare - andarsene - lasciare il proprio
corpo, lasciare il mondo, lasciare gli esseri
umani. Tuo fratello non voleva andarsene, voleva
restare. E rester.
Come? chiese Homer. Come, rester?
Non so come, rispose Spangler, ma sono convinto
che rester.
No, disse Homer, mio fratello  morto. Lui 
morto, e noi no.
Stavano entrando nel giardino del palazzo di giustizia,
dopo la prigione, dove si andava a giocare a
ferri di cavallo.
Spangler capiva di aver fallito, ma decise di riprovarci,
di sforzarsi ancora - bugie, verit, qualsiasi
cosa. Non lo faccio per consolarti disse. So che
non  possibile. Ma ricordati che un uomo buono
non muore mai. Ti capiter di rivedere tuo fratello
molte volte - per le strade, a casa, in ogni angolo
della citt. Se anche la sua persona se ne  andata, la
parte migliore di lui rimane. Rimane per sempre.
Era inutile, lo sapeva, e si sentiva a disagio. Te la cavi bene con i ferri di cavallo? chiese.
No, signore rispose Homer.
Nemmeno io disse Spangler. Ci staresti a fare una partita prima che sia troppo buio?
Va bene rispose Homer.
...
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39. La casa.
...
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Il soldato zoppo sceso dal treno che riportava a casa, a Ithaca, Danny Booth e Harry Rife, cominci a camminare per la citt. Camminava lentamente, guardava dappertutto e mormorava tra s.
Ecco il deposito del Santa F. Ecco il Cineteatro.
La biblioteca. La Chiesa Presbiteriana. Ecco Santa Clara Avenue. Il negozio di Ara. Ed ecco la casa.
Il soldato si sofferm a lungo a contemplare la casa.
Prosegu. Ecco il parco del tribunale. La prigione con i prigionieri alle finestre. Due uomini di Ithaca che giocano a lanciare ferri di cavallo. Il soldato si avvicin pian piano ai due uomini e si appoggi allo steccato. Homer Macauley e Thomas Spangler giocavano in silenzio, senza neppure contare i punti.
Continuavano a giocare nonostante facesse buio.
Homer trasal, vedendo il soldato appoggiato allo steccato. Per un attimo arriv a pensare che potesse essere Marcus. Si accost al soldato e chiese: Vuoi giocare?
No, grazie rispose il soldato. Andate avanti voi. Voglio soltanto guardare.
Non mi pare di averti mai visto. Sei di Ithaca?
Proprio cos.
Sei in licenza?
No, mi hanno mandato a casa, una volta per tutte. Sono sceso dal treno da un paio d'ore. Sono andato un po' in giro, per rivedere la citt.
Perch non vai a casa? Non vuoi che i tuoi sappiano che sei tornato?
Questo lo vorrei pi di ogni altra cosa al mondo, ma credo di dover andare per gradi. Prima voglio guardarmi attorno il pi possibile. Faccio fatica a credere di essere davvero qui. Camminer ancora un po', poi potr andare a casa.
Il soldato si avvi lentamente, e Homer si accorse che zoppicava.
Non ho pi voglia di giocare, signor Spangler. Molte grazie. E dopo un attimo: A casa mi stanno aspettando.
Ho detto che sarei tornato per cena. Come faccio a entrare in casa, a guardarli negli occhi? Capiranno che Marcus  morto non appena mi vedono.
Aspetta disse Spangler. Non andare a casa cos. Siediti qui. Aspetta ancora.
Si sedettero su una panchina del parco, in silenzio.
Poi Homer chiese: Cosa sto aspettando?
Ecco, rispose Spangler, non del tutto certo che quello che stava per dire fosse la verit, stai aspettando che la parte di lui che  morta muoia anche in te - la parte che viene e poi passa. Questa morte adesso ti ferisce, ma aspetta un attimo.
Quando il dolore si far totale, e diventer morte, allora se ne andr. Ci vuole un po' di tempo. Lasciati andare. Alla fine, quando tornerai a casa, la morte se ne sar andata.
Devi lasciarle il tempo di andarsene. Io rester qui accanto a te finch non sar passata.
Da casa Macauley provenivano canti e musiche di arpa e di piano.
Il giovane seduto sui gradini della veranda, il soldato che faceva ritorno in una citt mai vista prima, in una casa dove non era mai entrato, da una famiglia che non aveva mai conosciuto - ascoltava intimorito, dubbioso e incredulo. Che diritto aveva di stare l?
Eppure sentiva di essere a casa. Era nato a Ithaca. Era cresciuto in quella casa. La famiglia dentro casa era la sua famiglia.
Poi Ulysses Macauley, in piedi sulla soglia, fece un cenno agli altri. Sua sorella Bess venne a vedere di cosa si trattasse. Avvert sua madre: C' qualcuno seduto sui gradini di casa.
Fallo entrare Bess, disse la signora Macauley, chiunque sia.
Bess si affacci in veranda. Mia madre le chiede di entrare disse.
Il soldato si volt lentamente a guardare la ragazza.
Parlava a voce molto bassa. Bess? chiese. Mi tremano le gambe, se provo ad alzarmi rischio di cadere per terra. Ti prego, siediti vicino a me.
La ragazza gli si sedette vicino. Come fai a sapere come mi chiamo? Chi sei?
Io so soltanto chi sei tu, chi  tua madre e chi sono i tuoi fratelli. Resta seduta qui, Bess, che mi calmo un po'.
Conosci mio fratello, Marcus?
S, meglio di chiunque altro al mondo. S che lo conosco.
Dov' Marcus?
Il soldato porse un anello alla ragazza. 
Tuo fratello Marcus mi ha chiesto  di portarti questo.
Bess Macauley non disse nulla per un po', poi chiese: Marcus  morto? La sua voce non era agitata, soltanto cupa.
Homer Macauley stava avanzando lungo la strada.
Bess gli corse incontro. Mentre si avvicinavano al soldato lei disse: E Marcus che lo ha mandato. Erano amici, e si precipit in casa.
Tobey? chiese Homer. Mi era sembrato di conoscerti, quando abbiamo scambiato due parole al parco. Aspett un momento, poi disse: Il telegramma  arrivato oggi pomeriggio. Ce l'ho in tasca. Cosa dobbiamo fare?
Strappalo, Homer.
Homer tir fuori il telegramma dalla tasca e lo strapp, ma si rimise tutti i pezzetti in tasca, per conservarli per sempre. Entriamo.
Homer si lasci cadere, il soldato lo prese per le mani e lo rimise in piedi con dolcezza. Incredibilmente, dentro casa, la musica riprese: il piano, l'arpa e il canto delle tre donne.
Fammi stare qui un momento ad ascoltare disse il soldato.
Ulysses usc e prese il soldato per mano. Quando fin la canzone, la signora Macauley, Bess e Mary Arena vennero sulla porta.
La madre si ferm a guardare i suoi due figli, ai due lati del forestiero, il soldato che aveva conosciuto suo figlio che ormai era morto. Sconvolta nel profondo, sorrise ugualmente al soldato, e disse: Entra, ti prego, non vuoi che ti facciamo vedere la casa?
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FINE.